“Desmond has a barrow in the market place
Molly is the singer in a band
Desmond say to Molly, girl I like you face
and Molly says this as she takes him by the hand

Ob-la-di ob-la-da life goes on, bra
la la how the life goes on
ob-la-di ob-la-da life goes on, bra
la la how the life goes on

Desmond take a trolley to the jeweler’s store
buys a twenty carat golden ring
takes it back to Molly waiting at the door
and as he gives it to her she begins to sing

Ob-la-di ob-la-da life goes on, bra
la la how the life goes on
ob-la-di, ob-la-da life goes on, bra
la la how the life goes on

In a couple of years they have built
a home sweet home
with a couple of kids running in the yard
of Desmond and Molly Jones

Happy ever after in the market place
Desmond lets the children lend a hand
Molly stays at home and does her pretty face
and in the evening she’s a singer with the band

Ob-la-di ob-la-da life goes on, bra
la la how the life goes on
ob-la-di ob-la-da life goes on, bra
la la how the life goes on

Happy ever after in the market place
Molly lets the children lend a hand
Desmond stays at home and does his pretty face
and in the evening she’s a singer with the band

Ob-la-di ob-la-da life goes on, bra
la la how the life goes on
ob-la-di ob-la-da life goes on, bra
la la how the life goes on
and if you want some fun
take Ob-la-di-bla-da”.

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Traduzione.

“Desmond ha un carretto al mercato
Molly è la cantante in una band
Desmond dice a Molly
ragazza mi piace il tuo viso
e Molly mentre lo prende per mano dice così

Obladì obladà la vita va avanti, amico
lala così va la vita
obladì obladà la vita va avanti, amico
lala così va la vita

Desmond prende il tram e va da un gioielliere
compra un anello d’oro di venti carati
lo porta a Molly che lo aspetta sulla soglia
e mentre lui glielo dà lei comincia a cantare

Obladì obladà la vita va avanti, amico
lala così va la vita
obladì obladà la vita va avanti, amico
lala così va la vita

In un paio d’anni hanno costruito
una casa dolce casa
con un paio di bambini che corrono in cortile
di Desmond e Molly Jones

Felice da allora in poi al mercato
Desmond lascia che i ragazzi diano una mano
Molly sta a casa e si trucca il bel visino
e alla sera canta ancora con la band

Obladì obladà la vita va avanti, amico
lala così va la vita
obladì obladà la vita va avanti, amico
lala così va la vita

Felice da allora in poi al mercato
Molly lascia che i ragazzi diano una mano
Desmond sta a casa e si trucca il bel visino
e alla sera canta ancora con la band

Obladì obladà la vita va avanti, amico
lala così va la vita
obladì obladà la vita va avanti, amico
lala così va la vita
e se volete divertirvi un po’
attaccate obladì-bladà”

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Beatles, Ob-La-Di, Ob-La-Da – 3:08
(John Lennon, Paul McCartney)
Album: The Beatles (”The White Album”) (1968)
Singolo: “Obladì obladà / Julia” (1976)
Singolo: “Obladì obladà / While my guitar gently weeps” (1968, Francia ed altri)
Singolo: “Obladì obladà / I will” (1968, Filippine)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei Beatles.

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Citazioni.

