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“Um dia ele chegou tão diferente
do seu jeito de sempre chegar
olhou-a de um jeito muito mais quente
do que sempre costumava olhar
e não maldisse a vida tanto
quanto era seu jeito de sempre falar
e nem deixou-a só num canto
pra seu grande espanto, convidou-a pra rodar

E então ela se fez bonita
como há muito tempo não queria ousar
com seu vestido decotado
cheirando a guardado de tanto esperar
depois os dois deram-se os braços
como há muito tempo não se usava dar
e cheios de ternura e graça
foram para a praça e começaram a se abraçar

E ali dançaram tanta dança
que a vizinhança toda despertou
e foi tanta felicidade
que toda cidade se iluminou
e foram tantos beijos loucos
tantos gritos roucos como não se ouvia mais
que o mundo compreendeu
e o dia amanheceu em paz”.

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Traduzione.


“Un giorno lui tornò molto diverso
dal suo solito modo di tornare
la guardò in un modo più affettuoso
di come la guardava sempre
e non maledisse la vita tanto
quanto era solito fare
e non la lasciò sola in disparte
con suo grande stupore, la invitò a ballare

E allora lei si fece bella
come da molto tempo non osava più
col suo vestito scollato
che sapeva di stantìo da tanto aspettare
poi la prese sottobraccio
come da molto tempo non usava fare
e pieni di tenerezza e grazia
andarono in piazza e iniziarono ad abbracciarsi

E là danzarono tante danze
che tutto il vicinato si svegliò
e fu tanta felicità
che tutta la città si illuminò
e furono tanti baci appassionati
tante grida roche come non si udivano più
che tutto il mondo capì
e il nuovo giorno sorse in pace”.

(Traduzione a cura di Giuliano Lotti)

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Chico Buarque, Valsinha – 2:08
(Chico Buarque, Vinícius de Moraes)
Album: Construção (1971)

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Nota.

Ispirata ai valori della cultura hippie, questo testo contiene alcune metafore che, in italiano, possono risultare non di immediata comprensione. Con “la invitò a ballare”, si vuole intendere che la invitò a fare l’amore. È per questo che quando “andarono in piazza” – ossia a letto – una volta giunti i due coniugi “iniziarono ad abbracciarsi” e lì “danzarono tante danze” da svegliare tutto il vicinato.
Esiste un scambio di lettere tra l’autore del testo, Chico Buarque, e l’autore della musica, Vinicius De Moraes. È un carteggio che rivela i retroscena della creazione di un testo d’autore. La prima lettera è di Moraes (qui l’originale), nella quale il poeta per antonomasia propone al suo giovane allievo, allora ventiseienne, alcune modifiche al testo. La replica di Chico (qui l’originale) contiene un’interessante commentario dei propri versi, con la dettagliata spiegazione delle scelte fatte. Non secondario, è constatare con quanta autorevolezza il giovane autore difenda la sua versione in contrasto con l’opinione di un gigante quale “Sua Maestà” Vinicius de Moraes, e ne rigetti tutte le modifiche proposte.

Rio, 2 febbraio [1971]

