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Testo.

“Mother, do you think they’ll drop the bomb?
Mother, do you think they’ll like this song?
Mother, do you think they’ll try to break my balls?
Mother, should I build the wall?

Mother, should I run for presidence?
Mother, should I trust the government?
Mother, will they put me in the firing line?
Is it just a waste of time?

Hush now baby, baby, don’t you cry
mamma’s gonna make all of your nightmares come true
mamma’s gonna put all of her fears into you
mamma’s gonna keep you right here, under her wing
she won’t let you fly, but she might let you sing
mamma’s gonna keep baby cosy and warm
oh babe, oh babe, oh babe
of course mamma’s gonna help build the wall.

Mother, do you think she’s good enough, for me?
Mother, do you think she’s dangerous, to me?
Mother, will she tear your little boy apart?
Mother, will she break my heart?

Hush now baby, baby, don’t you cry
mamma’s going to check out
all your girlfriends for you
mamma won’t let anyone dirty get through
mamma’s gonna wait up until you get in
mamma will always find out where you’ve been
mamma’s gonna keep baby healthy and clean
oh babe, oh babe, oh babe
you’ll always be baby to me.


Mother, did it need to be so high?”.


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Traduzione.

Mamma

“Mamma, credi che sganceranno la bomba?
Mamma, credi che gli piacerà la mia canzone?
Mamma, cercheranno di mettermi i bastoni tra le ruote?
Mamma, devo costruire un muro?

Mamma, devo candidarmi come presidente?
Mamma, devo fidarmi del governo?
Mamma, mi metteranno in prima linea?
Mamma, è solo una perdita di tempo?

Silenzio, piccolo mio, non piangere,
mamma farà avverare tutti i tuoi incubi,
mamma ti trasmetterà tutte le sue paure,
mamma ti terrà qui, sotto la sua ala:
non ti farà volare, ma forse ti lascerà cantare.
Mamma terrà il suo bambino al calduccio,
oh piccolino, oh piccolino, oh piccolino,
ma certo che mamma ti aiuterà a costruire il muro.

Mamma, credi che lei vada bene per me?
Mamma, credi che sia pericolosa per me?
Mamma, credi che lei farà a pezzi il tuo bambino?
Mamma, credi che lei mi spezzerà il cuore?

Silenzio, piccolo mio, non piangere,
mamma controllerà tutte le tue amichette,
mamma non ti farà avvicinare da nessuna poco di buono,
mamma ti aspetterà sveglia finché non torni,
mamma scoprirà sempre dove sei stato,
mamma ti manterrà pulito e in buona salute,
oh piccolino, oh piccolino, oh piccolino,
sarai sempre il mio bambino.

Mamma, doveva essere proprio così alto?”.

(Traduzione a cura di Ernesto Di Nisio)


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Scheda brano.

Pink Floyd, Mother – 5:32
(Roger Waters) – Voci di Roger Waters e David Gilmour
Album: The Wall (1979)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei Pink Floyd.

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Significato e citazioni.

Ernesto Di Nisio – InfinitiTesti.

In “Mother”, Roger Waters condensa l’intero senso di The Wall — l’album-labirinto dei Pink Floyd pubblicato nel 1979 — in una conversazione apparentemente intima e domestica: quella tra un figlio inquieto e una madre iperprotettiva. Ma dietro quella tenerezza claustrofobica si cela una delle immagini più potenti dell’alienazione moderna: il muro come barriera psicologica, come difesa costruita con mattoni di paura, perdita e controllo.

L’idea di fondo è semplice e tremenda: ogni ferita, ogni mancanza affettiva, ogni eccesso di protezione diventa un “mattone” di quel muro che separa il protagonista, Pink, dal mondo esterno. Dopo aver perso il padre in guerra — come lo stesso Waters — Pink cresce accudito da una madre sola, troppo spaventata per lasciarlo andare. È una donna che lo ama fino a soffocarlo, che gli trasmette tutte le proprie paure (“Momma’s gonna put all of her fears into you”) e che, nel tentativo di proteggerlo, contribuisce a costruire la sua prigione interiore. La frase “Of course Momma’s gonna help build the wall” è l’emblema di questa dinamica: la madre non abbatte il muro, lo rinforza.

