Testo.
“When the day is long and the night
The night is yours alone
When you’re sure you’ve had
Enough of this life, well hang on
Don’t let yourself go, everybody cries
And everybody hurts sometimes.
Sometimes everything is wrong
Now it’s time to sing along
When your day is night alone
(Hold on, hold on)
If you feel like letting go
(Hold on)
When you think you’ve had
Too much of this life, well hang on.
Everybody hurts
Take comfort in your friends
Everybody hurts
Don’t throw your hand
Oh, no, don’t throw your hand
If you feel like you’re alone
No, no, no, you are not alone
If you’re on your own in this life
The days and nights are long
When you think you’ve had
Too much of this life to hang on.
Well, everybody hurts sometimes
Everybody cries
And everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes
So, hold on, hold on
Hold on, hold on
Hold on, hold on
Hold on, hold on
(Everybody hurts
You are not alone)”.
Traduzione.
“Quando il giorno è lungo
e la notte ti appartiene soltanto,
quando senti di averne abbastanza di questa vita…
resisti.
Non mollare.
Tutti piangono,
e a volte tutti soffrono.
A volte tutto sembra andare storto.
Ma ora è il momento di unirti al coro.
Quando la tua giornata è una notte solitaria…
(resisti, resisti),
se senti che stai per arrenderti…
(resisti),
quando pensi di averne avuto abbastanza di questa vita…
resisti.
Tutti soffrono.
Trova conforto nei tuoi amici.
Tutti soffrono.
Non gettare la spugna.
Oh no, non farlo.
Se ti senti solo…
no, no, no — non sei solo.
Se sei da solo in questa vita,
e i giorni e le notti sembrano infiniti,
quando pensi di non farcela più…
resisti.
Perché a volte tutti soffrono.
Tutti piangono.
E a volte tutti soffrono.
E a volte…
tutti soffrono.
Quindi resisti, resisti.
Resisti, resisti.
Resisti, resisti.
Resisti, resisti.
(Tutti soffrono.
Non sei solo.)”.
(Traduzione a cura di Ernesto Di Nisio)
R.E.M., Everybody Hurts – 4:49
(Bill Berry, Peter Buck, Mike Mills, Michael Stipe)
Album: Automatic for the People (1992)
Album: R.E.M. Live (2007, live)
Singolo: “Everybody Hurts / Mandolin Strum” (1993)
Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei R.E.M..
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Cover.
1. Mc Rai – Everybody hurts (2012, versione in arabo)
Significato e citazioni.
“Everybody Hurts è un brano della band statunitense R.E.M.. La canzone è il quarto singolo estratto dall’ottavo album della band Automatic for the People (1992) ed è divenuta, nel corso degli anni, una delle canzoni più apprezzate del gruppo: i messaggi trattati sono riassumibili nel trasmettere coraggio a chi si sente deluso dalla vita o anche desidera porre fine alla vita stessa, attraverso l’ausilio delle persone care e degli amici. È diventata una sorta di inno contro il suicidio o più semplicemente alla solidarietà, in virtù della frase “hold on” (“resisti!”), reiterata nel finale, dove, a un riff di chitarre arpeggiate, si sovrappone un tappeto d’archi in crescendo dall’intenso lirismo.
Il titolo si presenta di non facile traduzione nell’uso della lingua italiana: il verbo “to hurt” può essere inteso sia come arrecare del male, sia come sentire dolore, pertanto andrebbe bene sia “tutti fanno male” oppure “tutti provano dolore”, cioè che il dolore è nella natura umana e si può dare ma anche ricevere e, di conseguenza, non bisogna lasciarsi andare alle sofferenze della vita ma per questo combatterle.
