“Ma che piccola storia ignobile
mi tocca raccontare
così solita e banale come tante
che non merita nemmeno
due colonne su un giornale
o una musica o parole un po’ rimate
che non merita nemmeno
l’attenzione della gente
quante cose più importanti hanno da fare
se tu te la sei voluta
a loro non importa niente
te l’avevan detto che finivi male…

Ma se tuo padre sapesse
quale è stata la tua colpa
rimarrebbe sopraffatto dal dolore
uno che poteva dire
“guardo tutti a testa alta”
immaginasse appena il disonore
lui che quando tu sei nata
mise via quella bottiglia
per aprirla il giorno del tuo matrimonio
ti sognava laureata
era fiero di sua figlia
se solo immaginasse la vergogna
se solo immaginasse la vergogna
se solo immaginasse la vergogna…

E pensare a quel che ha fatto
per la tua educazione
buone scuole e poca e giusta compagnia
allevata nei valori di famiglia e religione
di ubbidienza, castità e di cortesia
dimmi allora quel che hai fatto
chi te l’ha mai messo in testa
o dimmi dove e quando l’hai imparato
che non hai mai visto in casa
una cosa men che onesta
e di certe cose non si è mai parlato
e di certe cose non si è mai parlato
e di certe cose non si è mai parlato…

E tua madre, che da madre
qualche cosa l’ha intuita
e sa leggere da madre ogni tuo sguardo
devi chiederle perdono
dire che ti sei pentita
che hai capito
che disprezzi quel tuo sbaglio
però come farai a dirle
che nessuno ti ha costretta
o dirle che provavi anche piacere
questo non potrà capirlo
perché lei, da donna onesta
l’ha fatto quasi sempre per dovere
l’ha fatto quasi sempre per dovere
l’ha fatto quasi sempre per dovere…

E di lui non dire male
sei anche stata fortunata
in questi casi, sai, lo fanno in molti
sì, lo so, quando lo hai detto
come si usa, ti ha lasciata
ma ti ha trovato l’indirizzo e i soldi
poi ha ragione, non potevi dimostrare che era suo
e poi non sei neanche minorenne
ed allora questo sbaglio
è stato proprio tutto tuo
noi non siamo perseguibili per legge
noi non siamo perseguibili per legge
noi non siamo perseguibili per legge…

E così ti sei trovata
come a un tavolo di marmo
desiderando quasi di morire
presa come un animale macellato stavi urlando
ma quasi l’urlo non sapeva uscire
e così ti sei trovata
fra paure e fra rimorsi
davvero sola fra le mani altrui
che pensavi nel sentire
nella carne tua quei morsi
di tuo padre, di tua madre e anche di lui
di tuo padre, di tua madre e anche di lui
di tuo padre, di tua madre e anche di lui?


Ma che piccola storia ignobile
sei venuta a raccontarmi
non vedo proprio cosa posso fare
dirti qualche frase usata
per provare a consolarti
o dirti “è fatta ormai, non ci pensare”
è una cosa che non serve
a una canzone di successo
non vale due colonne su un giornale
se tu te la sei voluta
cosa vuoi mai farci adesso
e i politici han ben altro a cui pensare
e i politici han ben altro a cui pensare
e i politici han ben altro a cui pensare…”.

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Francesco Guccini, Piccola storia ignobile – 6:55
Album: Via Paolo Fabbri 43 (1976)

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Citazioni.

“«Piccola storia ignobile è una canzone sull’aborto. Era tanto che ci pensavo, avevo timore di dire cose non giuste, e non ho inventato allora un tema ed una storia, ma ho messo assieme tante storie che mi hanno raccontato cercando di ricavarne una storia tipica, esemplare»”.

(Francesco Guccini, note del disco)

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