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“Cambiamos ojos por cielo
sus palabras tan dulces, tan claras
cambiamos por truenos.

Sacamos cuerpo, pusimos alas
y ahora vemos una bicicleta alada que viaja
por las esquinas del barrio, por calles
por las paredes de baños y cárceles
¡Bajen las armas
que aquí solo hay pibes comiendo!

Cambiamos fe por lágrimas
con qué libro se educó esta bestia
con saña y sin alma
dejamos ir a un ángel
y nos queda esta mierda
que nos mata sin importarle
de dónde venimos, qué hacemos, qué pensamos
si somos obreros, curas o médicos
¡Bajen las armas
que aquí solo hay pibes comiendo!

Cambiamos buenas por malas
y al ángel de la bicicleta lo hicimos de lata
felicidad por llanto
ni la vida ni la muerte se rinden
con sus cunas y sus cruces.

Voy a cubrir tu lucha más que con flores
voy a cuidar de tu bondad más que con plegarias
¡Bajen las armas
que aquí solo hay pibes comiendo!

Cambiamos ojos por cielo
sus palabras tan dulces, tan claras
cambiamos por truenos.

Sacamos cuerpo, pusimos alas
y ahora vemos una bicicleta alada que viaja
por las esquinas del barrio, por las calles
por las paredes de los baños y cárceles
¡Bajen las armas
que aquí solo hay pibes comiendo!”.

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Traduzione.

“Cambiamo gli occhi in cielo
le sue parole così dolci e chiare
le cambiamo in tuoni.

Togliamo il corpo, mettiamo le ali
e ora vediamo viaggiare una bicicletta alata
per gli angoli del quartiere, per le strade
per le pareti dei bagni e delle prigioni
giù le armi
ché qui ci son solo dei bambini che mangiano!

Cambiamo la fede in lacrime
con quale libro hanno educato questa bestia
con furore cieco e senz’anima
abbiamo lasciato andar via un angelo
e ci resta questa merda
che ci ammazza senza che gli importi
da dove veniamo, che cosa facciamo, che cosa pensiamo
se siamo operai, preti o medici
giù le armi
ché qui ci son solo dei bambini che mangiano!

Cambiamo cose buone in cattive
e l’angelo della bicicletta
lo abbiam fatto di latta
felicità in pianto
né la vita e né la morte si arrendono
con le loro culle e le loro croci.

Coprirò la tua lotta più che con fiori
curerò la tua bontà più che con preghiere
giù le armi
ché qui ci son solo dei bambini che mangiano!

Cambiamo gli occhi in cielo
le sue parole così dolci e chiare
le cambiamo in tuoni.

Togliamo il corpo, mettiamo le ali
e ora vediamo viaggiare una bicicletta alata
per gli angoli del quartiere, per le strade
per le pareti dei bagni e delle prigioni
giù le armi
ché qui ci son solo dei bambini che mangiano!”.

(Traduzione a cura di Riccardo Venturi, pubblicata sul sito Canzoni contro la guerra)

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León Gieco, El ángel de la bicicleta – 6:37
(Parole di León Gieco, musica di Luis Gurevich)
Album: Por favor, perdón y gracias (2005)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa di León Gieco.

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Cover.

1. Mercedes Sosa (feat. Gustavo Cordera) – El ángel de la bicicleta (2009)

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Citazioni.

“Questa canzone racconta la storia di Claudio “Pocho” Lepratti. Pocho era un ragazzo di 35 anni che faceva parte della comunità salesiana, collaborava cucinando nella mensa publica di una scuola alla periferia di Rosario. Girava con la sua bicicletta e faceva, ogni giorno, 40 chilometri tra andata e ritorno. Era d’animo nobile e aiutava sempre le persone meno agiate a volte mettendo a disposizione anche il suo stipendio. Aiutava sopratutto i bambini che vivevano per strada, cercando, con pochissimi mezzi, di rendere la loro vita un po’ meno difficile.
Il 19 dicembre 2001, durante un tentativo da parte della polizia di soffocare la manifestazione di protesta contro il governo di Fernando De la Rua, Pocho fu colpito alla gola da due proiettili mentre chiedeva alle forze dell’ordine di non sparare poiché dentro la mensa c’erano soltanto dei bambini che stavano cenando. Le biciclette con le ali raffigurate nei graffiti su tutte le strade di Rosario sono un omaggio a Claudio Lepratti mentre quelle nere, disegnate dall’artista plastico Fernando Traverso (fra marzo del 2001 e novembre del 2002), rappresentano i 350 desaparecidos di quella città durante la dittatura militare (1976-1982). Nel sito Pochormiga (hormiga sta per formica, si diceva che il POCHO facesse un lavoro da formica… pian piano cambiava il mondo) si trovano altre informazioni”.

(dal sito Canzoni contro la guerra)

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