Baustelle – Pagina di raccordo – Canzoni e testi



Introduzione

C’è qualcosa di profondamente letterario e cinematografico, prima ancora che musicale, nel mondo dei Baustelle. Il gruppo toscano – formatosi nel 1996 a Montepulciano – ha saputo costruire, nel tempo, una delle narrazioni più complesse, colte e stratificate del pop italiano contemporaneo. A guidarli c’è da sempre la visione di Francesco Bianconi, autore dalla scrittura vorace e intellettuale, affiancato dalla voce luminosa e perturbante di Rachele Bastreghi e dalla chitarra discreta e intarsiata di Claudio Brasini. Un trio che ha fatto della forma-canzone un laboratorio permanente di sperimentazione linguistica ed estetica (continua nella Biografia).


Brani

1. Piangi Roma (feat. Valeria Golino) (2009, testo)
2. Cristina (2013, testo)
3. La canzone di Alain Delon (2003, testo)
4. Alfredo (2008, testo)
5. La guerra è finita (2005, testo)
6. Baudelaire (2008, testo)
7. La morte (non esiste più) (2013, testo)
8. L’uomo del secolo (2008, testo)
9. Le vacanze dell’Ottantatre (2000, testo)
10. Un romantico a Milano (2005, testo)
11. Il liberismo ha i giorni contati (2008, testo)
12. Gomma (2000, testo)
13. Diorama (2013, testo)
14. Monumentale (2013, testo)
15. Gli spietati (2010, testo)
16. Le rane (2010, testo)
17. San Francesco (2010, testo)
18. Colombo (2008, testo)
19. La settimana bianca (2003, testo)
20. La moda del lento (2003, testo)
21. L’aeroplano (2008, testo)
22. La canzone del riformatorio (2000, testo)
23. Cinecittà (2000, testo)
24. Martina (2000, testo)
25. Sergio (2005, testo)
26. Il corvo Joe (2005, testo)
27. Cuore di tenebra (2005, testo)
28. Amanda Lear (2017, testo)
29. Lili Marleen (2016, testo)
30. Il vangelo di Giovanni (2017, testo)
31. L’arte di lasciare andare (2025, testo)
32. Una storia (2025, testo)
33. Filosofia di Moana (2025, testo)
34. Pesaro (2025, testo)
35. Giulia come stai (2025, testo)


Biografia

(Prosegue dall’introduzione) L’esordio con Sussidiario illustrato della giovinezza (2000) introduce subito i tratti salienti di un universo alternativo: adolescenze languide, elettronica lo-fi, arrangiamenti rétro, e testi che evocano le inquietudini romantiche di Poe, la sensualità maledetta di Baudelaire, le atmosfere da nouvelle vague. Da subito Baustelle si impone come un oggetto non identificato nel panorama musicale italiano, mescolando con sorprendente naturalezza Fabrizio De André e i Pet Shop Boys, Franco Battiato e i Cure, con un’attitudine indie che non rinuncia però a un certo gusto melodico tutto italiano.

La consacrazione arriva con La malavita (2005), disco che apre le porte a un pubblico più vasto senza cedere alle lusinghe del facile consenso. Il sound si fa più pieno e orchestrale, i testi si addentrano nel “male di vivere” con uno sguardo feroce e lucido, mentre il gruppo firma con una major discografica senza perdere nulla della propria identità. È con Amen (2008), però, che i Baustelle raggiungono la piena maturità: un album cupo e ambizioso, premiato con la Targa Tenco, che esplora le contraddizioni della modernità, tra religione e nichilismo, pornografia e spiritualità, in un mosaico sonoro di pop barocco e riflessioni esistenziali.

Nel frattempo, Bianconi inizia a scrivere per altri artisti – Irene Grandi, Anna Oxa, Paola Turci – e diventa uno degli autori più ricercati della scena. Ma è con Fantasma (2013) che i Baustelle realizzano il loro progetto più monumentale: un concept album sulla morte, il tempo e la memoria, registrato con un’orchestra sinfonica e concepito come una colonna sonora senza film. Un affresco romantico e spettrale che conferma l’attitudine cinematografica del trio.

Negli anni successivi, tra live album, tour acustici e pubblicazioni soliste (notevoli Forever di Bianconi e Psychodonna della Bastreghi), i Baustelle proseguono nel loro percorso di distillazione stilistica. Con L’amore e la violenza (2017) e il suo seguito Vol. 2 (2018), si concedono una virata ironicamente pop e sintetica, in cui la leggerezza delle melodie si fa cornice per riflessioni tutt’altro che superficiali. Si balla, ma si piange anche.


Poi il silenzio. Una pausa lunga e necessaria, rotta nel 2023 da Elvis, album che recupera le chitarre elettriche, gli archi e le pose glam, accostando il cantautorato più lirico al rock anni ’70, con una teatralità nuova e una vena soul, gospel e black che segnano un’evoluzione coraggiosa. Il ritorno sulle scene si completa con l’EP I Cani Baustelle, split condiviso con Niccolò Contessa, e con El Galactico (2025), un lavoro maturo e stratificato, in cui convivono ancora una volta eros e elegia, ironia e disperazione, epica urbana e sogni pop.

Quello dei Baustelle è un canzoniere intriso di citazionismo alto e popolare, costruito attorno a figure femminili enigmatiche, giovani eroine inquiete perse tra le rovine dell’Occidente e i fasti perduti della provincia italiana. L’immaginario è gotico e decadente, il tono spesso distaccato ma mai cinico, in bilico fra nostalgia e consapevolezza. Ogni disco è un racconto a sé, ma anche un tassello di una narrazione più ampia, in cui la musica diventa spazio filosofico, riflessione esistenziale, analisi del presente.

Baustelle è, in fondo, la rappresentazione perfetta del tempo che viviamo: colto e disilluso, romantico e disincantato, fragile e sublime. Come le stelle che brillano sopra i cantieri delle nostre vite incompiute (Ernesto Di Nisio, aggiornato il 25 luglio 2025).


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1. Ernesto Di Nisio, Suzanne Vega – Flying With Angels: Traduzioni, commenti e note ai testi (giugno 2025) 2. Ernesto Di Nisio, Ben Caplan – The Flood: Traduzioni, commenti e note ai testi (settembre 2025).


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