Pinocho (Los Tulipanes): significato, analisi e testo.
Classico della canzone infantile ispanoamericana, Pinocho fu incisa negli anni Settanta dal cantautore argentino-spagnolo Luis Aguilé (1936–2009) — benché la paternità del testo sia stata rivendicata dalla famiglia del poeta Julio Camilloni — e successivamente ripresa, tra gli altri, dal gruppo di cumbia Los Tulipanes nell’album Placer Seguro (2004). Attraverso una riscrittura libera del personaggio collodiano, il brano costruisce un piccolo dramma ospedaliero in cui la mancanza del cuore — un’eco più vicina al Boscaiolo di Latta di Baum che al burattino di Collodi — diventa metafora della fragilità infantile e del potere salvifico della fantasia.
Testo.
“Hasta el viejo hospital de los muñecos
Llegó el pobre Pinocho mal herido
Que un cruel espantapájaros bandido
Lo sorprendió durmiendo y lo atacó
Llego con su nariz hecha pedazos
Un pierna en tres partes astillada
Una lesión interna y delicada
Que el médico de guardia no atendió
A un viejo cirujano llamaron por urgencia
Y con su vieja ciencia pronto lo remendó
Pero dijo a lo otros muñecos internados
Todo esto será en vano le falta el corazón
El caso es que Pinocho estaba grave
Y en sí de su desmayo no volvía
Y el viejo cirujano no sabía
A quién pedir prestado un corazón
Entonces llegó el Hada Protectora
Y viendo que Pinocho se moría
Le puso un corazón de fantasía
Y Pinocho sonriendo despertó
Y Pinocho sonriendo despertó
Y Pinocho sonriendo despertó”.
Traduzione.
Pinocchio
“Al vecchio ospedale dei pupazzi
giunse il povero Pinocchio gravemente ferito:
un crudele spaventapasseri bandito
l’aveva sorpreso nel sonno e aggredito.
Arrivò col naso fatto a pezzi,
una gamba spezzata in tre parti,
una lesione interna e delicata
che il medico di guardia non curò.
Chiamarono d’urgenza un vecchio chirurgo
che con la sua vecchia scienza subito lo rattoppò,
ma disse agli altri pupazzi ricoverati:
“Tutto questo sarà vano, gli manca il cuore.”
Il fatto è che Pinocchio era grave
e dal suo svenimento non rinveniva,
e il vecchio chirurgo non sapeva
a chi chiedere in prestito un cuore.
Allora giunse la Fata Protettrice
e vedendo che Pinocchio moriva
gli mise un cuore di fantasia
e Pinocchio sorridendo si svegliò.
E Pinocchio sorridendo si svegliò.
E Pinocchio sorridendo si svegliò”.
(Traduzione a cura di Ernesto Di Nisio)
Scheda brano.
Los Tulipanes, Pinocho – 2:37
(Luis Aguilé)
Album: Placer seguro (2004)
Cover di Pinocho di Luis Aguilé.
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Analisi critica e tematica.
Origini e autorialità.
Sebbene la canzone sia radicata nella cultura ispanofona e sia stata reinterpretata da innumerevoli artisti – come i CantaJuego e i Los Tulipanes, gruppo argentino di cumbia che l’ha inclusa nel 2004 nel suo album Placer Seguro dandole un’impronta più ska/festa – non si tratta di un brano originale di queste band. L’autore e interprete che lo ha portato al successo è Luis María Aguilera Picca (1936–2009), meglio conosciuto come Luis Aguilé, cantante e autore argentino-spagnolo. La sua versione figura nell’album A Mis Amigos los Niños del 1975. Tuttavia, sulla reale paternità del testo c’è una contestazione: secondo un familiare del poeta Julio Camilloni, la stesura sarebbe opera di quest’ultimo, con musica di Farías Cabanilla, mentre Aguilé si sarebbe limitato a renderla celebre come interprete.
L’omaggio a Carlo Collodi.
L’universo di riferimento è ovviamente Le avventure di Pinocchio (1883) dell’autore italiano Carlo Collodi. Da questo mondo, il brano preleva due elementi chiave. Pinocchio è il burattino di legno vulnerabile e incline a cacciarsi nei guai. L’Hada Protectora (La Fata Protettrice) è un chiaro richiamo alla Fata dai capelli turchini (qui privata del nome ma conservata nel suo ruolo salvifico), che interviene provvidenzialmente, come nel romanzo originale, nel momento di maggiore bisogno per salvare la vita al burattino.
Le invenzioni narrative e il mondo fiabesco.
La canzone non segue la trama del libro di Collodi, ma inventa un episodio a sé stante con figure nuove ed elementi del tutto originali.
L’ospedale dei pupazzi (“hospital de los muñecos“) è un topos della letteratura infantile ispanoamericana, un luogo dove i giocattoli rotti vengono curati come pazienti. Si tratta di un espediente che umanizza gli oggetti e introduce il tema della fragilità, creando un contesto in cui medici e chirurghi (probabilmente altri giocattoli o esseri umani benevoli) curano i danni fisici (“una gamba spezzata in tre parti”).
Lo spaventapasseri bandito (El espantapájaros). Nel libro originale Pinocchio viene aggredito e impiccato dagli “assassini” (il Gatto e la Volpe travestiti). Nel brano, invece, l’antagonista è un crudele spaventapasseri che non compare nel romanzo. È un nemico inventato appositamente per questa canzone, appartenente al classico immaginario rurale e fiabesco, che evoca un mondo più ampio dove personaggi di storie diverse convivono (come accade tra i giocattoli di un bambino).
Il “cuore di fantasia” e la struttura drammatica.
Il “cuore di fantasia” è il fulcro poetico e il vero nucleo della canzone. Mentre i medici cercano di riparare le ferite esterne del legno, si rendono conto che il problema è “interno”: a Pinocchio manca un cuore, metafora del fatto che è solo un burattino inanimato. Questo costituisce un ribaltamento rispetto al Pinocchio originale: in Collodi il problema è la coscienza (il burattino deve diventare un “bambino vero”), mentre qui è l’assenza di un cuore, un’eco che ricorda molto da vicino il Boscaiolo di Latta del Mago di Oz di L. Frank Baum. Il dono della Fata richiama il tema universale del pupazzo che prende vita grazie alla forza dei sentimenti e dell’immaginazione.
Una insolita canzone per bambini.
Come osserva un blogger colombiano, Juan Fernando Andrade, in un bell’articolo dedicato a questo brano, la canzone introdusse una variazione drammatica insolita nella struttura delle canzoni per bambini dell’epoca, inserendo un autentico colpo di scena — la diagnosi del chirurgo — che porta con sé la possibilità della morte e, con essa, il valore della vita. È questo il tratto che rende Pinocho più che una semplice canzone infantile: è una piccola narrazione compiuta, con tensione e risoluzione, che affronta temi profondi in un linguaggio accessibile ai bambini.
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