Testo.
“Fix me a drink, make it a strong one
Hey comrade, a drink, make it a long one
My hands are shaking and my feet are numb
My head is aching and the bar’s going round
And I’m so down, in this foreign town.
Tonight there’s a band, it ain’t such a bad one
Play me a song, don’t make it a sad one
I can’t even talk to these Russian girls
The beer is lousy and the food is worse
And it’s so damn cold, yes it’s so damn cold
I know it’s hard to believe
But I haven’t been warm for a week.
Moonlight and vodka, takes me away
Midnight in Moscow is lunchtime in L.A.
Oh play boys, play…
Espionage is a serious business
Well I’ve had enough of this serious business
That dancing girl is making eyes at me
I’m sure she’s working for the K.G.B.
In this paradise, ah cold as ice
Moonlight and vodka, takes me away
Midnight in Moscow is sunshine in L.A.
Yes, in the good old U.S.A”.
Traduzione.
Chiaro di luna e vodka
“Fammi un drink, bello forte
ehi, compagno, fammelo abbondante
ho le mani che tremano e i piedi intorpiditi
la testa mi scoppia e il locale mi gira attorno
sono proprio a pezzi, in questa città straniera
C’è una band stasera, non è nemmeno male
suonatemi una canzone, ma non malinconica
non riesco nemmeno a parlare con queste ragazze russe
la birra fa schifo e il cibo è persino peggio
e fa un dannato freddo, sì, un dannato freddo
lo so che sembra incredibile
ma è una settimana che non mi scaldo
Chiaro di luna e vodka mi portano lontano
mezzanotte a Mosca è ora di pranzo a L.A.
suonate ragazzi, suonate…
Lo spionaggio è una faccenda seria
ma io ne ho abbastanza di questa roba seria
quella ballerina mi ha messo gli occhi addosso
e sono sicuro che lavora per il K.G.B.
in questo paradiso freddo come il ghiaccio
Chiaro di luna e vodka mi portano lontano
mezzanotte a Mosca è sole a L.A.
sì, nei vecchi, cari U.S.A.”.
(Traduzione a cura di Marie Jolie ed Ernesto Di Nisio)
Chris de Burgh, Moonlight And Vodka – 3:13
(Chris de Burgh)
Album: Man On The Line (1984)
Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo quality@infinititesti.com.
Rassegne.
Brano inserito nella rassegna Sad Songs. Le canzoni più tristi di tutti i tempi, nella sezione Storie di solitudine.
Brano inserito nella rassegna Sing along to the drinking song. Le canzoni dedicate agli alcolici di InfinitiTesti, sotto la voce Vodka.
Significato e citazioni.
Nel mosaico di atmosfere e ritratti che Chris de Burgh ha saputo costruire negli anni, Moonlight and Vodka brilla come una piccola spy story in musica, sospesa tra ironia e malinconia. Il brano nasce in maniera quasi cinematografica, quando, appena dopo Natale, de Burgh si ritrova a casa dei genitori a strimpellare un vecchio pianoforte honky-tonk. Quel suono sgangherato e malinconico gli evoca improvvisamente un’Europa dell’Est immaginaria, quasi russa, popolata di bar fumosi e ballerine in abiti di paillettes. Nella sua mente prende corpo un protagonista: un agente americano, disilluso e infreddolito, confinato in una Mosca ostile, che sogna il sole della California ma finisce col lasciarsi sedurre dai ritmi e dai vizi locali.
Il testo è un susseguirsi di fotogrammi: la vodka servita in bicchieri abbondanti, la musica di una band scalcinata, il freddo che non ti lascia tregua, il cibo pessimo e la birra annacquata. Sullo sfondo, una ballerina dallo sguardo ambiguo, forse emissaria del KGB, che diventa simbolo di un’attrazione fatale per tutto ciò che, ufficialmente, il protagonista dovrebbe disprezzare. È la contraddizione di chi, pur lamentandosi, è ormai “di casa” in quel bar, e non ha alcuna fretta di andarsene davvero.
Musicalmente, de Burgh e il produttore Rupert Hine trasformano questa visione in un quadro sonoro vivido: un incedere da cabaret dell’Est, punteggiato di dettagli quasi cinematografici, che sembra più dipinto che composto. Non sorprende che Moonlight and Vodka abbia trovato fortuna proprio in Russia, dove l’ironia leggera e l’immaginario spionistico si intrecciano a un sottile affetto per il contesto descritto. Alla fine, più che una canzone di denuncia o di nostalgia, è il ritratto divertito di un uomo in bilico tra due mondi, illuminato da un chiarore di luna e annebbiato da troppa vodka.
(Ernesto Di Nisio, 13 agosto 2025)
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1. Ernesto Di Nisio, Suzanne Vega – Flying With Angels: Traduzioni, commenti e note ai testi (giugno 2025) 2. Ernesto Di Nisio, Ben Caplan – The Flood: Traduzioni, commenti e note ai testi (settembre 2025).
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doesn’t he like russian girls !?!?!?!?? 😀 😀
he says only: “I can’t even talk to these Russian girls”, cause he’s feeling bad… I’m sure that he likes them… 🙂
io non potrei fare a meno di parlare con le ragazze russe 🙂
da quello che ho capito questa rientra tra le canzoni più tristi perchè è veramente triste stare a Mosca in mezzo a quel ben di Dio di tutte le ragazze russe belle belle belle e non avere nemmeno la forza di parlarci oddio è veramente qualcosa di impossibile ma non poteva almeno evitare di bersi la vodka che almeno aveva qualche possibilità in più e poi pensare che pure la ragazza che gli stava ballando vicino e lo stava guardando lavorasse per il kgb è veramente da paranoici eh…
e vai ragazzo… tu sì che hai capito tutto della Russia
…e ancora di più della punteggiatura!
i finally decided to write a comment on your blog. i just wanted to say that i really enjoy listening to your songs. thumb up. thank you!
io la penso più o meno come Emiliano… 🙂
però sarebbe il caso di tradurla, questa “canzone triste”, perché mica tutti hanno la padronanza della lingua come Emiliano… 🙂
sì, per favore, anch’io vorrei la traduzione di questo capolavoro di de Burgh… atmosfera straordinaria e quel riferimento alle ragazze russe che è diventato famoso nel mondo (e soprattutto nei paesi dell’Est)… Moonlight and vodka, sicuramente nella mia top ten!