Il video, diretto da Jake Scott, vincitore di numerosi premi tra cui quello del video “più commovente”, è stato girato a San Antonio, Texas. La scena è dominata da uno svincolo autostradale congestionato da un ingorgo. Da un cavalcavia, Stipe dissemina le pagine di un libro. Scorrono quindi i volti muti delle persone che occupano le numerose autovetture: alcuni sottotitoli ne mostrano i pensieri reconditi, alternandosi alle parole del testo e a frasi della Bibbia. Tutti i viaggiatori sono accomunati da stati d’animo di segno negativo: tale espediente narrativo è presente nel film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Con il sopraggiungere del finale, quando Stipe intona “hold on”, si vedono tutti i viaggiatori che scendono con calma dalle loro automobili e si incamminano, senza una meta apparente, con passo lento ma deciso, per poi sparire senza lasciare traccia. A canzone ultimata, il video propone un notiziario televisivo dove, in un tono più che realistico, una voce racconta di questo insolito esodo, mostrando le immagini della colonna di macchine disabitate, senza lesinare lo sbigottimento per quanto accaduto”.
(Wikipedia, voce Everybody Hurts)
“Everybody Hurts” è una canzone della band rock americana R.E.M., tratta dall’ottavo album in studio, Automatic for the People (1992), pubblicato come singolo nell’aprile 1993 dalla Warner Bros. Records. Raggiunse la posizione numero 29 nella US Billboard Hot 100, ma ebbe un successo maggiore nella US Cash Box Top 100, dove arrivò al numero 18. La canzone entrò anche nella top 10 delle classifiche di Australia, Canada, Francia, Islanda, Irlanda, Paesi Bassi e Regno Unito. Il video musicale è stato diretto da Jake Scott e girato a San Antonio, Texas. Nel 2003, la rivista Q classificò “Everybody Hurts” al numero 31 nella sua lista delle “1001 Best Songs Ever“, e nel 2005, Blender la posizionò al numero 238 nella sua lista delle “Greatest Songs Since You Were Born“.
Gran parte della canzone fu scritta dal batterista Bill Berry, sebbene, data la consuetudine degli R.E.M. di condividere i crediti di scrittura tra i membri, non si sa con precisione quanto abbia effettivamente contribuito. La batteria di Berry è ampiamente assente dal brano – al suo posto è stata utilizzata una drum machine Univox – ma fu lui a occuparsi del campionamento del pattern di batteria. L’arrangiamento delle stringhe è stato scritto dall’ex bassista dei Led Zeppelin, John Paul Jones.
Il chitarrista Peter Buck ha commentato la realizzazione del brano: ““Everybody Hurts” è simile a “Man on the Moon”. Bill l’ha portata, ed era una canzone country-western lunga un minuto. Non aveva un ritornello né un bridge. Aveva solo il verso… andava avanti e indietro, e lui la batteva. Abbiamo provato circa quattro diverse idee su come approcciarla e alla fine siamo arrivati a quella vibe Stax, Otis Redding, “Pain in My Heart”. Non so se Michael avrebbe colto il riferimento, ma per molti dei nostri fan era una cosa tipo Stax. Ci è voluto un’eternità per capire l’arrangiamento e chi avrebbe suonato cosa, e poi Bill finì per non suonare nella traccia originale. Eravamo io, Mike e una drum machine. E poi abbiamo fatto tutti gli overdub“.
Nelle note di copertina dell’album In Time: The Best of R.E.M. 1988–2003, Buck scrisse che “il motivo per cui il testo è così atipico nella sua semplicità è perché era rivolto agli adolescenti”, e “non ho mai visto Buffy l’ammazzavampiri, ma l’idea che il liceo sia un portale per l’inferno mi sembra piuttosto realistica”. La canzone è stata utilizzata nel film del 1992 Buffy l’ammazzavampiri, che ha preceduto la serie televisiva.
Nel 2005, Buck ha dichiarato alla BBC: “Se scrivi consapevolmente per qualcuno che non è andato al college, o che è piuttosto giovane, potrebbe essere bello essere molto diretto. Sotto questo aspetto, ha funzionato per persone di molte età”. Nel 2022, Stipe ha detto a Rick Rubin che “Everybody Hurts” è stata ispirata dalla cover di Nazareth di “Love Hurts“.
