“Sono arrivato con la pioggia
ed un cappello nero
nell’ora che la sera
si metteva il velo
ed il cielo era sacro
sacro di adorazione
e io mi scoprii il capo
per la benedizione.

Il fuoco era acceso
e la gente a sedere
mi asciugai i piedi al fuoco
e la bocca al bicchiere
sono arrivato solo
– cantai nel mio pensiero –
venuto con la pioggia
andrò via col sereno.

Andrò via col sereno
e sulla testa il cielo
mi scanserò la grandine
per un altro sentiero
andrò via con la femmina
del primo avventuriero
lasciata ad ogni uomo
e mai presa davvero.

Venni via per il mare
scendendo sotto i monti
cercando di evitare
i torrenti ed i ponti
e tutte quelle strade
che tengono a ponente
e tenendomi il cuore
sempre sull’orizzonte
ed invocando i santi
ad ogni passo perso
e tutti i mendicanti
a cui mai scrissi un verso.

Ho lasciato valigie
sfatte sotto ogni letto
e tutte le fatiche
a chiudersi nel petto
e a chiedersi perché
si può sempre capire
ma capire cos’è
chi mai te lo può dire.

Andrò via col sereno
e sulla testa il cielo
mi scanserò la grandine
per un altro sentiero
andrò con la femmina
di ogni avventuriero
che è passata per uomini
mai lasciata davvero.


Ho mangiato di fame
fino a finirmi i sandali
e divorato strade
più nude della grandine
e una barba di pioggia
più nuda di ogni strada
stanotte è per il tuo letto
domani perché io vada.

Andrò via così piano
che non sentirai un passo
stanotte è tutta intera
ogni ora ogni sasso
ti porterò via il tormento
di doverti abbracciare
me ne andrò con il vento
lo sentirai soffiare.

E andrò via con la pioggia
se non sarà sereno
me ne andrò via lo stesso
ma me ne andrò almeno
andrò via con la femmina
la prima che mi aspetta
la prima sulla via
anche lei benedetta
che prima del peccato
né santa e né puttana
si coricò con Dio
per questa specie umana.

Son venuti a cercarmi
per quella vecchia storia
se tu a desiderarmi
o io in cerca di cosa
ciò che andavo cercando
non l’ho saputo mai
e te lo chiedo adesso
forse che tu lo sai.

Sento piovere piombo
e la gente scappare
e come il primo giorno
un grembo ancora urlare
che quando venni al mondo
si squarciò di dolore
e poi fu con dolcezza
che mi strinse al suo cuore.

Andrò via col sereno
e tutta la speranza
che sta in un tascapane
e in quello che ti avanza
se avrò la tua bellezza
me la porterò dietro
o mi sveglierò ancora
col gallo di San Pietro.

E domani è sereno
e il cielo avrà dei posti
da mostrarmi ancora
e altri ancora riposti
E se domani è pioggia
e se il cielo è nascosto
mi rimetto il cappello
mi cerco un altro posto.

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Antonio Salis, Andrò via col sereno – 12:18
(Antonio Salis)

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