Bruce Springsteen – Mary Queen of Arkansas (testo e traduzione)

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“Mary Queen of Arkansas
it’s not too early for dreamin’
the sky is grown with cloud seed sown
and a bastard’s love can be redeeming
Mary, my queen, your soft hulk is reviving
no, you’re not too late to desecrate
the servants are just rising

Well I’m just a lonely acrobat
the live wire is my trade
I’ve been a shine boy for your acid brat
and a wharf rat of your state
Mary, my queen, your blows for freedom are missing
you’re not man enough for me to hate
or woman enough for kissing

The big top is for dreamers
we can take the circus
all the way to the border
and the gallows wait for martyrs
whose papers are in order
but I was not born to live to die
and you were not born for queenin’
it’s not too late to infiltrate
the servants are just leavin’

Mary queen of Arkansas
your white skin is deceivin’
you wake and wait to lie in bait
and you almost got me believin’
but on your bed Mary
I can see the shadow of a noose
I don’t understand how you can hold me
so tight and love me so damn loose

But I know a place where we can go Mary
where I can get a good job
and start all over again clean
I got contacts deep in Mexico
where the servants have been seen”.


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Traduzione.

“Mary regina dell’Arkansas
non è troppo presto per sognare
il cielo si è riempito di nuvole cariche
e l’amore di un bastardo può essere redento
Mary, mia Regina, il tuo “buono a nulla” sta rivivendo
no, non sei troppo in ritardo per profanare
i servi si sono appena alzati

Bene, io sono solo un acrobata solitario
il cavo di alta tensione è il mio posto di lavoro
sono stato un ragazzo d’oro per la tua acida progenie
e il topo di fogna del tuo stato
Mary, mia Regina, le tue storie sulla libertà
si stanno dissolvendo
non sei per me abbastanza uomo per essere odiato
o donna per essere baciata

La vetta più alta è solo per i sognatori
noi possiamo portare il circo
in tutte le parti sino al confine
e le forche attendono i martiri
le cui carte sono in regola
ma io non sono nato per vivere per morire
e tu non sei nata per fare la regina
non è troppo tardi per infiltrarti
i servi stanno partendo solo adesso

Mary regina dell’Arkansas
la tua bianca schiena è ingannevole
ti svegli e sei già pronta per ingannare
e sei quasi riuscita a convincere anche me
ma sul tuo letto, Mary
riesco a vedere l’ombra di un cappio
non capisco come tu possa stringermi così forte
e amarmi così dannatamente persa

Ma io conosco un posto
dove possiamo andare, Mary
dove io potrò trovare un buon lavoro
e ricominciare tutto da capo in modo pulito
ho dei buoni contatti in Messico
dove i servi sono stati visti”.

(Traduzione a cura di Francesco Komd)

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Bruce Springsteen, Mary Queen of Arkansas – 5:21
(Bruce Springsteen)
Album: Greetings from Asbury Park, N.J. (1973)

Brano inserito nella rassegna Canzoni dedicate alle donne di InfinitiTesti, sotto il nome Mary

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Significato e citazioni.

Mary Queen of Arkansas è una canzone del cantautore statunitense Bruce Springsteen, pubblicata nel 1973 sul suo album di debutto, Greetings from Asbury Park, N.J.. a canzone è una delle composizioni presentate da Springsteen durante l’audizione con il discografico John Hammond del 2 maggio 1972 e durante il provino del giorno successivo per il presidente della Columbia Records Clive Davis. Fu grazie a questa e alle altre canzoni di un gruppetto tra quelle composte nell’inverno precedente, eseguite in forma acustica, che il management della casa discografica si convinse di trovarsi di fronte al “nuovo Dylan” e decise di far firmare al giovane cantautore il suo primo contratto discografico. Tra quelle presentate, Mary Queen of Arkansas fu quella che impressionò meno il noto talent scout che rimase invece più colpito da It’s Hard to Be a Saint in the City. Springsteen decise comunque di registrarla per il suo primo album in forma acustica per andare almeno parzialmente incontro alle richieste della casa discografica che voleva un disco di sapore folk. Mary Queen of Arkansas fu quindi registrata nel giugno del 1972, insieme alle altre canzoni dell’album, per voce e chitarra acustica. In seguito Springsteen registrò la parte di armonica per la versione definitiva. Il provino della canzone, eseguita durante l’audizione di Springsteen per la Columbia Records nel maggio 1972, fu pubblicata sulla raccolta di inediti Tracks nel 1998. Mary Queen of Arkansas è stata suonata raramente in concerto. In tutto si contano una quindicina di esecuzioni nell’arco di oltre 40 anni. Springsteen la eseguì qualche volta nei concerti tra la fine del 1972 fino al 1974, poi la dimenticò completamente per oltre 25 anni e la eseguì in rare occasioni negli anni duemila.
Il titolo della canzone è ispirato a quello del film Maria Stuarda, regina di Scozia (nell’originale Mary, Queen of Scots) del regista britannico Charles Jarrott, anche se il testo nulla ha a che fare con le drammatiche vicende storiche della regina scozzese interpretata nella finzione cinematografia da Vanessa Redgrave. Nella canzone il protagonista, che si definisce un acrobata del circo, si rivolge alla sua amata e riflette sulla loro tormentata storia d’amore. Per quanto criptico, il testo ha sollevato l’idea che la Mary del titolo potesse essere la Maria cristiana, mentre secondo altre interpretazioni la protagonista sarebbe una prostituta, una “regina della strada”, o comunque una amante esperta che tenta e seduce il protagonista, o addirittura una drag queen, come peraltro lascia intendere uno dei versi: «You’re not man enough for me to hate or woman enough for kissing», «Non sei uomo abbastanza per odiarti o donna abbastanza per essere baciata». In ogni caso Springsteen stesso ha affermato che il nome gli è stato in qualche modo suggerito dalla sua educazione cattolica e che si tratta, a suo parere, «del nome più bello». In effetti Springsteen ha utilizzato molte volte il nome Mary nelle sue canzoni, ad esempio in Thunder Road e in The River, e secondo alcuni critici la Mary springsteeniana corrisponderebbe nella sua poetica a quello che Beatrice ha rappresentato per Dante. Secondo altre interpretazioni il narratore sarebbe uno schiavo innamorato che descrive il tormentato rapporto di amore/odio con la sua padrona. Il finale è tipico della narrazione del cantautore che vede nella fuga verso il Messico il modo di eludere il peso del presente e la possibilità di un nuovo inizio, di un punto di fuga, di un’alternativa, di un luogo dove ricominciare. «But I know a place where we can go Mary where I can get a good job and start all over again clean I got contacts deep in Mexico where the servants have been seen»; «Ma conosco un posto dove possiamo andare Mary, dove posso trovare un buon lavoro e ricominciare onestamente tutto da capo. Ho dei contatti giù in Messico dove sono stati visti i domestici»”.

(Wikipedia, voce Mary Queen of Arkansas)

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