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“- And I am not frightened of dying
any time will do, I don’t mind
why should I be frightened of dying?
There’s no reason for it
you’ve gotta go sometime –
– If you can hear this whispering you are dying –
– I never said I was frightened of dying -“.

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Traduzione.

“- Ed io non ho paura di morire
in qualsiasi momento succederà, non m’importa
perché dovrei aver paura di morire?
Non c’è motivo per averne
prima o poi devi andartene –
– Se puoi sentire questo sussurro
stai morendo –
– Non ho mai detto
che ho avuto paura di morire -“.

(Traduzione a cura di Francesco Komd)


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Pink Floyd, The great gig in the sky – 4:47
(Richard Wright, Clare Torry)
Album: The Dark Side of the Moon (1973)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei Pink Floyd.

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Citazioni.

The Great Gig in the Sky (“Il grande spettacolo nel cielo“) è la quinta traccia dell’album The Dark Side of the Moon, pubblicato nel 1973 dai Pink Floyd. La canzone è divenuta celebre in tutto il mondo per il lungo assolo vocale che contiene, eseguito da Clare Torry. Clare Torry fu suggerita da Alan Parsons al gruppo, dato che aveva già lavorato con lei, così la fece chiamare agli Abbey Road Studios. Il gruppo racconta che Torry fece probabilmente “una mezza dozzina” di registrazioni, per le quali le fu detto letteralmente: «There’s no lyrics. It’s about dying» («Non ci sono parole. Riguarda la morte») prima che registrasse. Furono fatte più registrazioni per trovarne una che fosse soddisfacente. Nella prima registrazione Torry disse che cantò “Ooh-aah, baby, baby – yeah, yeah, yeah“. Il risultato non fu ritenuto soddisfacente. Nella seconda quindi Torry provò ad imitare uno strumento (registrazione che poi apparirà nell’album). Ne provò anche una terza, in cui si fermò subito perché affermò di essersi accorta del fatto che stava ripetendo la registrazione precedente e in più quest’ultima sembrava “sforzata”. Quando uscì dalla sala di registrazione, la cantante si scusò, imbarazzata, per la performance, mentre il gruppo e tutti i presenti rimasero stupefatti per quell’improvvisazione. La cantante lasciò lo studio convinta che non avrebbero usato la sua voce nell’album e dovette ricredersi quando, a distanza di tempo, vide il disco in un negozio e lesse il suo nome tra i riconoscimenti.
Nel 2004 Clare Torry fece causa alla band e alla casa discografica EMI richiedendo i diritti sulla canzone, dato che avrebbe dovuto essere considerata coautrice del brano insieme a Richard Wright e non solo cantante esecutrice. Per la registrazione, infatti, fu pagata solo 30 sterline e non ricevette alcun riconoscimento successivo. Nel 2005 la Corte Suprema del Regno Unito sentenziò a favore della cantante e tutte le edizioni successive a quell’anno contengono il nome di Torry nei riconoscimenti sia come cantante che come coautrice del brano.
Una delle domande che Roger Waters poneva agli intervistati nelle registrazioni che furono poi usate in vari punti del disco era “Hai paura della morte?” (lett. “Are you frightened of dying?“). Il tema della canzone, la morte, è quindi ben esplicito nel testo (gli stralci dell’intervista a Gerry Driscoll, portiere irlandese degli studi di Abbey Road) e, secondo alcuni, anche nel titolo a doppio significato. Il brano è la naturale prosecuzione di Time: il protagonista del testo si rende conto di aver sprecato troppo tempo nella propria vita e inevitabilmente resta spaventato all’idea di morire, spesso senza avere il tempo di realizzare tutti i progetti che ha in mente. La risposta a questo terrore è filosofica: la paura della morte è insensata in quanto tutti, prima o poi, se ne devono andare.
Nei concerti dal vivo del tour 1974-1975 della band, David Gilmour suonava sia la lap steel guitar che l’organo hammond, consentendo così a Richard Wright di concentrarsi esclusivamente sul pianoforte. Questo sistema cambiò con l’assunzione del tastierista Jon Carin nel 1987. La parte di Clare Torry, durante i concerti, era svolta da tre cantanti, che eseguivano ognuna una parte della canzone. Una cover del brano fu usata agli inizi degli anni Novanta come sottofondo per una pubblicità mandata in onda nel Regno Unito (l’analgesico Nurofen). Per questa versione non fu coinvolta la band, ma fu richiamata Clare Torry a cantare. Nel 2011 viene pubblicata una nuova edizione estesa di The Dark Side of the Moon in diverse configurazioni. Nella Immersion Edition è presente, tra le altre, una versione del 1972 del disco denominata early mix, in cui The Great Gig in the Sky viene presentato in una versione strumentale priva della voce di Clare Torry e con l’aggiunta di altre voci registrate, simili ad altre già presenti in diversi brani del disco. In questa versione, l’assenza della parte vocale mette in evidenza il piano e le tastiere di Richard Wright, rendendoli la parte “solista” del brano”.

(Wikipedia, voce The Great Gig in the Sky)

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