Bruce Springsteen – American land (testo e traduzione)

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“What is this land America
so many travel there
I’m going now while I’m still young
my darling meet me there
wish me luck my lovely
I’ll send for you when I can
and we’ll make our home
in the American land

Over there all the women
wear silk and satin to their knees
and children, dear, the sweets
I hear, are growing on the trees
gold comes rushing out the rivers
straight into your hands
when you make your home
in the American land

There’s diamonds in the sidewalk
the gutter’s lined in song
dear, I hear that beer flows
through the faucets all night long
there’s treasure for the taking
for any hard working man
who’ll make his home
in the American land

I docked at Ellis Island
in the city of light and spire
I wandered to the valley
of red-hot steel and fire
we made the steel that built the cities
with the sweat of our two hands
we made our home
in the American land

There’s diamonds in the sidewalk
the gutter’s lined in song
dear, I hear that beer flows
through the faucets all night long
there’s treasure for the taking
for any hard working man
who’ll make his home
in the American land


The McNicholases, the Posalskis
the Smiths, Zerillis, too
the Blacks, the Irish, the Italians
the Germans and the Jews
they come across the water
a thousand miles from home
with nothing in their bellies
but the fire down below

They died building the railroads
they worked to bones and skin
they died in the fields and factories
names scattered in the wind
they died to get here a hundred years ago
they’re still dying now
their hands that built the country
we’re always trying to keep out

There’s diamonds in the sidewalk
the gutter’s lined in song
dear, I hear that beer flows
through the faucets all night long
there’s treasure for the taking
for any hard working man
who’ll make his home in the American land
who’ll make his home in the American land
who’ll make his home in the American land”.

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Traduzione.

“Che cos’è questa terra americana
verso cui così tanti viaggiano
ci andrò ora mentre sono ancora giovane
mia cara, incontrami là
augurami buona fortuna mia amata
ti manderò a prendere quando potrò
e costruiremo la nostra casa
nella terra americana

Laggiù tutte le donne
indossano seta e raso fino alle ginocchia
e, cari ragazzi, ho sentito
che i dolci crescono sugli alberi
l’oro sgorga a fiumi diritto nelle tue mani
quando costruisci la tua casa
nella terra americana

Ci sono diamanti sul marciapiede
che scendono dalle grondaie
cara, ho sentito che la birra
scorre dai rubinetti per tutta la notte
c’è un tesoro a disposizione
per ogni uomo che lavori duro
che costruirà la sua casa
nella terra americana

Sono sbarcato a Ellis Island
nella città di luci e guglie
ho vagato nella valle
di acciaio fuso e fuoco (1)
abbiamo fatto l’acciaio che ha costruito le città
col nostro sudore e il nostro paio di mani
e abbiamo costruito la nostra casa
nella terra americana

Ci sono diamanti sul marciapiede
che scendono dalle grondaie
cara, ho sentito che la birra
scorre dai rubinetti per tutta la notte
c’è un tesoro a disposizione
per ogni uomo che lavori duro
che costruirà la sua casa
nella terra americana

I McNicholas, i Posalski
gli Smith, anche gli Zerilli (2)
i neri, gli irlandesi, gli italiani
i tedeschi e gli ebrei
arrivati attraverso il mare
mille miglia lontano da casa
con le pance vuote ma il fuoco giù nel profondo (3)

Morirono costruendo le ferrovie
lavorando sino a ridursi pelle e ossa
morirono nei campi e nelle fabbriche
e i loro nomi dispersi al vento (4)
morirono per arrivare qua cento anni fa
e ancora muoiono oggi
le loro braccia hanno costruito il paese
stiamo sempre cercando di tenerle fuori

Ci sono diamanti sul marciapiede
che scendono dalle grondaie
cara, ho sentito che la birra
scorre dai rubinetti per tutta la notte
c’è un tesoro a disposizione
per ogni uomo che lavori duro
che costruirà la sua casa
nella terra americana
che costruirà la sua casa
nella terra americana
che costruirà la sua casa
nella terra americana”.

(Traduzione a cura di Francesco Komd)

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Note.

