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“I caught the darkness
it was drinking from your cup
I caught the darkness
drinking from your cup
I said is this contagious?
you said – Just drink it up –

I’ve got no future
I know my days are few
the present’s not that pleasant
just a lot of things to do
I thought the past would last me
but the darkness got that too

I should have seen it coming
it was right behind your eyes
you were young and it was summer
I just had to take the dive
winning you was easy
but darkness was the prize

I don’t smoke no cigarette
I don’t drink no alcohol
I ain’t had much loving yet
but that’s always been your call
hey, I don’t miss it baby
I’ve got no taste for anything at all

I used to love the rainbow
and I used to love the view
I love the early morning
I pretend that it was new
but I caught the darkness, baby
and I got it worse than you


I caught the darkness
it was drinking from your cup
I caught the darkness
drinking from your cup
I said is this contagious?
you said “Just drink it up””.

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Traduzione.

“Ho preso l’oscurità
è stato bevendo dalla tua tazza
ho preso l’oscurità
bevendo dalla tua tazza
ho chiesto: è contagiosa?
Hai detto bevi e basta

Non ho futuro
so che mi restano pochi giorni
il presente non è così piacevole
ci sono un sacco di cose da fare
pensavo mi sarebbe bastato il passato
ma l’oscurità si è presa anche quello

Avrei dovuto vederla arrivare
era giusto dietro i tuoi occhi
eri giovane ed era estate
dovevo solo farci un tuffo
conquistarti fu facile
ma il prezzo era l’oscurità

Non fumo sigarette
non bevo alcool
non ho amato ancora molto
ma è sempre stata una tua richiesta
hey non mi manca baby
non ho più gusto ormai per nulla

Amavo l’arcobaleno
e ne amavo la vista
mi piace la prima mattina
mi sembra sempre nuova
ma ho preso l’oscurità baby
e l’ho presa peggio di te

Ho preso l’oscurità
è stato bevendo dalla tua tazza
ho preso l’oscurità
bevendo dalla tua tazza
ho chiesto: è contagiosa?
Hai detto bevi e basta”.

(Traduzione a cura di Marie Jolie)

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Leonard Cohen, Darkness – 4:29
Album: Old ideas (2012)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa di Leonard Cohen.

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Citazioni.

Darkness, testamento spirituale, soffice, ovattato, seducente, venato di ironia, ma non per questo meno diretto, con organo e chitarra slide, è perciò la fotografia di un uomo che guarda senza compromessi la vita che gli rimane: e ne sorride, si abbandona al flusso di una creatività ancora vivace, ne assapora la sensualità, illuminato dalla voce sempre più roca e recitante, una lama che penetra nell’anima.

Non ho futuro
so che ho i giorni contati
il presente non è così piacevole
solo tante cose da fare
pensavo che il passato mi sarebbe bastato
ma l’oscurità ha inghiottito anche quello”.

(arabofenicio777, commento su Youtube)

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“Regna l’oscurità. In meno di 24 ore da che Leonard Cohen, con l’assistenza della Sony, ha pubblicato separatamente Darkness dall’album Old Ideas in fase di pubblicazione, i click dei siti di musica su internet si sono trasformati in un patchwork di riquadri neri e grigi, tutti contraddistinti dall’elegante sound di Cohen che canta Darkness“.

Testo originale:

“Darkness Reigns. In less than 24 hours since Leonard Cohen, with a corporate assist from Sony, set loose Darkness from the soon to be released Old Ideas album, the click of internet music sites have transformed into a patchwork of black and gray squares all emitting the elegant sound of Leonard Cohen singing Darkness”.

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“Dici che c’è una nuova canzone di Cohen che si chiama Darkness? Yipeee. Sul serio, gran cosa… come sempre, le liriche sono oro puro, in particolare la strofa: Avrei dovuto vederla arrivare / era proprio dietro ai tuoi occhi / eri giovane ed era estate / dovevo solo farci un tuffo”.

