“Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita
come ogni giorno la notte arrivava
frasi consuete sui muri di Praga
ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce…

Son come falchi quei carri appostati
corron parole sui visi arrossati
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga
quando la piazza fermò la sua vita
sudava sangue la folla ferita
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo
quando ciascuno ebbe tinta la mano
quando quel fumo si sparse lontano
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all’orizzonte del cielo di Praga…

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l’odio fra i denti
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti
dimmi chi era che il corpo portava
la città intera che lo accompagnava
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga

Dimmi chi era che il corpo portava
la città intera che lo accompagnava
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga
una speranza nel cielo di Praga
una speranza nel cielo di Praga…”.

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Francesco Guccini, Primavera di Praga – 3:38
Album: Due anni dopo (1970)
Album: Album concerto (1979, live)
Album: …quasi come Dumas… (1988, live)
Album: Guccini Live Collection (1998, live)



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Citazioni.

“La canzone narra delle rivolte scoppiate a Praga, del giovane Jan Palach che si diede fuoco sulla piazza vecchia (morendo tra le fiamme per difendere la libertà dell’uomo come già era accaduto a Jan Hus, condannato al rogo a Praga 530 anni prima) e della speranza che questa rivolta portò in quanti in occidente militavano nei partiti comunisti”.

(Wikipedia, voce Due anni dopo)

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