Jacques Brel – Le moribond (testo e traduzione)

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“Adieu l’Émile je t’aimais bien
adieu l’Émile je t’aimais bien, tu sais
on a chanté les mêmes vins
on a chanté les mêmes filles
on a chanté les mêmes chagrins
adieu l’Émile je vais mourir
c’est dur de mourir au printemps, tu sais
mais j’pars aux fleurs la paix dans l’âme
car vu qu’t’es bon comme du pain blanc
je sais qu’tu prendras soin d’ma femme
j’veux qu’on rie
j’veux qu’on danse
j’veux qu’on s’amuse comme des fous
j’veux qu’on rie
j’veux qu’on danse
quand c’est qu’on m’mettra dans l’trou

Adieu Curé je t’aimais bien
adieu Curé je t’aimais bien, tu sais
on n’était pas du même bord
on n’était pas du même chemin
mais on cherchait le même port
adieu Curé je vais mourir
c’est dur de mourir au printemps, tu sais
mais j’pars aux fleurs la paix dans l’âme
car vu que t’étais son confident
je sais qu’tu prendras soin d’ma femme
j’veux qu’on rie
j’veux qu’on danse
j’veux qu’on s’amuse comme des fous
j’veux qu’on rie
j’veux qu’on danse
quand c’est qu’on m’mettra dans l’trou

Adieu l’Antoine je t’aimais pas bien
adieu l’Antoine je t’aimais pas bien, tu sais
j’en crève de crever aujourd’hui
alors que toi tu es bien vivant
et même plus solide que l’ennui
adieu l’Antoine je vais mourir
c’est dur de mourir au printemps, tu sais
mais j’pars aux fleurs la paix dans l’âme
car vu que tu étais son amant
je sais qu’tu prendras soin d’ma femme
j’veux qu’on rie
j’veux qu’on danse
j’veux qu’on s’amuse comme des fous
j’veux qu’on rie
j’veux qu’on danse
quand c’est qu’on m’mettra dans l’trou

Adieu ma femme je t’aimais bien
adieu ma femme je t’aimais bien, tu sais
mais je prends l’train pour le bon Dieu
je prends le train qui est avant l’tien
mais on prend tous le train qu’on peut
adieu ma femme, je vais mourir
c’est dur de mourir au printemps, tu sais
mais j’pars aux fleurs les yeux fermés, ma femme
car vu qu’j’les ai fermés souvent
je sais qu’tu prendras soin d’mon âme
j’veux qu’on rie
j’veux qu’on danse
j’veux qu’on s’amuse comme des fous
j’veux qu’on rie
j’veux qu’on danse
quand c’est qu’on m’mettra dans l’trou”.

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Traduzione.

“Addio Emile ti ho amato molto
addio Emile ti ho amato molto lo sai
abbiamo cantato gli stessi vini
abbiamo cantato delle stesse ragazze
abbiamo cantato gli stessi dispiaceri
addio Emile sto per morire
è dura morire a primavera sai
ma io parto per il cimitero
con la pace nell’anima
perché visto che tu sei buono come il pane
so che ti prenderai cura di mia moglie
voglio che si rida
voglio che si balli
voglio che ci si diverta come dei matti
voglio che si rida
voglio che si balli
quando mi si calerà giù

Addio prete ti ho amato molto
addio prete ti ho amato molto lo sai
non eravamo dalla stessa parte
non facevamo lo stesso cammino
ma cercavamo lo stesso approdo
addio prete sto per morire
è dura morire a primavera sai
ma io parto per il cimitero
con la pace nell’anima
perché visto che tu eri il suo confidente
so che ti prenderai cura di mia moglie
voglio che si rida
voglio che si balli
voglio che ci si diverta come dei matti
voglio che si rida
voglio che si balli
quando mi si calerà giù