(Michael Cragg, Guardian – UK –)

Testo originale:

“A new Leonard Cohen song called Darkness, you say? Yippee! Seriously, it’s very good. … As ever, the lyrics are pure gold, particularly the line: “I should have seen it coming / it was red behind your eyes / you were young and it was summer / I just had to take a dive.”

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Darkness è una delle ragioni per cui non vedo l’ora di ascoltare questo album. Dopo 15-20 anni di suoni prodotti da un sintetizzatore (non del tutto spariti) è tornato ad un suono più naturale. Può essere una delle ragioni per cui ha chiamato il nuovo album “Old Ideas”? Grazie al cielo!”.

(Stupefaction – US -)

Testo originale:

“Darkness is yet another reason why I can’t wait to hear this album. After 15-20 years in a haze of synthesized production sounds (not exactly lost), he’s returned to a more natural sound. Maybe that’s one of the reasons he’s called the new album Old Ideas? Thank goodness!”.

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“Ascoltatevi il Nuovo Fantastico Brano di Leonard Cohen… Il brano – che si chiama Darkness – è molto valido. Parte con un’introduzione cupa con influenze flamenco che ricordano decisamente la Avalanche di Songs of love and Hate, e poi si espande in una ballata mid-tempo scandita dall’Hammond. Il testo punta a sdrammatizzare un po’ la reputazione che Cohen ha di Gran Signore della Malinconia (“Ho preso l’oscurità” appunto) ma fa anche da moderna riflessione sulla mortalità nello stile di Tower of Song specialmente dove canta “Non ho futuro / mi restano pochi giorni…” in un modo così ovvio che ti spezza quietamente il cuore”.

(Tom Hawking, FlavorWire – US -)

Testo originale:

“Listen to a Fantastic New Leonard Cohen Song … the song — which is entitled “Darkness” — is also really good. It starts with a moody flamenco-influenced intro that’s decidedly reminiscent of Songs of Love and Hate track “Avalanche”, before expanding into a mid-tempo Hammond-driven ballad. The lyric manages to poke fun at Cohen’s reputation as the Grand Overlord of Melancholy (“I caught the darkness,” indeed) but also functions as a latter-day “Tower of Song”-style reflection on mortality — especially the bit where he sings “I got no future/ I know my days are few…” in a way that’s so matter-of-fact that it’s quietly heartbreaking”.

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Darkness vede Cohen riflettere sulla sua esperienza in Terra con quel tono confortante e onnisciente che solo Cohen sa infondere in una canzone”.

(Tim Cashmere, Noise11 – Australia -)

Testo originale:

“Darkness sees Cohen muse on his experience on this Earth in that comforting, all-knowing tone that only Cohen can inject into song”.

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“Il recente singolo di Leonard Cohen Darkness embra la sua versione del cupo e stanco Bob Dylan vecchio stile che si sentiva nel 1997 in Time out of mind. La canzone è una bellezza. Una chitarra acustica a toni bassi, pizzicata con grazia, vibra introducendo la voce di Cohen “Ho preso l’oscurità etc etc. Al contrario di Dylan, Cohen avvolge la canzone in un ritmo che sale, con un paio di virtuosismi di quelli che i suoi fan amano nel suo stile. Dove Dylan era eccessivamente tetro ed accusatore di un mondo sbagliato, Cohen è scherzoso, avvicinandosi più a Tom Waits – con versi autocritici del tipo “Un tempo mi piaceva l’arcobaleno””.

(David Robbins, Their Bated Breath)

Testo originale:

Leonard Cohen’s latest single, “Darkness”, sounds like his version of the road-weary old-timer moods Bob Dylan captured on 1997′s “Time Out of Mind”. … The song is a beauty. A low-moan acoustic guitar, gracefully finger-picked, purrs through the opening before Cohen sings, “I caught the darkness / Drinking from your cup / I said is this contagious / You said just drink it up / I got no future / I know my days are few / And the presents not that pleasant / Just a lot of things to do / And I thought the past would last me / But the darkness got that too.” … But unlike Dylan, Cohen wraps his song in an upbeat rhythm, with a couple of winks and nods that fans have come to love in his songwriting. Where Dylan was exceedingly somber and accusatory of a world gone wrong, Cohen becomes playful, falling into a persona more akin to Tom Waits — with a self-deprecatingly fun line like, “I used to love the rainbow …””.

