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“Here comes the sun
here comes the sun, and I say
it’s all right

Little darling
it’s been a long cold lonely winter
little darling
it feels like years since it’s been here

Here comes the sun
here comes the sun, and I say
it’s all right

Little darling
the smiles returning to their faces
little darling
it seems like years since it’s been here

Here comes the sun
here comes the sun, and I say
it’s all right

Sun, sun, sun, here it comes
sun, sun, sun, here it comes
sun, sun, sun, here it comes
sun, sun, sun, here it comes
sun, sun, sun, here it comes

Little darling
I feel that ice is slowly melting
little darling
it seems like years since it’s been clear

Here comes the sun
here comes the sun, and I say
it’s all right
here comes the sun
here comes the sun
it’s all right
it’s all right”.

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Traduzione.

“Ecco il sole
ecco il sole, e io dico
va tutto bene

Piccolo tesoro
è stato un lungo freddo inverno solitario
piccolo tesoro
sembrano trascorsi anni
da quando è stato qui

Ecco il sole
ecco il sole, e io dico
va tutto bene

Piccolo tesoro
il sorriso torna sui loro volti
piccolo tesoro
sembrano trascorsi anni
da quando è stato qui

Ecco il sole
ecco il sole, e io dico
va tutto bene

Sole, sole sole, ecco che arriva
sole, sole sole, ecco che arriva
sole, sole sole, ecco che arriva
sole, sole sole, ecco che arriva
sole, sole sole, ecco che arriva

Piccolo tesoro
sento che il ghiaccio
si scioglie lentamente
piccolo tesoro
sembrano trascorsi anni
da quando è stato sereno

Ecco il sole
ecco il sole, e io dico
va tutto bene
ecco il sole
ecco il sole
va tutto bene
va tutto bene”.

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Beatles, Here comes the sun – 3:07
(George Harrison)
Album: Abbey Road (1969)
Singolo: “Here comes the sun / Oh darling” (1969, Giappone)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei Beatles.

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Citazioni.

“Una bella giornata di prima primavera, George Harrison decise di sottrarsi alla routine delle registrazioni in studio. Se ne andò nel Surrey, a casa dell’amico Eric Clapton e cominciò a trastullarsi con la chitarra nel giardino inondato di sole. La struttura di Here Comes the Sun scaturì dallo strumento con naturalezza. Lo dice lo stesso Harrison: «Anche solo trovarmi là fuori al sole fu per me una grande liberazione. La canzone mi venne fuori così, spontaneamente». Il 7 luglio 1969, dopo qualche mese trascorso a rifinirlo, George portò il pezzo in studio e lì fu registrata la prima versione con Paul al basso, Ringo alle percussioni e George alla voce e alla chitarra acustica. Nell’ultima seduta relativa a Here Comes the Sun, il pezzo vide la sovraincisione di viole, violoncelli, clarinetti, flauti, ottavini e un contrabbasso diretti da George Martin“.

(Wikipedia, voce Abbey Road (album))

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“Insieme a Something, Here Comes The Sun è la canzone che decreta il trionfo di George Harrison in Abbey Road. Benché la seconda non abbia mai raggiunto la popolarità della prima, ha comunque ottenuto un gran numero di riconoscimenti, è stata ripresa da innumerevoli altri artisti ed inserita nelle colonne sonore di svariati film e spot pubblicitari, diventando uno dei brani più famosi dell’intera discografia dei Beatles. Con il suo suadente accompagnamento chitarristico (reso più scintillante dall’utilizzo del capotasto al VII tasto), è anche diventata una delle canzoni dei Beatles preferite dai chitarristi, accanto a brani scritti per lo più da McCartney, come Michelle e Blackbird. L’origine della canzone è tra le più note: Harrison veniva da un periodo molto sgradevole, cominciato con le spiacevoli sedute per il White Album nell’estate del 1968 a cui erano succedute quelle ancora peggiori per Let It Be, a seguito delle quali George aveva addirittura temporaneamente lasciato la band. Inoltre, aveva avuto guai giudiziari per il possesso di marijuana ed era stato operato alle tonsille.
L’inverno a cavallo tra il 1968 e il ’69 era stato particolarmente lungo e rigido, ed Harrison stava diventando insofferente al notevole carico di impegni burocratici – a fronte peraltro di nessuna contrapartita economica – che veniva dalla neonata società dei Beatles, la Apple. Alla prima vera mattina di primavera, George decise quindi di marinare la Apple, andando invece a trovare il suo amico Eric Clapton. Nel giardino e con una delle chitarre di quest’ultimo, egli, semplicemente descrivendo il confortante sollievo che stava provando, compose rapidamente il brano.
Registrata con cura dai Beatles senza Lennon (ancora in ospedale per i postumi di un incidente automobilistico), Here Comes The Sun appare come la prima canzone di Harrison a sembrare sopravvalutata e, per quanto indiscutibilmente gradevole, non sembra in fondo del tutto meritevole del successo ottenuto. Lo stesso Harrison dev’essere stato tra i primi ad esserne stupito, considerato che già allora stava mettendo da parte i suoi pezzi migliori per il suo esordio da solista, le cui registrazioni ebbero inizio meno di un anno dopo l’incisione di questa canzone. La verità è che per la prima volta Harrison potè disporre in sede di arrangiamento ed incisione dello stesso tempo e della stessa attenzione che venivano dedicate alle canzoni di Lennon/McCartney: e infatti Here Comes The Sun è senza dubbio un capolavoro di produzione, con un sound davvero solare, come promesso dal titolo. Sfortunatamente per George, ma più ancora per i Beatles, questo avveniva proprio alla vigilia dello scioglimento della band.
La suadente sezione strofa ritornello è atipica per il suo autore, con la sua fiduciosa melodia che combina sapientemente l’ottimismo di McCartney con la tipica capacità di Lennon di rievocare uno stato d’animo attraverso intervalli minimi e scale pentatoniche. Un altro espediente che George aveva chiaramente imparato dai suoi colleghi compositori è la scelta di raddoppiare la voce a tratti in unisono, a tratti in armonia. Altrettanto anomala per George è la sezione a contrasto: non tanto per l’armonia, sufficientemente ardita da ricordare altre suoi brani precedenti o successivi, quanto per il complesso andamento ritmico. Alternando battute in 11/8, 4/4 e 7/8 e con un malizioso uso degli accenti, questa sezione è diabolicamente astrusa, eppure di semplice ascolto come le simili soluzioni adottate da Lennon in She Said She Said o Happiness Is A Warm Gun“.

(tratto da Welcome to Pepperland)

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