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“Io lavoro e penso a te
torno a casa e penso a te
le telefono e intanto penso a te
come stai, e penso a te
dove andiamo, e penso a te
le sorrido, abbasso gli occhi e penso a te

Non so con chi adesso sei
non so che cosa fai
ma so di certo a cosa stai pensando
è troppo grande la città
per due che come noi
non sperano però si stan cercando
cercando…

Scusa è tardi e penso a te
ti accompagno e penso a te
non son stato divertente e penso a te
sono al buio e penso a te
chiudo gli occhi e penso a te
io non dormo e penso a te”.

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Lucio Battisti, E penso a te – 4:18
(Mogol, Lucio Battisti)
Album: Umanamente uomo: il sogno (1972)


Brano inserito nella rassegna Somebody that I used to love. Le canzoni dedicate alle ex (o agli ex) di InfinitiTesti.

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Altre versioni.

1. Bruno LauziE penso a te (1970, testo)
2. Johnny DorelliE penso a te (1971, testo)
3. GiovannaE penso a te (1971, testo)

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Citazioni.

E penso a te è il titolo di un brano musicale composto da Lucio Battisti su testi di Mogol. Il brano, composto nel 1970, venne inizialmente pubblicato nell’interpretazione di Bruno Lauzi, come lato B di un 45 giri contenente sull’altra facciata il pezzo Mary oh Mary; venne quindi inserita, nello stesso anno, nell’album Bruno Lauzi. La seconda versione pubblicata fu quella di Johnny Dorelli, mentre nel 1971 Giovanna la presentò a Canzonissima, senza però inciderla.
La versione cantata da Lucio Battisti fu invece pubblicata nel 1972 all’interno dell’album Umanamente uomo: il sogno e poi ripubblicata in numerose antologie, tra cui nel 2005 nella raccolta antologica Le avventure di Lucio Battisti e Mogol.
Il testo della canzone nacque in 19 minuti durante un viaggio in automobile sull’autostrada Milano-Como in cui Mogol compose il testo pressoché improvvisando mentre Lucio Battisti (secondo alcune versioni, mentre era alla guida, secondo altre mentre era seduto nel posto accanto al guidatore) canticchiava la linea melodica.
Il testo racconta del pensiero nostalgico verso una donna non presente, giocando sulla contrapposizione tra il ricordo di un appuntamento finito senza esito e il pensiero di quel che lei potrebbe star facendo in quel momento. La musica e il cantato, sottolinea l’esitazione del protagonista in presenza della donna (il piano iniziale) e l’esplosione del sentimento di nostalgia in sua assenza (in crescendo). L’effetto emotivo è amplificato dalla ripetizione della frase e penso a te e dal coro finale, con un diminuendo finale in cui tutti gli strumenti si ammutoliscono in dissolvenza, lasciando solo la voce.
Come risulta da un documento pubblicato il 5 agosto 2009, il brano venne censurato in Argentina dal Processo di Riorganizzazione Nazionale con la circolare 24-COMFER del 25 luglio 1978, insieme a brani di artisti noti a livello internazionale come John Lennon, Queen, Joan Baez, The Doors, Pink Floyd, Donna Summer e Eric Clapton“.

(Wikipedia, voce E penso a te (Lucio Battisti))

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