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“Words are flowing out
like endless rain into a paper cup
they slither wildly
as they slip away across the universe
pools of sorrow, waves of joy
are drifting through my open mind
possessing and caressing me
jai guru deva, om
nothing’s gonna change my world
nothing’s gonna change my world…

Images of broken light
which dance before me like a million eyes
they call me on and on across the universe
thoughts meander like a restless wind
inside a letter box
they tumble blindly as they make their way
across the universe
jai guru deva, om
nothing’s gonna change my world
nothing’s gonna change my world…

Sounds of laughter shades of life are ringing
through my opened ears inciting and inviting me
limitless undying Love
which shines around me like a million suns
and calls me on and on
across the universe
jai guru deva, om
nothing’s gonna change my world
nothing’s gonna change my world…

Jai guru deva om
jai guru deva om
…”.

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Traduzione.

“Le parole scivolano via
come pioggia infinita in una tazza di carta
scivolano selvaggiamente e si disperdono nell’universo
pozze di dolore, onde di gioia
alla deriva nella mia mente aperta
possedendomi e accarezzandomi
Jai guru deva om
niente cambierà il mio mondo
niente cambierà il mio mondo…

Immagini di luci spezzate
danzano davanti a me come milioni di occhi
mi chiamano attraverso l’universo
pensieri vagano come un vento irrequieto
dentro una cassetta della posta
cadono alla cieca mentre seguono
la propria strada attraverso l’universo
jai guru deva om
niente cambierà il mio mondo
niente cambierà il mio mondo…

Suoni delle ombre ridenti dell’amore
fischiano attraverso le mie orecchie aperte
incitandomi e invitandomi
amore senza limite e senza fine
che splende attorno a me come un milione di soli
mi chiama attraverso l’universo
jai guru deva om
niente cambierà il mio mondo
niente cambierà il mio mondo…

Jai guru deva om
jai guru deva om…”.

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Note.

Jai: ringrazia
Guru: maestro
Deva: Paradiso, divino
Om: è il suono della meditazione

“Il sapore della canzone era fortemente influenzato dall’interesse di Lennon e dei Beatles per la meditazione trascendentale (MT) fra il 1967 e il 1968 che Paul McCartney e Ringo Starr promuovono attraverso la David Lynch Foundation. In base a questa passione aggiunse al testo il mantra “Jai guru deva om“, che dà il via al ritornello. La frase in sanscrito significa “grazie ti saluto maestro divino“, è un saluto, una forma di riconoscenza a Guru Dev che significa Maestro Divino (Dandi Brahmananda Saraswati, Shankaracharya di Jyotir Math, il maestro di Maharishi Mahesh Yogi di cui i Beatles furono discepoli), con in aggiunta la sillaba sacra dell’induismo Om (ॐ): è un saluto che viene usato dai praticanti la meditazione trascendentale” (Wikipedia).

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Beatles, Across the universe – 3:48
(John Lennon, Paul McCartney)
Album: Let it be (1970)
Album: No One’s gonna change our world (1969) (AA.VV.)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei Beatles.

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Cover.

1. Rufus WainwrightAcross the universe (2002, testo e traduzione)

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Citazioni.