Waters, in un’intervista a Mojo, spiegò che la canzone nasce dall’idea che i genitori — e soprattutto una madre sola — possano esercitare un controllo profondo sui figli, anche nei campi più intimi come il sesso, l’amore, la fiducia nel mondo. “La madre di un ragazzo, in particolare, può rendere il sesso più difficile di quanto dovrebbe essere”, dichiarò con la sua consueta brutalità. “Mother” è dunque una riflessione su come la protezione diventi gabbia, su come l’amore — se assoluto — possa trasformarsi in isolamento.

Dal punto di vista musicale, la canzone accompagna perfettamente questo crescendo emotivo. Inizia in sordina, solo voce e chitarra acustica, quasi come una confessione. Poi, lentamente, si arricchisce: organo, pianoforte, batteria, basso, chitarra elettrica. Le variazioni di tempo (in 5/8, 6/8, 9/8) creano un senso di inquietudine irregolare, come se la musica stessa oscillasse tra il conforto e l’oppressione. La voce di Waters — fragile, interrogativa — dialoga con quella di Gilmour, che rappresenta la madre: dolce ma autoritaria, seducente e soffocante al tempo stesso.

Alla fine, quando Waters sussurra “Mother, did it need to be so high?”, il muro è ormai eretto: la domanda non è più un’invocazione, ma un atto di resa. L’amore materno ha costruito un rifugio che è anche una prigione; il figlio resta intrappolato nella sicurezza che la madre gli ha imposto, incapace di vivere davvero.

Nel film di Alan Parker, questa scena diventa quasi un incubo domestico: Pink bambino stringe il grembo della madre come se fosse un rifugio nucleare, mentre intorno il mondo crolla. È un momento di rara ambiguità emotiva, in cui la dolcezza si confonde con il dominio, la protezione con la paura.

“Mother” è dunque la pietra angolare del racconto di The Wall: la genesi della solitudine di Pink, ma anche il riflesso di un’intera generazione cresciuta all’ombra della guerra e del controllo, incapace di distinguere l’amore dalla prigionia. Il muro non è solo politico o psicologico: è affettivo. Ed è proprio questo che rende la canzone così disturbante, così universale.

(Ernesto Di Nisio, 30 ottobre 2025)


Wikipedia – Versione italiana.

“Mother è una canzone dei Pink Floyd contenuta nell’album The Wall, pubblicato nel 1979. La canzone è introdotta da un sospiro, dopo il quale entra immediatamente la voce di Roger Waters, accompagnata solamente da una chitarra acustica, che nel film è sostituita da una celesta. Il brano passa dal tono calmo con cui si è aperta ad un tono più forte non appena inizia il ritornello cantato da David Gilmour, accompagnato, insieme alla chitarra acustica, da un organo, un pianoforte e una batteria, alla fine del quale viene eseguito un breve assolo di chitarra elettrica. Gli stessi strumenti rimangono fino al termine della canzone. La struttura della seconda parte del brano è identica a quella della prima; cambiano solamente le parole del ritornello. Il brano si conclude con la voce di Waters che esclama: “Mother did it need to be so high?”, vale a dire “Mamma doveva essere così alto?”, riferendosi al muro.