Addio Antoine non ti ho amato molto
addio Antoine non ti ho amato molto lo sai
mi rompe un bel po’ di crepare proprio oggi
mentre tu te la passi così bene
e sei più solido anche della noia
addio Antoine sto per morire
è dura morire a primavera sai
ma io parto per il cimitero
con la pace nell’anima
perché visto che tu eri il suo amante
so che ti prenderai cura di mia moglie
voglio che si rida
voglio che si balli
voglio che ci si diverta come dei matti
voglio che si rida
voglio che si balli
quando mi si calerà giù

Addio moglie mia ti ho amato molto
addio moglie mia ti ho amato molto lo sai
ma ora prendo il treno per il buon dio
prendo il treno che arriva prima del tuo
ma si prende il treno che si può
addio moglie mia sto per morire
è dura morire a primavera sai
ma io parto per il cimitero
con gli occhi chiusi, moglie mia
perché visto che li ho chiusi sovente
so che tu ti prenderai cura della mia anima
voglio che si rida
voglio che si balli
voglio che ci si diverta come dei matti
voglio che si rida
voglio che si balli
quando mi si calerà giù”.

(Traduzione di Dino Gibertoni)

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Jacques Brel, Le moribond – 3:09
(Jacques Brel)
Album: 5 (1961) (conosciuto anche come Marieke)

Brano inserito nella rassegna Life itself. Canzoni di vita, di morte e di altre sciocchezze di InfinitiTesti

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Riferimenti.

Il cantante canadese Terry Jacks fece una traduzione di questo brano, intitolandolo Seasons in the sun e variandone l’arrangiamento e alcune strofe. Divenne un successo internazionale nel 1974, che scalò le classifiche vendendo oltre 14 milioni di copie in tutto il mondo.

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Cover.

1. Terry JacksSeasons in the sun (1973, versione in inglese)
2. Roberto VecchioniStagioni nel sole (2005, versione in italiano)

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Brano proposto da: Arturo Bandini
Direttore: Arturo Bandini (direttore@infinititesti.com)
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6 commenti

  1. splendida opera, così ironica e raffinata… certo che Terry Jacks avrà anche avuto un successo mondiale, ma non è riuscito a cogliere il sarcasmo di Brel… comunque quanto a classe gli europei sono un’altra cosa, c’è poco da fare…

  2. concordo con Michele
    anche a me piace la versione di Jacks, veramente bella musicalmente e anche profonda… però Brel fa fare due risate… e poi alla fine, il testo l’ha scritto lui, gli altri l’hanno solo adattato

  3. è un classico assoluto, Brel è riuscito a costruire un’opera immortale, imitata in centinaia di modi diversi. Comunque onore al merito anche a Jacks, perché ne ha scritto una versione orecchiabile e capace di strappare più di una lacrima. Brel è invece sarcastico e affronta la morte con il sorriso sulle labbra e con molta perfidia nell’animo. Un po’ come un antesignano di Amici miei versione francese.

  4. Chissà perché Vecchioni ha scelto di essere il traduttore del traduttore di Brel ed invece di tradurre il testo di Brel ha tradotto il testo di Jacks? Comunque belle versioni tutte e tre. In quella di Jacques Brel c’è più amore per la vita, in Jacks e Vecchioni questo amore viene trasformato in amore e rimpianto per la giovinezza; in Vecchioni in particolare direi che c’è amore verso i giovani, quasi una deformazione professionale, forse per il fatto che è padre ed insegna in un liceo.

  5. non conosco la cover di Vecchioni, qulla di Jacks è un classico assoluto e pertanto è impossibile prescinderne. Quasi mi vergogno a dirlo, ma musicalmente mi piace più quella, l’originale di Brel risente troppo di old style nell’arrangiamento, quasi fosse un pezzo teatrale. Niente da dire sul testo, veramente straordinario.

  6. la cover di Vecchioni è riferibile più che altro a Jacks, non Brel. Carina, ma non vi perdete nulla, o perlomeno se non conoscete l’inglese forse potrete apprezzarla un po’ più dell’originale. Forse.

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