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“In questa traccia troviamo tanta tetraggine quanto calore e conforto… stranamente… che grande traccia!!”.

(YourMusicRadar – Australia -)

Testo originale:

“As dark as this track is, there’s something warm and uplifting in it… in a weird way. … What a great track this is!!”.

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“La tazza può rappresentare sia la vita che la morte (vino/veleno). Il tema di fondo rimane la mortalità nell’esistenza umana, il realizzare che al momento in cui facciamo il nostro primo respiro siamo già sulla strada per la fossa. Nonostante questa canzone sia ovviamente “dark”, ha anche un lato umoristico (LC dà sempre il meglio quando ricorda a se stesso e a noi di non prenderci troppo sul serio) e il dualismo di cui ho parlato, si sentono anche qui (altra allusione alla tazza si trova nelle parole di Gesù nell’orto dei Getsemani, Matteo 26:39 etc). La considero il perno dell’album e la trovo toccante (l’accompagnamento è quello della band del tour, ed è fantastica, specialmente con il basso di Roscoe Beck e la tastiera di Neil Larsen, ci si augura che tutto l’album sia così, anche se in ultima analisi gli arrangiamenti della maggior parte delle canzoni sono migliori che negli ultimi due album)”.

(Darkness, LeonardCohenForum.com)

Testo originale:

“The cup can symbolize either life or death (wine/poison). The main theme seems to be the mortality of human existence, the realization that once we take our first breath we are already on our way to the grave. Although this song is obviously, well, “dark”, it also has a humorous side (LC is always at his best when he reminds himself and us not to take ourselves too seriously), and the duality I’ve been speaking about can be felt here too (another allusion to the cup is from the words of Jesus in Gethsemane, Matthew 26:39 etc.). I regard it as the pivot of the album and find it very touching. (The music is supplied by the tour’s band, and is so wonderful and lush, especially with Roscoe Beck’s bass and Neil Larsen’s keyboard; one wishes that the whole album was like that, although on the whole the arrangements on most of the songs are better than in the last couple of albums)”.

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“La nuova traccia Darkness è il secondo singolo dell’album (dopo Show me the place) è ad un tempo sentimentale e dark, con un taglio riservato ma sensuale che lascia intendere che l’oscurità si può “prendere” come una malattia da un amante, insomma il tipo di performance che vi aspettereste se vi fermaste per un drink nel mezzo della notte in un bar dall’atmosfera fumosa come la voce di Cohen in una città con una sola via illuminata da lampioni, a cinquecento miglia da casa. Provate”.

(LisaLCfan, LeonardCohenForum.com)

Testo originale:

New track Darkness is the record’s second single (after Show Me the Place) – it’s at once soulful and dark, a secretive, sensual lounge-singer cut about catching darkness like a disease from a lover, the kind of thing you’d probably expect to see performed live if you stopped for a drink in the dead of night at a dive bar with an atmosphere as smoky as Cohen’s voice in a town with one streetlight five-hundred miles from home. Check it out.”
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“Questa canzone mi ricorda un po’ Isis di Bob Dylan. Non tanto per la storia quanto per la sequenza domanda-risposta e specialmente perché entrambi dicono “contagioso”… una parola insolita in una canzone. Ed anche il successivo movimento/melodia”.

(Kush, LeonardCohenForum.com)

Testo originale:

“This song reminded me a little of Bob Dylan‘s Isis. Not so much in the storyline but in the question – answer sequence and especially the way they both say “contagious”….an unusual word to hear in a song. And also the forward movement/melody”.

