Lucio Dalla – Il gigante e la bambina (testo)

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“Il gigante e la bambina
sotto il sole contro il vento
in un giorno senza tempo
camminavano tra i sassi

Il gigante è un giardiniere
la bambina è come un fiore
che gli stringe forte il cuore
con le tenere radici

E la mano del gigante
su quel petto di creatura
scioglie tutta la paura
è un rifugio di speranza

Del gigante e la bambina
si è saputo nel villaggio
e la rabbia da’ il coraggio
di salire fino al bosco

Il gigante e la bambina
li han trovati addormentati
falco e passero abbracciati
come figli del signore


Il gigante adesso è in piedi
con la sua spada d’amore
e piangendo taglia il fiore
prima che sia calpestato

Camminavano tra i sassi
sotto il sole contro il vento
in un giorno senza tempo
il gigante e la bambina”.

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Lucio Dalla, Il gigante e la bambina – 4:37
(Lucio Dalla, Paola Pallottino)
Album: Storie di casa mia (1971)

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1 commento

  1. Ricordo solamente che mi piacque subito, al primo ascolto…Avevo solo 14 anni, ma avevo visto giusto in quell’edizione del “Disco per l’estate”…Pensateci un po’ su: Nella stessa edizione: il Prof. Vecchioni firmava sciaguratamente “Donna Felicità”, che ovviamente riscosse un successo clamoroso (di “Luci a a San Siro” in pochi ancora sapevano); “dentro e fuori” dagli schemi – ma siamo sempre nell’ordine della “canzone” intesa come “consumo” – c’era anche “Casa mia” dell’ Equipe 84 (meglio dire “Nuova Equipe 84”), c’era la “Iva” Zanicchi, con la patriottica ed eroica “La riva bianca la riva nera” ancora solamente (e meglio) giustamente cantante, prima che blaterasse per tutto e tutti, facendo solo diligentemente quello che gli riuscisse bene, il suo mestiere (quello di cantante, appunto)…Si potrebbe andare avanti ancora per ore…
    E in pochi si accorsero di Rosalino, appena evidenziato dal fatto che c’era tra le righe il nome di Lucio Dalla (fresco del mega premiato e sopravvalutato “4 Marzo 1943”, prima che diventasse un divo per tutte le stagioni (per fortuna, poi, sulla sua strada incontrò un certo Roberto Roversi, che gli raddrizzò la “rotta” (quella di “Cristoforo Colombo” non era ancora una bussola impazzita!).
    Grazie ad entrambi (Rosalino e Lucio intendo dire) per averci dato in quel momento ancora ibrido e tutto italiano, qualcosa di veramente nuovo e diverso…Purtroppo oramai tutto sprecato: è stato come buttare le perle ai porci.
    WALTER

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