Ob-la-di Ob-la-da era un’espressione della tribù degli Yoruba ripetuta ad ogni occasione da un amico di Paul, il musicista nigeriano Jimmy Scott (che ad Abbey Road avrebbe suonato le conga nella registrazione del 5 luglio). McCartney ne rimase colpito e cominciò ad abbozzare la linea melodica, che già in India aveva assunto una fisionomia propria tanto da essere cantata da Lennon per rinfrancare Prudence Farrow.
Benché si tratti di un motivo molto orecchiabile e non particolarmente elaborato dal punto di vista armonico, ci vollero ben cinque sessioni in studio di registrazioni, rifacimenti e sovraincisioni per arrivare a una versione soddisfacente. Racconta il tecnico di studio Richard Lush: « Dopo quattro o cinque sere di fila su Ob-la-di, Ob-la-da, John Lennon arrivò alla seduta ben drogato, completamente fuori di testa per non so quale sostanza, e proruppe: “Bene, adesso facciamo Ob-la-di, Ob-la-da”. Andò dritto al piano e pestò sui tasti a un volume inverosimile, a velocità doppia di quella che avevano seguito fino ad allora, e fece: “Eccola! È quella giusta, forza!”. Era proprio esasperato. E fu quella la versione che scelsero alla fine.» Paul si mostrò molto soddisfatto del pezzo tanto da caldeggiarlo come singolo, ma gli altri non ne vollero sapere. Il gruppo dei Marmalade ne incise una cover che raggiunse il primo posto in classifica”.

(Wikipedia, voce The Beatles (album))

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“L’allontanamento personale in corso tra i Beatles raggiunge con Obladì obladà un livello evidentemente inconciliabile, causato dalle ondivaghe posizioni di McCartney. Paul infatti pretendeva di essere libero di registrare in completa solitudine i suoi brani, anche quelli che necessitavano del gruppo, come Martha My Dear o Mother Nature’s Son. Al tempo stesso però voleva poterne disporre a suo piacimento quando reputava che il pezzo ne avrebbe giovato. Così, impose ai suoi colleghi dozzine e dozzine di tentativi per registrare Obladì obladà nel modo che lui reputava migliore, arrivando a un numero tale di prove, cambi di tempo, cambi di strumentazione e rifacimenti integrali, che portò allo sfinimento non soltanto Lennon, ma anche il tecnico Geoff Emerick. Dopo 42 ore spese in studio di registrazione, John si presentò in studio annoiato e sotto evidente effetto di stupefacenti (forse eroina, che aveva iniziato a prendere insieme a Yoko Ono), suonando con furibonda energia l’introduzione di piano e conducendo il gruppo in quella che si sarebbe rivelata la versione finale del pezzo, nonostante un estremo tentativo di McCartney di convincere i suoi compagni a provarci ancora.
Sebbene i Beatles, a causa dell’antipatia sviluppata per il pezzo (documentata anche da Savoy Truffle), si opposero all’idea di farne un singolo, si scoprì presto che McCartney aveva ragione: gli scozzesi Marmalade ne registrarono immediatamente una cover, che divenne il loro primo e unico numero 1 nelle classifiche britanniche. La verità è che gli interessi del gruppo erano cambiati, e nessuno dei quattro aveva voglia di dedicare troppo tempo alle composizioni altrui, come invece facevano agli inizi, specie per i 45 giri.
È indubbiamente vero che il testo di Obladi Oblada sia oltremodo sciocco e poco divertente; ma non in modo diversissimo, ad esempio, da Lovely Rita, cui Lennon contribuì con entusiasmo. È comunque vero che la riluttanza di John, come quella di George e Ringo, è stata tramandata solo dalla storia, perchè non una stilla del loro risentimento verso la canzone traspare dalle loro ottime e apparentemente divertite esecuzioni (specialmente nelle buffe risposte “arm“, “leg” dopo il verso “Desmond lets the children lends a hand“). Anche i sassofoni contribuiscono in modo decisivo al sapore del brano, ma è il ritmato basso di McCartney a spingere il pezzo verso l’allora emergente corrente reggae.
L’ispirazione per il brano fu fornita da un percussionista nigeriano che McCartney aveva conosciuto a Soho, tale Jimmy Anonmuogharan Scott Emuakpor, conosciuto come Jimmy Scott, che usava spesso l’intercalare Obladì obladà, che a Paul piaceva in modo particolare. Questa espressione è traducibile dalla lingua Yoruba in “la vita va avanti”, che in inglese, costituì il resto del ritornello. Scott in seguito pretese, e ottenne, un riconoscimento economico da McCartney per il suo contributo. Il nome del protagonista è invece probabilmente ricalcato su quello di Desmond Dekker, popolare artista ska giamaicano, che poco dopo registrò una cover del brano.
Nell’ultimo verso, McCartney sbaglia le parole, facendo truccare Desmond al posto di Molly, mentre quest’ultima va a lavorare al mercato. Mantenuto perchè trovato divertente dagli altri Beatles, quest’ambiguità sessuale potrebbe aver ispirato l’ancor più equivoco protagonista di Get Back.
Tra le canzoni di McCartney che-nessuno-può-non-conoscere, Obladi Oblada è, con Yellow Submarine, la più semplice strutturalmente, limitandosi ad utilizzare gli accordi previsti dalla tonalità d’impianto, senza nessuna eccezione. Rigidamente suddivisa in 3 sezioni da 8 battute ognuna, con gli accordi che cambiano sempre sul battere, sebbene di durata irregolare, è una spudorata canzone commerciale, cui era fin troppo facile prevedere un destino da tormentone. Ma per gli standard dei Beatles era un pezzo banale e poco rappresentativo; Lennon si stava riavendo dal suo lisergico torpore, e non avrebbe più accettato senza lottare singoli come Hello Goodbye e Lady Madonna“.