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“L’ultimo singolo di Leonard Cohen, Darkness, sembra la sua versione del cupo e stanco Bob Dylan di Time out of Mind 1997. Una canzone come una valutazione della propria vita, o come T.S. Eliot scrisse nel suo “The love song of J. Alfred Prufrock” è il modo di Cohen di “misurare la propria vita in tazze di caffè”. Descrive l’ascetico tentativo di astenersi da fumo, alcoolici e donne, e di come ha perso il gusto per tutto.[….]”.

(David D. Robbins Jr.
, LeonardCohenForum.com)

Testo originale:

Leonard Cohen’s latest single, “Darkness”, sounds like his version of the road-weary old-timer moods Bob Dylan captured on 1997′s “Time Out of Mind”. What I mean is it’s a life-assessment song, or as T.S. Eliot wrote in his poem “The Love Song of J. Alfred Prufrock” — this is Cohen’s way of “measuring his life out in coffee cups”. In it he describes an ascetic’s lifestyle of trying to abstain from cigarettes, alcohol and women — and how he’s lost a taste for everything”.

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“E’ facile scordarsi che Leonard Cohen sta andando verso gli 80. D’accordo, ne ha 77. Oggi ha rilasciato una nuova traccia che si chiama Darkness sia sul suo sito che sulla Soundcloud, dove potete ascoltarla. La canzone è il secondo singolo dal suo nuovo album Old Ideas (dodicesimo, primo dopo otto anni di inattività) che uscirà il 31 Gennaio. Non è allegro “Non ho futuro, mi restano pochi giorni – canta Cohen – ma va bene così”. La traccia è una delicata e sommessa scrollata con un testo pungente. Si basa su un giro di chitarra ritmica ed un organo che aleggia su voci angeliche di sottofondo, armonie cromatiche e accenni blues. Anche se alcuni lo accusano di superficialità, ed un collega lo chiama “lounge jazz” credo che Cohen abbia scritto una delle più belle canzoni della sua carriera. E’ un sollievo ascoltare la canzone di un vecchio maestro che è all’altezza della sua produzione passata. Molti dei grandi sono durati un paio di decadi e poi si sono esauriti. Non ho trovato recenti opere di Paul McCartney, Lou Reed, David Bowie, R.E.M., Elvis Costello che siano all’altezza della loro epoca d’oro – e dubito che il prossimo album di McCartney Kisses on the bottom (scusatemi, vado a vomitare) uguaglierà il suo passato. Ma Cohen smentisce la teoria che non si possono scrivere canzoni pop da vecchi”.

(Lucy Jones Music, January 11th, 2012)

“It’s easy to forget that Leonard Cohen is pushing 80. Well, he’s 77. Today he dropped a new track called Darkness on his website and Soundcloud. You can listen to it above.

The song is the second single from his new album Old Ideas (his 12th and first for eight years) which will be released on January 31. It’s not cheery – “I’ve got no future, I know my days are few” purrs Cohen – but it’s good. The track is a soft and smouldering shrug with a lyrical sting. It’s based on a rhythmic guitar riff and a skittering organ with angelic backing vocals, chromatic harmonies and bluesy trills. Though some might accuse him of ‘noodling’ – and a colleague calls it “lounge jazz” – I think Cohen has written one of the most beautiful songs of his career.

How refreshing to hear a song by an old master that stands up to his back catalogue. Many of the greats had a couple of decades in them before petering out. I haven’t found any later releases by Paul McCartney, Lou Reed, David Bowie, R.E.M., Elvis Costello stand up to their golden ages – and I doubt McCartney’s future album Kisses on the Bottom (excuse me while I puke) will match his past. But Cohen goes against the theory that the old can’t write pop songs. See what you think”.

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Brano proposto da: Marie Jolie
Direttore: Arturo Bandini ([email protected])
Responsabile Quality: Alessandro Menegaz ([email protected])
Segretaria di Redazione: Arianna Russo ([email protected])

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