Come le altre canzoni dell’album, Mother narra una parte della storia di Pink, il protagonista. La canzone narra dei rapporti fra l’ancora giovane Pink (personaggio fittizio basato principalmente su Roger Waters e, in parte, su Syd Barrett) e sua madre, che è una donna iperprotettiva nei confronti del figlio e contribuirà in modo fondamentale alla costruzione del “muro”, nel tentativo di proteggerlo dalla crudeltà e dal cinismo della società. Ciò è confermato dal verso “Of course mama’s gonna help build the wall”, cioè “Naturalmente mamma aiuterà a costruire il muro”. La madre che compare in questa canzone è molto diversa dalla visione tradizionale: il suo amore eccessivo e ossessivo ha conseguenze nefaste sulla psicologia di Pink (“Mother’s gonna make all of your nightmares come true“, cioè “La mamma farà avverare tutti i tuoi incubi”). Dal testo della canzone si capisce anche che alla donna non piace l’idea che Pink stia crescendo e stia acquisendo consapevolezza su ciò che accade nel mondo che lo circonda.

Nel film la chitarra acustica fu sostituita con una celesta, che fa sembrare la canzone una ninna nanna. Nella scena che apre il filmato viene mostrata un’istantanea, posata sulla scrivania di una camera d’albergo, di Pink con la moglie, mentre lui, steso sul letto, tenta inutilmente di telefonare a qualcuno. Non appena posa il ricevitore la scena cambia per pochi secondi, mostrando Pink che si bacia con la moglie, il che suggerisce che stesse chiamando proprio lei. Dato che è inutile telefonare, perché nessuno gli risponde, Pink stacca il filo del telefono, abbraccia un cuscino e ricorda quando da bambino dormiva con la testa appoggiata sul petto della madre. Da questo punto in poi inizia un lungo flashback del protagonista: le scene, che cambiano ogni pochi secondi, mostrano vari momenti della sua infanzia alternati a scene di lui con la moglie. In una sequenza in particolare viene evidenziata la differenza tra il Pink bambino ed il Pink adulto. In questa sequenza vengono mostrati due distinti momenti della vita di Pink: quando ancora giovane, mentre svolge i suoi compiti, comincia a spiare con il binocolo una sua vicina di casa mentre si spoglia e poi, nella scena seguente, da adulto, mentre evita la moglie per guardare una partita di calcio. La causa di questo cambiamento sono, molto probabilmente, tutti i “mattoni” che in particolare la madre ha inserito nel muro psicologico di Pink. Nella scena successiva si vede il giovane Pink steso su un letto, gravemente malato, mentre viene visitato da un dottore. In questa scena il verso “Is it just a waste of time?“, cioè “È solo uno spreco di tempo?”, fu sostituito con “Mother am I really dying?“, “Mamma, sto morendo veramente?”. Chiuso in camera sua, malato e con la luce spenta, Pink viene spaventato dalle ombre proiettate sul soffitto e corre nella camera della madre, stendendosi accanto a lei. Le scene che seguono evidenziano ancor di più il distacco fra Pink e la moglie, che alla fine, mentre lui è in tournée in America, lo tradisce con un attivista di un gruppo di pacifisti di cui lei fa parte. Al termine della canzone, nel film, Pink tenta un’ultima volta di chiamare la moglie da un telefono pubblico, ma quando risponde una voce maschile, lascia cadere la cornetta e scivola contro il muro alle sue spalle, capendo di esser stato tradito (le frasi della centralinista suggeriscono l’idea del tradimento a distanza: “Pronto?” “Pronto, telefonata da Mr Floyd per Mrs Floyd, accetta la chiamata proveniente dagli Stati Uniti di America?” “Ha riagganciato signore, non so perché, c’è un altro uomo accanto a sua moglie in questo momento?” “Pronto, telefonata dagli Stati Uniti di America, stiamo cercando di metterci in contatto con…” “Continua a riagganciare, ed è sempre una voce maschile che risponde”). La scena di Pink che chiama la moglie fu inserita, nell’album originale, alla fine di Young Lust. Questo rende la storia del film leggermente differente da quella raccontata nell’album. Infatti, mentre nel disco Pink tradisce la moglie prima di sapere che anche lei lo tradiva, nel film lui invita la groupie a seguirlo perché ormai sa del tradimento della moglie”.

(Wikipedia, voce Mother (Pink Floyd))


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