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“Si tu savais comme on s’ennuie
a la Manic
tu m’écrirais bien plus souvent
a la Manicouagan
parfois je pense à toi si fort
je recrée ton âme et ton corps
je te regarde et m’émerveille
je me prolonge en toi
comme le fleuve dans la mer
et la fleur dans l’abeille

Que deviennent quand j’suis pas là
mon bel amour
ton front doux comme fine soie
et tes yeux de velours
te tournes-tu vers la côte nord
pour voir un peu, pour voir encore
ma main qui te fait signe d’attendre
soir et matin je tends les bras
je te rejoins où que tu sois
et je te garde

Dis-moi c’qui s’passe à Trois-Rivières
et à Québec
là où la vie a tant à faire
et tout c’qu’on fait avec
dis-moi c’qui s’passe à Montréal
dans les rues sales et transversales
où tu es toujours la plus belle
car la laideur ne t’atteint pas
toi que j’aimerai jusqu’au trépas
mon éternelle

Nous autres on fait les fanfarons
a coeur de jour
mais on est tous de bons larrons
cloués à leurs amours
y’en a qui jouent de la guitare
d’autres qui jouent d’l’accordéon
pour passer l’temps quand y est trop long
mais moi, je joue de mes amours
et je danse en disant ton nom
tellement je t’aime

Si tu savais comme on s’ennuie
a la Manic
tu m’écrirais bien plus souvent
a la Manicouagan
si t’as pas grand-chose à me dire
ecris cent fois les mots “Je t’aime”
Ça fera le plus beau des poèmes
je le lirai cent fois
cent fois cent fois c’est pas beaucoup
pour ceux qui s’aiment


Si tu savais comme on s’ennuie
a la Manic
tu m’écrirais bien plus souvent
a la Manicouagan”.

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Traduzione.

“Se tu sapessi quanto ci si annoia
qui a La Manic
mi scriveresti molto più spesso
qui al Manicouagan
talvolta ti penso così intensamente
che mi raffiguro la tua anima e il tuo corpo
ti guardo e mi meraviglio
tendo a te
come un fiume al mare
ed un fiore all’ape.

Che cosa diventano quando non ci sono
mia bella amata
la tua fronte liscia come fine seta
e i tuoi occhi di velluto
Ti volgi verso la Costa del Nord
per vedere meglio, vedere ancora
la mia mano che ti fa segno di aspettare
sera e mattina allungo le braccia
ti raggiungo dovunque sei
e ti proteggo

Dimmi, che si fa a Trois-Rivières
e nel Quebéc
là dove la vita è così intensa
e dimmi tutto quel che accade
dimmi, che si fa a Montreal
nelle vie sporche e periferiche
dove sei sempre la più bella
perché la bruttezza non ti riguarda
te che amerò fino alla morte
mio eterno amore

Noi qui facciamo gli sbruffoni
per tutto il giorno
ma in fondo siamo dei buoni diavoli
fedeli alle proprie amate
qualcuno suona la chitarra
altri invece la fisarmonica
per far passare il tempo che non passa mai
ma io, io metto in musica i miei amori
e danzo mentre chiamo il tuo nome
dal tanto che ti amo

Se tu sapessi quanto ci si annoia
qui a La Manic
mi scriveresti molto più spesso
qui al Manicouagan
se non hai grandi cose da dirmi
scrivi cento volte “ti amo”
sarà la poesia più bella
io lo leggerò cento volte
e cento volte non sono troppe
per chi si ama

Se tu sapessi quanto ci si annoia
qui a La Manic
mi scriveresti molto più spesso
qui al Manicouagan”.

(Traduzione a cura di Marie Jolie)

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Georges Dor, La Manic – 4:11
(Georges Dor)
Album: Georges Dor (1967)

Brano inserito nella rassegna I luoghi del cuore di InfinitiTesti.

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Note del traduttore.

Georges Dor, originario del Québec, autore, saggista, compositore, drammaturgo, cantante, poeta, traduttore, produttore e regista teatrale e televisivo: così lo descrive la pagina di Wikipedia che lo riguarda. E’ indubbio che fosse un artista polivalente, viste le tante attività che gli riuscì di portare a compimento nella sua carriera: e approdò al canto per caso, lasciando però un brano in particolare nella storia della musica, che per i suoi connazionali è tuttora di grande impatto emotivo. Si tratta del testo poetico La Complainte de La Manic, immaginaria lettera d’amore scritta da un operaio che lavorava al progetto della diga idroelettrica sul lago Manicouagan. Divenne un successo senza precedenti, per la poesia e per la musica.

Oggi un altro grande interprete, non a caso anche lui originario del Québec, anche lui partito dalla poesia per approdare -magnificamente- al canto, gli rende omaggio con una propria versione di questo brano, che definire cover è forse riduttivo. Il progetto di Leonard Cohen è di tradurla e interpretarla in inglese, anche se per il momento si limita ad una personale rivisitazione nella lingua originale.

Esistono altre cover abbastanza note di questo brano: quella fedelmente interpretata, col solo accompagnamento della chitarra, dal francese Jean Marie Vivier, e quella del canadese Bruno Pelletier (anch’egli québécois) molto noto in patria per il ruolo di Pierre Gringoire nel musical Notre Dame De Paris.

(Marie Jolie, 28 maggio 2013)

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Cover.

1. Jean-Marie VivierLa Manic (1976)

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Responsabile Quality: Alessandro Menegaz ([email protected])
Segretaria di Redazione: Arianna Russo ([email protected])

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