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“Heavy hung the canopy of blue
shade my eyes and I can see you
white is the light that shines
through the dress that you wore

She lay in the shadow of a wave
hazy were the visions overplayed
sunlight in her eyes
but moonshine made her cry
every time

Green is the colour of her kind
quickness of the eye deceives the mind
envy is the bond between the hopeful
and the damned”.

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Traduzione.



“Monotona stava sospesa la volta celeste
proteggo i miei occhi dalla luce e posso vederti
bianca è la luce che risplende
attraverso la veste che indossi

Lei giaceva nell’ombra di un’onda
indistinte erano le visioni sovrapposte
la luce del sole nei suoi occhi
ma il chiaro di luna la faceva piangere
tutte le volte

Verde è il colore di quelli come lei
il guizzo dell’occhio inganna la mente
l’invidia è il legame tra chi spera
e chi è dannato”.

(Traduzione a cura di Francesco Komd)

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Pink Floyd, Green is the colour – 2:59
(Roger Waters)
Album: Soundtrack from the Film More (1969)

Brano inserito nella colonna sonora del film More – Di più, ancora di più (1969, tit. orig. More) diretto da Barbet Schroeder, con Klaus Grunberg e Mimsy Farmer.

Brano inserito nella rassegna Colonne Sonore di InfinitiTesti

Per altri testi e traduzioni dei brani di quest’album, guarda la pagina Pink Floyd – Soundtrack from the film More.

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei Pink Floyd.

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Citazioni.

Green Is The Colour, come più o meno tutti gli altri episodi cantati, è composta da Waters ma interpretata da Gilmour (forse il bassista ebbe problemi alla voce al momento delle registrazioni, chissà…): episodio piuttosto sfocato, col chitarrista che sfoggia un falsetto debole ed impreciso e l’allora moglie di Mason, Linda, che aggiunge dilettanteschi svolazzi al flauto. Nell’occasione, perciò, il poco tempo a disposizione e la relativa esperienza del quartetto nella produzione pagano pegno. Nel film il brano, molto dolce e sognante, è impiegato per descrivere il momento di massimo idillio fra i due giovani che, fuggiti dall’altra parte dell’isola in una casa isolata, lontani dal pusher (a cui lei ha rubato dell’ero), vivono la loro storia d’amore, di libertà, di sesso e di buona droga leggera (lui crede)”.

(Pier Paolo Farina, su Storiadellamusica.it, Pink Floyd – Soundtrack from the film More)

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Green Is the Colour è una canzone della progressive rock band Pink Floyd, tratto dall’album Soundtrack from the Film More del 1969. Dal ’69 fino al 1971, i Pink Floyd la suonavano regolarmente nei loro concerti. L’ultima volta che si è sentita dal vivo è nel breve tour in Giappone del ’71. Nei loro concerti, i Pink suonavano il pezzo molto più lento e meno acustico. Richard Wright suonava l’organo che creava una patina di calma che aleggiava sul brano e degli accordi finali che fungevano da collegamento alla canzone che da sempre l’ha seguito, Careful with That Axe, Eugene. David Gilmour fece un assolo vocale sopra quello di chitarra elettrica verso la fine del brano nel live alla BBC Radio del 1969. In un’introduzione di Green Is the Colour risalente al 1970, Roger Waters diceva che si ascolta a Ibiza, riferendosi al segmento del film More – Di più, ancora di più dove la si può sentire. Nella suite The Man and the Journey, la canzone è stata rinominata The Beginning nella parte The Journey e la sua melodia si può inoltre ascoltare nel pezzo Beset by the Creatures of the Deep, una rivisitazione di Careful With That Axe, Eugene, sempre della stessa parte. Una versione registrata dal vivo per la BBC il 12 Maggio 1969 è inserita nel boxset del 2016 “The Early Years 1965 – 1972” ed è stata anche rilasciata sotto forma di videoclip promozionale sul canale YouTube ufficiale del gruppo”.

(Wikipedia, voce Green Is the Colour)

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