Across the Universe è un brano musicale dei Beatles pubblicato per la prima volta in No One’s Gonna Change Our World, una raccolta con fini di beneficenza di artisti vari uscita nel dicembre 1969. La canzone fu poi modificata ed inserita nell’album Let It Be della band di Liverpool. In una notte del 1967, la frase “words are flowing out like endless rain into a paper cup” (in italiano: le parole scivolano via come pioggia infinita in una tazza di carta) venne in mente a John Lennon dopo aver ascoltato sua moglie Cynthia che, secondo lo stesso Lennon, la faceva molto lunga parlando di qualcosa. Più tardi, dopo che fu andata a letto a Lennon sembrò di risentire a lungo le parole della moglie “scorrere in un flusso senza fine”. John scese al piano di sotto e scrisse le sue sensazioni in una sorta di canzone cosmica. Iniziò a scrivere la base della canzone e quando ebbe finito andò a letto e se ne dimenticò. Al mattino, Lennon trovò il foglio scritto la sera prima e lo mise al piano dove iniziò a suonare e a trovare i toni giusti per far combaciare le parole. Il sapore della canzone era fortemente influenzato dall’interesse di Lennon e dei Beatles per la meditazione trascendentale (MT) fra il 1967 e il 1968 che Paul McCartney e Ringo Starr promuovono attraverso la David Lynch Foundation. In base a questa passione aggiunse al testo il mantra “Jai guru deva om“, che dà il via al ritornello. La frase in sanscrito significa “grazie ti saluto maestro divino“, è un saluto, una forma di riconoscenza a Guru Dev che significa Maestro Divino (Dandi Brahmananda Saraswati, Shankaracharya di Jyotir Math, il maestro di Maharishi Mahesh Yogi di cui i Beatles furono discepoli), con in aggiunta la sillaba sacra dell’induismo Om (ॐ): è un saluto che viene usato dai praticanti la meditazione trascendentale.
La struttura del testo è lineare: tre coppie di strofe intervallate da tre ripetizioni di una unità formata da un verso il verso “Jai guru deva om” (mantra), e il verso “Nothing’s gonna change my world” ripetuto quattro volte (refrain). Il testo è basato molto su immagini visive, con materializzazione di concetti astratti. La frase del titolo “across the universe” compare a intervalli nei versi finali, apparendo sempre come una struttura slegata dal resto, sopraelevata, melodicamente irrisolta. In una sua intervista del 1970 con il Rolling Stone Magazine, John Lennon giudicò la canzone come forse il migliore e più poetico testo che avesse mai scritto.
La canzone è una ballata folkeggiante attraversata da una temperie di influenze orientali (sitar e tanpura sound) e psichedeliche. Di questa canzone, esistono versioni variegate: Phil Spector rallentò e allungò la traccia, aggiungendo una sontuosa orchestra ed un coro più intenso. La musicalità, seppur non risolta pienamente, appare come un coinvolgente accompagnamento armonico e sonoro di immagini oniriche e simboliche. Vale la pena accennare al fatto che la metrica musicale presenta una particolarità: ogni strofa sarebbe formata da 8 battute, però due strofe sono di 7 battute. A ciò si aggiunge che la seconda strofa (“pools of sorrow, waves of joy…”) inizia 2/4 dopo la fine della prima strofa (“as they slip away across the universe“), che risulta quindi prolungata. Lo stesso accade alla seconda ripresa del mantra (“Jai guru deva, om“), che inizia 2/4 dopo la fine della quarta strofa (“as they make their way across the universe“).
La canzone, dopo la prima pubblicazione nella compilation No One’s gonna change our world del dicembre 1969, venne successivamente inserita per la prima volta in un album dei Beatles nel controverso Let It Be del 1970, l’ultimo prima dello scioglimento del gruppo. Questo fatto accadde perché Lennon non sembrò soddisfatto delle registrazioni fino a quel momento effettuate e perciò ripropose la canzone durante le sedute di registrazione immortalate dalle telecamere e trasmesse dal film Let It Be. Nel 2003 uscì l’album Let It Be… Naked, con le canzoni prive del sontuoso (e a volte eccessivo) arrangiamento inserito in fase di post produzione da Phil Spector, che all’epoca aveva irritato parecchio alcuni membri del gruppo, soprattutto Paul. In Let it Be… Naked possiamo quindi ascoltare Across the Universe come originariamente incisa da Lennon, e si scopre che era suonata solo da lui e George Harrison, che nello sfondo pizzicava il sitar.
Il 4 febbraio 2008, alle 19:00 (orario della costa orientale degli U.S.A. Alle 01:00 del 5 febbraio ora italiana), la NASA ha trasmesso via radio Across the Universe in direzione della Stella Polare, a 431 anni luce di distanza, per festeggiare il quarantesimo anniversario della canzone, il quarantacinquesimo anniversario del Deep Space Network, e i cinquant’anni della NASA. L’idea è nata dallo storico dei Beatles Martin Lewis, che ha invitato tutti i fan della band ad ascoltare il brano contemporaneamente al suo lancio verso la stella, da ogni parte del mondo così da creare una sorta di “flusso armonico planetario”. Inoltre questa data è stata dichiarata “Across the Universe Day“: il giorno in cui per la prima volta una canzone è stata trasmessa nello spazio profondo. L’evento è stato approvato da Paul McCartney, Yoko Ono, e Apple Records.
Il brano è stato interpretato anche da David Bowie e incluso nell’album del cantante inglese Young Americans uscito nel 1975. Liam Gallagher, celebre frontman degli Oasis, ha affermato che Across the Universe è la sua canzone preferita. La sua nuova band, i Beady Eye, ne ha registrato una cover il 2 aprile 2011, il giorno precedente all’esibizione sul palco della O2 Academy Brixton di Londra per il Japan Disaster Benefit gig (dove ha presentato una versione dal vivo del brano) e l’ha pubblicata come singolo speciale i cui proventi sono stati devoluti alla raccolta fondi per il terremoto in Giappone. Il brano è stato interpretato dal vivo anche da Brian Molko dei Placebo a Bruxelles nel luglio 2010 per celebrare l’inizio del semestre di presidenza belga dell’Unione europea. Il brano è stato interpretato anche dai Velvet Revolver, con Slash a suonare una Gibson Les Paul a 12 corde, insieme ad altri artisti come: Bono, Norah Jones, Alicia Keys, Tim McGraw, Steven Tyler, Brian Wilson, Alison Krauss al violino, Billie Joe Armstrong e Stevie Wonder. Il brano è stato interpretato anche da Rufus Wainwright nel 2002 per la colonna sonora di Mi chiamo Sam, singolo incluso insieme a tanti altri nella raccolta: Music from and Inspired by the Motion Picture Soundtrack: I Am Sam. Il brano compare nella colonna sonora del film Pleasantville, nella cover di Fiona Apple. Across the Universe dà il titolo al film del 2007 diretto da Julie Taymor, musical realizzato su 33 canzoni dei Beatles“.

(Wikipedia, voce Across the Universe (brano musicale))

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