Michael Stipe aveva inizialmente pensato di avere Patti Smith come seconda voce nel brano, ma non si è concretizzato. Smith ha poi incluso una sua cover della canzone come traccia bonus nell’album del 2007 Twelve.
La canzone ha ricevuto recensioni positive dalla maggior parte dei critici musicali. Stephen Thomas Erlewine di AllMusic ha trovato che possiede “una malinconia confortante”. David Bauder dell’Associated Press ha detto che mantiene “il ritmo lento e l’umore malinconico”. Larry Flick di Billboard l’ha definita una traccia “sobria, onesta ed emotiva”, aggiungendo che “quando le corde entrano in gioco, non si può negare la potenza di questa canzone”. Bevan Hannah del Canberra Times ha notato “la chitarra dolcemente carezzevole”. Un altro redattore del Canberra Times, Larry McShane, l’ha descritta come “inquietante”. Randy Clark di Cash Box l’ha definita il brano “più forte” dell’album. Un altro redattore della rivista, Troy J. Augusto, ha ritenuto che “potrebbe essere difficile da vendere alla radio, dato l’umore cupo e il tema legato al suicidio”. Ha elogiato le “voci vellutate del cantante e la lussureggiante sezione di archi [che] costituiscono il principale fascino di questo brano”. Justin Wilson del Cavalier Daily l’ha definita anche “la migliore canzone dell’album, una delle migliori canzoni di sempre dei R.E.M.“. L’ha dichiarata “emozionante” e “profondamente toccante”. Greg Kot del Chicago Tribune ha affermato che è “una ballata che sarebbe al limite del sdolcinato se Stipe non la cantasse con tanta convinzione”. Ron Fell del Gavin Report ha ritenuto che il “messaggio potente ed emotivo di affermazione della vita di Stipe sia molto chiaro”. L’ha definita una “traccia preferita” dell’album. Un recensore del The Gazette ha commentato che Automatic for the People riflette sulle frustrazioni della vita nella “Bee Gees-style” di “Everybody Hurts“.
Nel suo commento settimanale sulla classifica britannica, James Masterton ha scritto che è “la traccia più bella e commovente dell’album” e “solo un riflesso di come la band non può sbagliare al momento”. Chris Roberts di Melody Maker l’ha nominata Singolo della Settimana, aggiungendo che “questa è chiaramente una ‘Let It Be‘/’Candle in the Wind‘ della sua generazione (rock bianco), [e] evita di essere fatalmente esagerata grazie alla voce meticolosamente sobria di Stipe”. La rivista paneuropea Music & Media l’ha descritta come una “ballata ultra malinconica”, notando che con gli arrangiamenti d’archi dell’ex bassista dei Led Zeppelin John Paul Jones, è “il ‘Bridge Over Troubled Water‘ degli anni ’90 con Michael Stipe come Simon & Garfunkel fusi in uno”. Alan Jones di Music Week l’ha nominata Scelta della Settimana, dichiarandola “una ballata appassionata, con la voce fragile e incerta di Stipe a volte controbilanciata da archi discreti”. L’ha anche elogiata come “radio-friendly”. Gina Morris di NME l’ha definita “un’altra canzone pop atmosferica più grande della vita” sulla falsariga di “Drive“. Parry Gettelman dell’Orlando Sentinel l’ha considerata “noiosa” e “ripetitiva”. Il recensore di People Magazine ha scoperto che qui, il cantante “riesce a dissuadere un amico dal suicidio”. Lo Scripps Howard News Service ha scritto che il cantante “non ha mai cantato meglio” e ha notato che la traccia “spudoratamente emotiva” “gli dà ampia possibilità di mostrare quelle capacità vocali”. David Cavanagh di Select ha detto che è “praticamente al di là delle parole”. Ha aggiunto: “Porterà i maniaci non-REM all’isteria con la sua delicata struttura Spector e il messaggio infantile (“tutti soffrono, tutti piangono… quando pensi di averne abbastanza di questa vita, resisti…”). Farà piangere tutti gli altri. È davvero così semplice”. Tim Southwell di Smash Hits ha dato alla canzone cinque stelle su cinque, considerandola “una ballata bellissima, toccante e coinvolgente”, e “dannatamente bella”.