(tratto dal sito Welcome to Pepperland)

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Ob-La-Di Ob-La-Da è un brano dei Beatles. È la quarta traccia del White Album. È una classica filastrocca McCartneyana (per alcuni uno dei primi esempi di reggae “bianco”) dal ritmo incalzante, scandito da un pianoforte suonato da Lennon. La composizione di Ob-La-Dì, Ob-La-Dà risale al primo semestre del 1968. Un primo provino dimostrativo venne realizzato da Paul durante le giornate trascorse dai Beatles nella villa di George Harrison ad Esher.
Il brano fu scritto quando il reggae stava iniziando ad essere popolare in Inghilterra, ed il Desmond della canzone si riferisce infatti al musicista reggae Desmond Dekker. L’espressione “ob la di ob la da, life goes on, bra” era un intercalare tipico del suonatore di conga nigeriano Jimmy Scott, amico di McCartney, che spesso la utilizzava. Al pari di quanto avvenne con Maxwell’s Silver Hammer, nell’album Abbey Road, McCartney costrinse i suoi compagni a estenuanti e infinite sovrincisioni, in quanto il brano mancava di ritmo. Lennon, esasperato, scandì l’intro e la melodia col pianoforte.
Secondo Geoff Emerick, John Lennon odiava apertamente la canzone, e la chiamava “Paul’s granny shit” (la canzone da nonnina di merda di Paul), intraducibile gioco di parole con “granny smith“, famosa varietà di mele. Cantando il testo della canzone, specificatamente l’ultima strofa, Paul si sbagliò e cantò: «Desmond stays at home and does his pretty face» (Desmond rimane a casa e si trucca il bel faccino), invece di Molly, dando inintenzionalmente un connotato ambiguo al personaggio. Successivamente, l’errore venne mantenuto nell’incisione finale perché piaceva agli altri Beatles. Si possono anche sentire George Harrison e John Lennon pronunciare le parole arm (braccio) e leg (gamba) durante un break strumentale nella canzone; precisamente tra i versi «..Desmond lets the children lend a hand» e «Molly stays at home…».
Tempo dopo, Jimmy Scott fece causa a McCartney per avere usato la sua espressione tipica nel testo e come titolo del brano. Secondo McCartney, “Ob-La-Di, Ob-La-Da” era solamente un modo di dire comune del popolo Yoruba, e Scott gliela aveva solo riportata. Significava “Life goes on” (la vita va avanti), parole che compaiono anche nel testo.
In un sondaggio online organizzato dalla BBC, la canzone è stata eletta “la peggior canzone dei Beatles“.

(Wikipedia, voce Ob-La-Di, Ob-La-Da)

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