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“Diffidate dei falsi profeti, che si presentano a voi in veste di pecore ma dentro sono lupi feroci” (Matteo 7:15)

In questo saggio il reverendo dr. Lincoln Swain si scaglia contro i falsi profeti come Jim Jones, col loro pensare apocalittico in un momento storico di tumulto. Usando il concept album 666 del 1972 degli Aphrodite’s Child come pietra di paragone, Swain difende il concetto che nell’età dell’Acquario si avvereranno i valori cristiani di giustizia sociale ed andranno ad influire sui problemi che hanno afflitto l’umanità fino ad oggi. Suggerisce inoltre che l’umana schiavitù del desiderio può essere vinta con la determinazione ad abbracciare il libero arbitrio e le responsabilità che esso implica, indifferentemente dalla fede.

“Ho scritto questo saggio non solo per denunciare i falsi profeti contemporanei come Jim Jones ma per guardare ancora alla controcultura degli anni ’60 che ha rinvigorito la Chiesa. Per questo ho analizzato l’album pietra miliare 666 degli Aphrodite’s Child. Si tratta di un album unico in quanto Usa estratti del libro dell’Apocalisse per parlare direttamente delle sofferenze della controcultura degli anni ’60. Ritengo il Libro dell’Apocalisse un testo molto pericoloso, in quanto può essere facilmente usato come arma politica illiberale – perché cercare di migliorare il mondo quando Dio lo distruggerà per fare pulizia.
666 è una potente replica a quel tipo di disfattismo, disfattismo che Jones ha usato per scoraggiare e deludere gli abitanti di Jonestown. Quasi completamente strumentale, 666 colpisce in profondità chi lo ascolta con un messaggio incomparabile: che l’energia buona dei ’60 si era persa non solo per i falsi profeti ma per le masse che si erano loro assoggettate”.

(Lincoln Swain © 2011. All rights reserved – Traduzione a cura di Marie Jolie)


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Brano originale.

“Beware of false prophets, who come to you in sheep’s clothing but inwardly are ravenous wolves.” (Matthew 7:15)

In this essay, the Reverend Dr. Lincoln Swain offers a compelling argument against false prophets such as Jim Jones and their Apocalyptic thinking in historical moments of turmoil. Using Aphrodite Child‘s 1972 concept album, 666, as a touchstone, Swain advocates a re-consideration of the Age of Aquarius to bring true Christian values of social justice to bear on the problems that have bedeviled humanity through the ages to present day. In addition, he suggests that the human “lust for submission” can be overcome with a determination to embrace free will and its responsibilities, regardless of faith.

I wrote this essay not only to assess contemporary false prophets like Jim Jones but to look again at the 60’s counter-culture that energized Peoples Temple at its best. For that I revisited Aphrodite’s Child landmark record, 666. This is a unique record because it utilizes tropes of the Book of Revelation to speak directly to the tribulations of 60’s counter-culture. For me, Book of Revelation is a very dangerous text because it so easily can be used as an illiberal political tool – why bother trying to better the world when God is going to destroy the world to cleanse it. 666 is a powerful rejoinder to that kind of defeatism, a defeatism that Jones ultimately used to dispirit and delude the settlers of Jonestown. Almost entirely instrumental, 666 hits the listener at a profound level with an incomparable message: that the good energy of the 60’s was lost not just to false prophets but to the crowds who fell prey to them.

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“Questo doppio album viene molto apprezzato ed ha sicuramente molte qualità, ma devo ammettere che mi annoio quando lo ascolto tutto. Ad esempio il lato A viene annientato da Loud, loud, loud che potrebbe essere stato registrato in qualche tendone della Chiesa Cristiana Evangelica! L’album fa una forte affermazione, ma non sono aperto verso messaggi di propaganda religiosa come questo. Inoltre, amo maggiormente le deliziose gemme dei tardi anni ’60 che la band aveva prodotto, anche quelle con molti brani-riempitivo purtroppo. Aegian Sea colpisce molto, come pure The four horsemen, ma globalmente, non ho un buon legame con questo album, che si è riempito di polvere nella libreria. Tuttavia, se siete appassionati di poemi epici sinfonici, e se i contenuti religiosi di matrice cristiana non vi urtano, sicuramente questo è un buon classico da ascoltare”.

(Eetu PellonpääTraduzione a cura di Marie Jolie)

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Brano originale

“This double album is very appreciated item, and it surely has many good qualities, but I really have to admit that I get bored when I try to listen this thing trough. For example the A-side is totally killed by the song Loud, Loud, Loud, which could have been recorded in some christian revivalist convention tent! The album works a strong statement, but I’m not open towards religious propaganda messages like this. Also, I like more the nice late-60’s gems which the band managed to forge, alas among with many filler tracks too. Aegian Sea is a quite beautiful “hit” moment on this record along with The Four Horseman, but as a complete piece of work, I haven’t got a good grip of this album, and it has mostly gathered dust in my bookshelf. But if you’re into symphonic concept epics, and if christian religious content doen’t bother you, this is surely an interesting classic to be checked out”.

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