Nel videoclip di “Everybody Hurts”, diretto dal regista britannico Jake Scott e girato nel febbraio 1993 sulle sezioni a doppio piano della I-10 vicino allo svincolo I-35 nel centro di San Antonio, Texas, la band è bloccata in un ingorgo stradale. Il video mostra le persone nelle altre auto e i sottotitoli dei loro pensieri appaiono sullo schermo. Un uomo in piedi su un cavalcavia lascia cadere pagine di un libro che sta leggendo sulle auto sottostanti, mentre i sottotitoli recitano “Guidami alla roccia più alta di me” e “Chi semina in lacrime mieterà nella gioia”, citazioni rispettivamente dal Salmo 61 e 126 della Bibbia. Alla fine, tutte le persone lasciano le loro auto e camminano; poi scompaiono, seguite da scene di un notiziario che riporta l’evento insolito. Sebbene Michael Stipe sia in primo piano nel video, rimane silenzioso fino alla parte finale “Resisti, resisti” della canzone. Il video è stato fortemente ispirato all’ingorgo stradale nella sequenza onirica iniziale di 8½ di Fellini. “Everybody Hurts” è stato successivamente reso disponibile in HD sul canale YouTube ufficiale della band nel 2009 e, all’inizio del 2024, aveva generato oltre 153 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma.
Nel 1995, il servizio britannico di ascolto di supporto emotivo The Samaritans, in risposta all’alto tasso di suicidi ma al basso utilizzo dei servizi di crisi tra i giovani uomini, ha lanciato una campagna pubblicitaria sulla stampa britannica composta esclusivamente dai testi di “Everybody Hurts” e dal numero di telefono di emergenza dell’organizzazione benefica.
La canzone è stata inserita nell’album “best of” dei R.E.M. della Warner Bros., In Time: The Best of R.E.M. 1988–2003, nel 2003. È stata una delle quattro canzoni di Automatic for the People a entrare nella compilation, più di qualsiasi altro album. La canzone è inclusa in R.E.M. Live.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha utilizzato la canzone in un video su Twitter che mostrava diversi politici democratici con reazioni tristi al suo discorso sullo Stato dell’Unione del 2019. Gli ex membri della band hanno risposto a questo sulla loro pagina Twitter, dicendo: “Leader mondiale FINTO!!! Congresso, Media—ignorate questo impostore!!! Con affetto, R.E.M.” Alla fine, Twitter ha rimosso il video a seguito di un reclamo per violazione del copyright da parte di Concord Music, l’etichetta discografica della band. Trump ha poi ricaricato il video, usando invece “God Bless the U.S.A.” di Lee Greenwood. Entrambe le versioni del video sono state create da un autoproclamato sostenitore di Trump di nome @CarpeDonktum.
La canzone è apparsa anche in La Famiglia Addams, cantata da Lurch”.
(Wikipedia, voce Everybody Hurts)
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1. Ernesto Di Nisio, Suzanne Vega – Flying With Angels: Traduzioni, commenti e note ai testi (giugno 2025) 2. Ernesto Di Nisio, Ben Caplan – The Flood: Traduzioni, commenti e note ai testi (settembre 2025).
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noooooooooooooooooo!!
e questa è troppo!!!
vado a dormire, buonanotte !!!!!!!
il video è sempre stato un colpo al cuore, dovrebbe aiutare chi si sente solo a sentirsi meglio, ma l’effetto a volte è contrario… anzi, quasi sempre… eppure la canzone è così straordinariamente bella, ed è quasi impossibile farne a meno una volta ogni tanto… dovrebbe essere presa a piccole dosi, come una medicina buona