“Caro Poeta,
ho ricevuto le tue lettere e adesso sono in difficoltà. È che ho già iniziato a cantare quel testo, con lo iato e il resto. Mi piace e mi ci sto abituando. Anche perché, come già sai, il pubblico ha accolto Valsinha con molto entusiasmo e chiede il bis. Senza esagerare, è il clou dello spettacolo, assieme a Apesar de Você. È per questo che mi fa un po’ paura fare troppi cambiamenti. Infine, la musica è tua e su questo non c’è discussione. Voglio ora argomentare, punto per punto, le mie scelte. Pensaci sopra, mostrale a Toquinho e Gessy, e se non vi piacciono che vadano al diavolo [le mie scelte, ndt], o che ci vada io.
Valsa Hippie [il titolo proposto da Vinicius – ndt] è un titolo tosto. È bello, ma può sembrare uno sfruttamento della moda del momento, considerando tutto quello che già viene venduto come hippie. Valsa Hippie, inerente alla filosofia hippie come hai notato tu, è un titolo perfetto. Ma per il grande pubblico hippie ha già smesso di essere una filosofia per trasformasi in una moda d’abbigliamento e di acconciatura. E non ha niente a che vedere con tutto questo. Per lo stesso motivo preferisco che il nostro personaggio insulti – o maledica – la vita, anziché “parlar male della poesia”. La tua proposta è più bella e completa, ma io trovo che diminuisca l’effetto della parte successiva. Questo tizio della prima strofa è l’anti-hippie. E mi sa che non sa neppure cosa sia la poesia. È un bancario, ne ha le scatole piene e sta sempre mandando al diavolo la moglie. Voglio dire, un bel giorno lui rientra diverso dal solito, non maledice (o insulta proprio) per tutto il tempo la vita e la invita a ballare.
Convidou-a pra rodar” [la invitò a ballare – ndt] mi piace molto, poeta, lasciamolo come è. Rodar, che può voler dire fare una passeggiata o ballare. Inoltre io penso che se invita quella poveretta a fare l’amore, si perde la suspense del vestito nell’armadio e l’animazione della scop… finale.
Quanto a “con suo grande stupore” hai ragione tu, è meglio che “con suo stupore”. Ma mi sono dimenticato di procedere per punti. Vediamo:
– Nonostante ciò che ne pensa Oreste (vestito dorato è bello), a me piace molto il suono di vestito scollato. E mi piace cantare vestito scollato. Inoltre per diventare dorato, il vestito deve spostare l’accento verso la prima sillaba. Non è proprio un accento, ma quasi. Tra l’altro questo verso è quello che piace di più. E mi piace anche lo scollato collegato con “osava”, che lei non osava a causa del marito sgradevole e retrogrado. Ascolta, mio poeta, non avertene a male per la mia impertinenza, ma dovresti essere qui per renderti conto di quanto e in che modo questo valzer piace al primo ascolto. È per questo che sto portando l’acqua al mulino del mio testo, che è più sempliciotto, anziché a quello delle tue modifiche, le quali arricchiscono il testo, ma ne rendono più difficile la comprensione immediata. E questo piccolo valzer ha una insospettabile presa sulla gente.
– Sempre in base alle argomentazioni precedenti, preferisco abbracciare al ballare. Insomma, io non toccherei niente nella seconda strofa.
– La terza è quella che più mi preoccupa. Tu hai ragione in merito a “il mondo” anziché “la gente”. Ah, tornando alla strofa precedente, mi piace molto il verso “e pieni di tenerezza e grazia” anziché “e furono pieni di grazia”. Adesso sto pensando di riprendere una vecchia idea, quando pensavo di metterli in stato di grazia. Potremmo fare “In stato di tenerezza e grazia andarono in piazza e iniziarono ad abbracciarsi”. C’è però il problema del “in-stato” [in originale “em-estado – ndt], quel em-e in un’unica sillaba. Che è lo stesso problema del “cominciarono a” [“começaram a”], ma mi hai detto che cantandola nel modo giusto quel problemino scompare. E io ho iniziato a cantare “começaram a se abraçar” senza fare danni. In conclusione dimmi cosa ne pensi di tutto questo, scusami la rottura di scatole e rispondimi al più presto.
C’è un altro problema: quelli di MPB-4 vogliono incidere questo valzer a tutti i costi. Io ho spiegato che dipende dalla tua autorizzazione e sono qui che aspettano. Vorrei inciderla anche io, se tu me lo permetti, perché con Apesar de Você è andata male, ho avuto grosse noie [con la censura – ndt] e il disco non viene più stampato. Comunque qualcosa ha reso. Chiaro che non ha venduto quanto Tonga, ma La Banda ha venduto più del disco di Toquinho Primavera.
Un abbraccio a Gessy, un *** a Toquinho e chiedi a Silvia di mandare notizie sugli show. Scriverò il testo come riterrò meglio. Dagli un’occhiata e, nel caso, buttalo nel cesso o dove ti pare.

Chico Buarque“.

(Giuliano Lotti, 16 settembre 2017)

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Cover.

1. Mia MartiniValsinha (1972, splendida versione italiana con testo adattato e leggermente diverso dall’originale).

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Citazioni.

“Questo stupendo valzer di Chico Buarque (valzerino per l’appunto) è un monumento al minimalismo letterario che imperversa nelle canzoni di bossanova degli anni ’60 e ’70 (vedi ad esempio “Corcovado” o “Fotografia” di Jobim). Buona parte della melodia della canzone è stata letteralmente copiata da Claudio Baglioni per la sua Poster (mediocre canzoncina da cantautore)”.

(Nota alla traduzione di Guido Rita)

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