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“What’ll you do when you get lonely
and nobody’s waiting by your side?
You’ve been running and hiding much too long
you know it’s just your foolish pride.

Layla, you’ve got me on my knees
Layla, I’m begging, darling please
Layla, darling won’t you ease my worried mind.

I tried to give you consolation
when your old man had let you down
like a fool, I fell in love with you
turned my whole world upside down.

Layla, you’ve got me on my knees
Layla, I’m begging, darling please
Layla, darling won’t you ease my worried mind.

Let’s make the best of the situation
before I finally go insane
please don’t say we’ll never find a way
and tell me all my love’s in vain.


Layla, you’ve got me on my knees
Layla, I’m begging, darling please
Layla, darling won’t you ease my worried mind.

Layla, you’ve got me on my knees
Layla, I’m begging, darling please
Layla, darling won’t you ease my worried mind”.

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Derek and the Dominos, Layla – 7:02
(Eric Clapton, Jim Gordon)
Album: Layla and other assorted love songs (1971)

Brano inserito nella rassegna Canzoni dedicate alle donne di InfinitiTesti

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Citazioni.

Layla è una canzone del gruppo Derek and the Dominos, pubblicata nell’album Layla and Other Assorted Love Songs, del 1970. Il brano è diviso in due parti: la prima composta da Eric Clapton e caratterizzata dalle chitarre di Clapton e Duane Allman, la seconda da composta Jim Gordon. Ispirata dall’amore, all’epoca non corrisposto, di Clapton per Pattie Boyd, moglie del suo amico George Harrison, all’epoca della pubblicazione ebbe poco successo. In seguito, però, ottenne buoni riscontri di critica e di pubblico. Nel 2004 la rivista Rolling Stone l’ha inserita nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi, al 27º posto.
Nel 1966, George Harrison sposò Pattie Boyd, una modella incontrata durante le riprese di Tutti per uno (titolo originale A Hard Day’s Night). Negli ultimi anni del decennio, Harrison e Clapton strinsero una forte amicizia. Clapton lavorò alla chitarra di While My Guitar Gently Weeps, canzone di Harrison pubblicata nel White Album dei Beatles, sebbene il suo lavoro non gli sia stato attribuito, mentre Harrison suonò la chitarra in Badge, dall’album Goodbye dei Cream, utilizzando uno pseudonimo. In quel periodo Clapton si accorse di essere innamorato di Pattie Boyd.
Il titolo, Layla, fu ispirato dal romanzo in versi Majnun e Leylà, del poeta classico azero Nezami. Clapton venne a sapere della storia di Nezami dal suo amico Ian Dallas, che all’epoca si stava convertendo all’Islam. La storia narra di una principessa, costretta a sposare, per volontà di suo padre, un uomo diverso da colui che era perdutamente innamorato di lei, causando la pazzia di quest’ultimo (in arabo e persiano, Majnun significa “pazzo”). La storia colpì molto Clapton, che associò la storia al suo rapporto con Pattie Boyd. Pattie Boyd divorziò da Harrison nel 1977 e sposò Clapton nel 1979, per poi divorziare anche da lui nel 1989 dopo diversi anni di separazione.
Dopo lo scioglimento dei Cream, Clapton provò a unirsi a diversi artisti, tra i quali i Blind Faith e il duo Delaney and Bonnie. Nella primavera del 1970 venne a sapere che il gruppo di supporto del duo (composto dal bassista Carl Radle, dal batterista Jim Gordon e dal tastierista Bobby Whitlock avrebbe lasciato il duo di lì a poco. Clapton colse l’opportunità per formare il gruppo dei Derek and the Dominos. Nella seconda metà del 1970 Duane Allman, della Allman Brothers Band si unì alla band di Clapton come guest. Clapton e Allman, che già si ammiravano a vicenda, furono presentati da Tom Dowd a un concerto degli Allman Brothers. I due divennero presto buoni amici. Dowd aveva già lavorato con Clapton nel periodo in cui faceva parte dei Cream. Missò i master di Layla e, con il gruppo formato e Dowd come produttore, Layla fu registrata in una versione di circa tre minuti. In seguito, Clapton convinse Jim Gordon ad aggiungere a Layla un pezzo che gli aveva sentito suonare. Circa tre settimane dopo la registrazione dei suoi primi tre minuti, la canzone era completa.
Come già sottolineato, all’inizio la canzone seguì il destino dell’album, che non ebbe molto successo, in quanto, anche secondo Clapton, considerato come un album di una band sconosciuta. Allo scarso successo iniziale contribuì anche la lunghezza del pezzo, improponibile in radio. Una versione della durata di 2:43 fu pubblicata come singolo nel marzo del 1971 dalla Atco, ma raggiunse solo il cinquantunesimo posto in classifica. Quando fu ripubblicata nella compilation The History of Eric Clapton e poi ancora come singolo nel 1972, raggiunse il settimo posto nel Regno Unito e il decimo negli Stati Uniti. I critici furono sempre favorevoli al pezzo. Dave Marsh, in The Rolling Stone Illustrated History of Rock and Roll scrisse «ci sono pochi momenti nel repertorio del rock registrato in cui un cantante o un autore raggiungono una tale profondità in se stessi da far provare a chi li ascolta la sensazione di star assistendo a un omicidio o a un suicidio… per me Layla è il più grande di essi».
La canzone fu pubblicata ancora nel 1982, ottenendo un successo anche maggiore (quarto posto nel Regno Unito). Fu utilizzata anche come canzone in spot televisivi e film (tra i quali Quei bravi ragazzi, di Martin Scorsese, in cui è possibile ascoltarne la “coda”). Nel 1992 una versione unplugged di Layla fu inserita nell’album denominato, appunto, Unplugged, nato da un concerto tenuto da Clapton per il programma televisivo Mtv Unplugged. Questa versione raggiunse il dodicesimo posto negli Stati Uniti, ma non entrò in classifica nel Regno Unito. In seguito, nello stesso anno, vinse un Grammy come miglior canzone rock, battendo anche Smells Like Teen Spirit dei Nirvana“.

(Wikipedia, voce Layla (singolo))

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