(1) Il verso “She met me in the valley of red-hot and fire” è presente nel testo licenziato sul booklet dell’album We Shall Overcome: The Seeger Sessions – American Land Edition, anche se nella registrazione dal vivo nel disco Springsteen canta “I wandered to the valley of red-hot steel and fire” (Ho vagato in una valle di acciaio incandescente) (N.d.T. da noi tradotta come “ho vagato nella valle di acciaio fuso e fuoco”).

(2) Il nonno paterno di Springsteen era per metà olandese (Springsteen) e per metà irlandese (O’Hagen); sua nonna paterna era al cento per cento irlandese (McNicholl). Il ramo materno, invece, è italiano. Andrea Zerilli (1827-1901), trisavolo del cantautore, era nato a Palma di Montechiaro (Agrigento) e nel 1852 sposò Rosa Veniero (1831-1912), nipote del poeta e patriota Luigi Serio. Trasferitisi a Vico Equense, nel Napoletano, i due gestivano una trattoria, il Gran Caffè Zerilli; Andrea era anche appaltatore del dazio, direttore dell’ufficio postale e tesoriere presso l’Istituto femminile di Santissima Trinità e Paradiso, incarico che sarà ereditato poi dal suo terzogenito Raffaele. Quest’ultimo sposò Raffaella Aiello, dalla quale ebbe sei figli, tra cui il nonno di Springsteen, Antonio (1887-1977). La famiglia emigrò in America alla fine dell’Ottocento. Lì sappiamo che Antonio svolgeva la professione di avvocato; si sposò ed ebbe quattro figlie: la più giovane era Adele Ann, che sposò Douglas Frederick Springsteen. Dal loro matrimonio nacquero tre bambini: Bruce (1949), Virginia (1950) e Pamela (1962).

(3) I versi “The Blacks, the Irish, the Italians, the Germans and the Jews / Come across the water a thousand miles from home / With nothing in their bellies but the fire down below” sono presenti nel testo licenziato sul booklet dell’album We Shall Overcome: The Seeger Sessions – American Land edition, anche se nella registrazione dal vivo incisa sul disco Springsteen canta “The Puertoricans, illegals, the Asians, Arabs miles from home / Come across the water with a fire down below” (I portoricani, i clandestini, gli asiatici, gli arabi lontani miglia da casa / hanno attraversato il l’oceano col fuoco nel cuore) (N.d.T. anche se noi l’abbiamo tradotta più prosaicamente come “hanno attraversato l’oceano col fuoco giù nel profondo”).

(4) Sono versi chiaramente ispirati a una canzone di Woody Guthrie intitolata Deportee (Plane Wreck at Los Gatos): “Siamo morti sulle vostre colline,/ siamo morti nei vostri deserti,/ siamo morti nelle vostre valli e sui vostri aeroplani”. Guthrie aveva scritto il testo nel 1948, riferendosi a un aereo precipitato nel canyon di Los Gatos, in California: erano morte trentadue persone, ventotto delle quali – immigrati messicani – venivano deportate nel loro Paese d’origine. Nel 1958 il testo di Guthrie venne musicato da Martin Hoffman, e Pete Seeger cominciò a proporla durante i suoi concerti. Springsteen l’ha registrata per l’album tributo Til We Outnumber ‘em: The Songs of Woody Guthrie (2000).

(Note tratte e rielaborate dal libro Bruce Springsteen – Come un killer sotto il sole di Leonardo Colombati, Mondadori, 2018)

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Bruce Springsteen, American land – 4:23
(Bruce Springsteen)
Album: We Shall Overcome: The Seeger Sessions (2006)
Album: Wrecking ball (2012)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa di Bruce Springsteen.

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Citazioni.

Springsteen ha composto American Land nell’estate del 2006, prendendo spunto da una poesia scritta dal minatore slovacco Andrew Kovaly nei primi anni del Novecento, che si era ispirato a un incidente avvenuto nel forno di un’acciaieria a McKeesport, PA. Un amico e compagno di lavoro slovacco di Kovaly aveva risparmiato la somma necessaria per permettere alla propria famiglia di raggiungerlo negli Stati Uniti; ma, mentre la moglie e i figli erano in viaggio, aveva perso la vita sul lavoro. Nel 1947, al termine di un concerto per il sindacato internazionale dei lavoratori tenutosi a Pittsburgh, Pete Seeger incontrò Kovaly, il quale – pare – gli declamò i suoi versi, in un misto di slovacco ed inglese. Fu proprio Seeger a tradurli e musicarli (con un arrangiamento che restituiva un vago sapore est-europeo) e a registrare la canzone con il titolo He Lies in the American Land; venne inclusa nel suo album “American Industrial Ballads” (1957).
La versione di Springsteen accoglie – parzialmente – solo le prime due strofe dell’originale, per poi discostarsene completamente; anche la musica è del tutto diversa da quella composta da Seeger: Springsteen ha infatti arrangiato la sua American Land in chiave celtica, forse ispirandosi a The Gallant Forty Twa, un brano tradizionale scozzese”.

