Clarence Carter – Patches (testo e traduzione)

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“I was born and raised down in Alabama
on a farm way back up in the woods
I was so ragged that folks used to call me Patches
Papa used to tease me about it
’cause deep down inside he was hurt
’cause he’d done all he could

My papa was a great old man
I can see him with a shovel in his hands, see
education he never had
he did wonders when the times got bad
the little money from the crops he raised
barely paid the bills we made

For, life had kick him down to the ground
when he tried to get up
life would kick him back down
one day Papa called me to his dyin’ bed
put his hands on my shoulders
and in his tears he said

He said, Patches
I’m dependin’ on you, son
to pull the family through
my son, it’s all left up to you

Two days later Papa passed away
and I became a man that day
so I told Mama I was gonna quit school
but she said that was Daddy’s strictest rule


So ev’ry mornin’ ‘fore I went to school
I fed the chickens and I chopped wood too
sometimes I felt that I couldn’t go on
I wanted to leave, just run away from home
but I would remember what my daddy said
with tears in his eyes on his dyin’ bed

He said, Patches
I’m dependin’ on you, son
I tried to do my best
it’s up to you to do the rest

Then one day a strong rain came
and washed all the crops away
and at the age of 13
I thought I was carryin’ the weight
of the whole world on my shoulders
and you know, Mama knew
what I was goin’ through, ’cause

Ev’ry day I had to work the fields
’cause that’s the only way we got our meals
you see, I was the oldest of the family
and ev’rybody else depended on me
ev’ry night I heard my Mama pray
Lord, give him the strength to face another day

So years have passed and all the kids are grown
the angels took Mama to a brand new home
Lord knows, people, I shedded tears
but my daddy’s voice kept me through the years

Sing Patches, I’m dependin’ on you, son
to pull the family through
my son, it’s all left up to you

Oh, I can still hear Papa’s voice sayin’
Patches, I’m dependin’ on you, son
I’ve tried to do my best
it’s up to you to do the rest

I can still hear Papa, what he said
Patches…”.

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Traduzione.

“Sono nato e cresciuto in Alabama
in una fattoria su tra i boschi
ero così cencioso che mi chiamavano Toppa
Papà mi prendeva in giro per questo
ma dentro di sé ne era dispiaciuto
perché aveva fatto tutto il possibile

Mio padre era un grande vecchio
lo ricordo sempre con una pala in mano
non poté avere un’educazione
e fece miracoli quando i tempi erano difficili
con le piccole somme che racimolava col raccolto
riusciva a malapena a pagare i debiti che facevamo

La vita lo aveva preso a calci
e quando cercava di rialzarsi
lo prendeva ancora a calci
un giorno papà mi chiamò al suo capezzale
poggiò le mani sulle mie spalle
e tra le lacrime disse

Disse, Toppa
faccio conto su di te, figliolo
per mandare avanti la famiglia
figlio mio, sta a te ora

Due giorni dopo papà morì
e quel giorno io diventai uomo
dissi alla mamma che avrei lasciato la scuola
ma lei disse che papà non lo avrebbe voluto

Così tutte le mattine prima di andare a scuola
davo da mangiare alle galline e tagliavo la legna
a volte pensavo che non ce l’avrei fatta
volevo lasciare tutto, scappare da casa
ma mi tornavano in mente le parole di mio padre
in lacrime sul suo letto di morte

Diceva, Toppa
faccio conto su di te, figliolo
io ho cercato di fare del mio meglio
sta a te fare il resto

Poi un giorno arrivò una pioggia torrenziale
e rovinò tutto il raccolto
e all’età di tredici anni
sentivo di portare sulle mie spalle
il peso del mondo intero
e certo, mamma capiva
quello che stavo passando, perché

Ogni giorno dovevo lavorare nei campi
perché solo così avremmo avuto da mangiare
e dato che ero il più grande in famiglia
e le sorti degli altri dipendevano da me
ogni sera sentivo mamma pregare
Signore, dagli la forza
di affrontare un altro giorno

Così passarono gli anni ed i bambini crebbero
gli angeli portarono mamma in una nuova casa
il Signore lo sa, quante lacrime ho versato
ma la voce di mio padre mi ha sostenuto negli anni

Diceva Toppa, faccio conto su di te, figliolo
per mandare avanti la famiglia
figlio mio, dipende da te ora

Sì, sento ancora la voce di papà che dice
Toppa, faccio conto su di te, figliolo
io ho cercato di fare del mio meglio
e ora sta a te fare il resto

Sento ancora papà che dice Toppa…”.

(Traduzione a cura di Marie Jolie)

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Clarence Carter, Patches – 3:20
Album: Patches (1970)
Singolo: “Patches” (1970)

Cover dell’omonimo brano dei Chairmen of the Board (1970).

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