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Intervista a Leonard Cohen da John McKenna
RTE Ireland, May 9 & 12, 1988
Traduzione a cura di Marie Jolie.

JM. Ho sempre pensato che A singer must die fosse una delle canzoni più manifestamente politiche di Cohen, anche se non avrei classificato tutte le sue altre canzoni come politiche. Lui non è d’accordo.

LC. Penso che tutte le mie canzoni siano politiche in qualche modo, tranne quella, specialmente nella versione registrata dove l’ultima strofa è veramente molto forte contro un certo tipo di autorità.

JM. Però, A singer must die è proprio sulla politica. Sulla battaglia del cantante per mantenere la verità al di sopra delle bugie. Quando la si ascolta, il fantasma di Victor Harrer aleggia nell’aria. Ma allora da dove viene questa canzone?



LC. Ritengo che sia un mio modo di vedere questa cosa, intendo che non è per niente importante di cosa parla il cantante, non è importante cosa è la canzone. Io ascolto qualcosa nella voce di un cantante, ed è una certa verità. Può essere la verità dell’inganno, della truffa, dell’agitazione del cantante nel presentarsi, ma in quello che ne scaturisce c’è del vero, e se non c’è la canzone muore. Ed anche il cantante merita di morire, e nel tempo morirà. Quindi quello che ascolto è la manifestazione di qualcosa che va oltre il controllo del cantante.

JM. Cohen ha riscritto la canzone in modo significativo, spostandola dall’ambito specificamente politico ed ampliandone la pertinenza. In questo modo le conclusioni erano più “terrene” e quindi più universali. Ha portato la guerra al livello di una disputa tra singoli. “Tienimi un posto / nella fossa da dieci dollari / assieme a chi prende soldi / per dare piacere / Con chi è sempre pronto / con chi si è spogliato / per star coricato / con la testa sul tuo seno” (Strofa del testo che canta – ogni volta cambiando il prezzo della fossa – ma che non è mai stato registrato) Una battaglia tra uomini e donne.

LC. Penso che ci sia, sia qui che in me, mi capita di fare questi approcci convenzionali all’amore. E’ una posizione altamente eversiva. Eversivo non è la parola più giusta – in quella canzone si tratta di una posizione radicale va oltre la destra e la sinistra. Si parla di una reazione, una reazione fisiologica, convulsa, che non è nemmeno una strategia o un piano d’azione, semplicemente – non puoi assolutamente tollerare come stanno le cose. Non puoi far ricadere la responsabilità sulla polizia o sui critici o su altro – ma tutta la canzone afferma che c’è una bugia e che a causa di una bugia sta morendo.

JM. la versione riscritta non è mai stata registrata, nonostante sia quella che poi canta in concerto. Appare sull’album di Jennifer WarnesFamous Blue Raincoat”. Ma prima, la sua registrazione.

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Testo originale.

Interview with Leonard Cohen presented by John McKenna
RTE Ireland, May 9 & 12, 1988

JM: I’ve always thought A Singer Must Die to be one of Leonard Cohen‘s most overtly political songs, but I wouldn’t have classed the bulk of his other songs as political. He disagrees.

LC: I think all my songs are political in a certain way but that one especially in the recorded version where the last verse is really very strong against a certain kind of authority.

JM: But, A Singer Must Die is specifically about politics. About the struggle of the singer to keep the truth in the face of lies. Listening to it the ghost of Victor Harrer[?] is in the air. So where did the song come from?

LC: I guess that’s some kind of basic view I hold about the thing, that it doesn’t really matter what the singer is speaking of, it doesn’t really matter what the song is. There’s something I listen for in a singer’s voice and that’s some kind of truth. It may even be truth of deception, it may even be the truth of the scam, the truth of the hustle in the singers own presentation, but something is coming across that is true, and if that isn’t there the song dies. And the singer deserves to die too, and will, in time, die. So the thing that I listen for is that note of something big manifested that is beyond the singer’s control.

JM: Cohen has rewritten the song significantly, moving it out of the specifically political realm and widening its relevance. Making the issues more mundane and thus, more universal. Bringing the war down to a struggle between individuals. Save me a place in the ten dollar grave with those who took money for the pleasure they gave. With those always ready, with those who undressed so you could lay down with their head on your breast. A struggle between men and women.

LC: Well I think that’s in there and me, I just happen to go through those conventional approaches to love. It is a very subversive position. Subversive is not quite the word – it’s a radical position in that song that is beyond left and right. It talks about a reaction, an organic reaction, a convulsive reaction, that’s not even a strategy or a plan of action, it just – you just can’t tolerate the way things are. You can’t lay the responsibility to the police or to the critics or to anything – but the whole song says there’s a lie and because there’s a lie it’s going to die.

JM: He has never recorded the re-written version, though it’s the one he sings in concert. It’s the one which appears on Jennifer Warnes album Famous Blue Raincoat. But first, his own recording.

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