Introduzione
Paul Simon è una delle voci più autorevoli e influenti della musica americana del Novecento, capace di attraversare generazioni, generi e continenti con una scrittura sofisticata, una ricerca musicale costante e un talento poetico raro. Nato a Newark, New Jersey, il 13 ottobre 1941, Paul Frederic Simon ha conosciuto il successo iniziale in duo con Art Garfunkel, amico d’infanzia conosciuto sui banchi di scuola nel 1953. Insieme formarono Simon & Garfunkel, una delle coppie artistiche più iconiche degli anni Sessanta. Il loro repertorio, in bilico tra folk e rock, ha dato voce alle inquietudini della controcultura americana, con brani come The Sound of Silence (1965), Mrs. Robinson (1968), America (1968) e The Boxer (1969), culminando nel 1970 con Bridge over Troubled Water, title track dell’album d’addio e capolavoro assoluto, tra i più venduti di sempre (continua nella Biografia).
Brani
1. Graceland (testo e traduzione)
2. You Can Call Me Al (testo e traduzione)
3. Diamonds On The Sole of Her Shoes (testo e traduzione)
4. Peace Like a River (1972, testo e traduzione)
5. Me and Julio Down By The Schoolyard (1972, testo e traduzione)
6. Mother and Child Reunion (1972, testo e traduzione)
Con Simon & Garfunkel
1. The Sound of Silence (1964, testo e traduzione)
2. He Was My Brother (testo e traduzione)
3. Kathy’s Song (testo e traduzione)
4. Richard Cory (testo e traduzione)
5. April Come She Will (1966, testo e traduzione)
6. I Am a Rock (testo e traduzione)
7. Scarborough Fair / Canticle (1966, testo e traduzione)
8. Homeward Bound (testo e traduzione)
9. The 59th Street Bridge Song (Feelin’ Groovy) (testo e traduzione)
10. Flowers Never Bend With The Rainfall (1966, testo e traduzione)
11. A Simple Desultory Philippic (Or How I Was Robert McNamara’d Into Submission) (testo e traduzione)
12. For Emily, Whenever I May Find Her (testo e traduzione)
13. 7 O’Clock News / Silent Night (testo e traduzione)
14. Bookends Theme (Instrumental) (strumentale)
15. Save the Life of My Child (testo e traduzione)
16. America (testo e traduzione)
17. Overs (testo e traduzione)
18. Old Friends (testo e traduzione)
19. Bookends (testo e traduzione)
20. Mrs. Robinson (testo e traduzione)
21. A Hazy Shade of Winter (testo e traduzione)
22. At the Zoo (testo e traduzione)
23. Bridge Over Troubled Water (testo e traduzione)
24. El Cóndor Pasa (If I Could) (1970, testo e traduzione)
25. Cecilia (testo e traduzione)
26. The Boxer (testo e traduzione)
27. The Only Living Boy in New York (testo e traduzione)
28. Wednesday Morning, 3 A.M. (1964, testo e traduzione)
Collaborazioni
1. Jerry Douglas (feat. Mumford & Sons and Paul Simon) – The boxer (testo e traduzione)
Canzoni che omaggiano o citano Paul Simon
1. Miquel Pujadó – La senyora cançó (1999, testo e traduzione)
Articoli
1. John Gilligand: Intervista a Paul Simon
Biografia
(Prosegue dall’introduzione) Dopo lo scioglimento del duo, Simon ha intrapreso una lunga carriera solista segnata da una continua sperimentazione stilistica. Album come Paul Simon (1972), There Goes Rhymin’ Simon (1973) e Still Crazy After All These Years (1975) hanno confermato la sua capacità di fondere songwriting raffinato e influenze musicali disparate — dal gospel alla musica latina, dal reggae al soul — portando alla ribalta brani divenuti classici come Mother and Child Reunion, Me and Julio Down by the Schoolyard e 50 Ways to Leave Your Lover. A più riprese Simon si è riunito con Garfunkel, tra cui nel celebre Concert in Central Park del 1981, seguito da un tour mondiale.
L’apice della sua carriera solista arriva con Graceland (1986), un progetto visionario che intreccia sonorità sudafricane e testi intimisti, e che segnò anche un gesto politico contro l’apartheid. Il singolo You Can Call Me Al lo rese celebre anche presso il pubblico pop più ampio. L’eredità di Graceland prosegue con The Rhythm of the Saints (1990) e un nuovo Concert in the Park nel 1991, stavolta da solo, di fronte a mezzo milione di persone.
Nel corso del nuovo millennio, Paul Simon ha continuato a reinventarsi: You’re the One (2000), So Beautiful or So What (2011), Stranger to Stranger (2016) e il recente Seven Psalms (2023) hanno confermato la vitalità creativa di un autore che non ha mai smesso di interrogarsi e sperimentare, rinnovando il linguaggio della canzone con eleganza e profondità.
Inserito per due volte nella Rock and Roll Hall of Fame — sia come solista che come parte di Simon & Garfunkel — Simon ha vinto 16 Grammy Awards, tra cui tre per l’Album dell’anno. Sounds of Silence e Graceland sono stati inseriti nel National Recording Registry per il loro valore storico e culturale. Nel 2007 è stato il primo artista a ricevere il Gershwin Prize for Popular Song dalla Library of Congress. Parallelamente all’attività artistica, è co-fondatore del Children’s Health Fund, un’organizzazione non profit che offre assistenza medica ai bambini svantaggiati.
Figura appartata e riflessiva, Paul Simon ha saputo restare fedele alla propria voce interiore, evolvendosi come pochi altri artisti nella storia della musica popolare. La sua opera è una mappa sonora della coscienza americana, ma con uno sguardo sempre aperto al mondo (Ernesto Di Nisio, aggiornato il 9 giugno 2025).
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