(Leonardo Colombati, Bruce Springsteen – Come un killer sotto il sole, Mondadori, 2018, pag. 505)

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American Land […] parla di come, e da chi, è stata costruita quell’America dei buoni valori che oggi molte mani stanno schiaffeggiando. Storia che parte da Ellis Island e arriva fino ad oggi. E’ una circolarità voluta, cercata, pianificata da Bruce Springsteen, perché questa canzone era già stata registrata ed inserita nell’edizione speciale di We Shall Overcome, intitolata proprio The American Land Edition. Il suo autore l’ha oggi ripresa, rimodellata per l’occasione e integrata col resto del disco. Trattandosi di un pezzo che tra il 2006 e il 2009 è con naturalezza scivolato dalle sapienti mani folk della Session Band ai vecchi compagni rock della E Street Band, Springsteen l’ha voluto confezionare favorendone una nuova versione che facesse abbracciare le due famiglie e le due differenti esperienze. Coesistono così Max Weinberg e Art Baron, Charlie Giordano e Steve Van Zandt, nuove voci (Ross Petersen, Clif Norrel) e strumenti aggiunti come la celeste (Giordano) e una ghironda che spunta tra le mani del nuovo produttore Ron Aniello (ma che è, un vezzo dei produttori? Anche Brendan O’Brien la suonava in The Rising). Non è molto diversa da quella che si conosceva, ma il trattamento ritmico è originale. Utili e “leganti” i loop che sono la colonna vertebrale di questa nuova produzione del Boss. Caldo è quel senso di collettività qui pronunciatissimo. Vecchio e nuovo si fondono per portare un nuovo mattone alla casa di Bruce Springsteen, che non vuole proprio saperne di apparire star obsoleta e che anzi conclude con un feedback di chitarra da ragazzaccio punk un disco dominato anche dai violini e dai pennywhistle irlandesi. […]
Da ogni angolo del mondo si sparge il desiderio di una terra sognata, dove le donne vestono seta “da capo a piedi” e qualcuno dice che “i dolci crescono sugli alberi”. Popoli con i piedi nella povertà che sognano fiumi da cui “affiora l’oro”. Sono neri, irlandesi, italiani, tedeschi ed ebrei. Springsteen mette in fila i loro cognomi (i McNicholas, i Posalski, gli Smiths, i Zerilli, come sua madre Adele) per far festa in loro onore e non dimenticare chi è arrivato a costruire il suo paese America, fondendo l’acciaio per erigere palazzi, portando culture, colori e musiche mai sentite prima. Da Factory a Youngstown fino ad American Land, è sempre viva, in Springsteen, l’etica del lavoro (“ci sono tesori per chi lavora sodo”)”.

(Ermanno Labianca, Springsteen – Spare Parts. Testi commentati. 1973-2012, Arcana, 2012, pagg. 62-63).

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Brano proposto da: Arturo Bandini e Francesco Komd
Direttore: Arturo Bandini ([email protected])
Responsabile Quality: Alessandro Menegaz ([email protected])
Segretaria di Redazione: Arianna Russo ([email protected])

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Comments(2)

  • andrea gatti Settembre 24, 2012 4:38 pm

    Non “con le pance vuote ma il fuoco dentro”
    ma “con le pance vuote ma il fuoco giù di sotto”
    😉

  • mariejolie Settembre 26, 2012 10:13 pm

    Se fosse invece “giù nel profondo”? Lo consente la poetica di Springsteen? Li intende come assatanati o come pieni di entusiasmo per un’impresa
    pionieristica? tra l’altro per buona parte del testo si rivolge a una lei, non sarebbe il massimo dell’eleganza… mi sembra che qui ci sia più che altro la solita polemica -ormai storica- sugli immigrati, che oggi abbiamo anche qui…

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