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“How can I just let you walk away
just let you leave without a trace
when I stand here taking
every breath with you, oh
you’re the only one
who really knew me at all

How can you just walk away from me
when all I can do is watch you leave
cos we’ve shared the laughter
and the pain and even shared the tears
you’re the only one
who really knew me at all

So take a look at me now
oh there’s just an empty space
and there’s nothing left here to remind me
just the memory of your face
oh take a look at me now
well there’s just an empty space
and you coming back to me is against all odds
and that’s what I’ve got to face

I wish I could just make you turn around
turn around and see me cry
there’s so much I need to say to you
so many reasons why
you’re the only one
who really knew me at all

So take a look at me now
well there’s just an empty space
and there’s nothing left here to remind me
just the memory of your face
now take a look at me now
cos there’s just an empty space


But to wait for you, is all I can do
and that’s what I’ve got to face
take a good look at me now
cos I’ll still be standing here
and you coming back to me
is against all odds
it’s the chance I’ve gotta take

Take a look at me now”.

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Traduzione.

“Ma come posso farti andare via
farti andare via senza lasciar traccia
quando sono qui a condividere
ogni respiro con te?
Tu sei l’unica che mi ha conosciuto davvero

Ma come puoi andartene da me
quando tutto ciò che posso fare
è guardarti che te ne vai?
Perché noi abbiamo condiviso
le risa e il dolore, persino le lacrime
sei l’unica che mi ha conosciuto davvero

Così, guardami un attimo
c’è solo uno spazio vuoto
non c’è più niente qui
che mi può far ricordare
solo la memoria del tuo viso
guardami un attimo
c’è solo uno spazio vuoto
e tu che ritorni da me
è contro ogni probabilità
e questo è ciò che devo affrontare

Vorrei proprio poter farti girare
girare e vedermi piangere
ci sono così tante cose
che ho bisogno di dirti
così tanti perché
sei l’unica che mi ha conosciuto davvero

Guardami un attimo
c’è solo uno spazio vuoto
non c’è più niente qui
che mi può far ricordare
solo la memoria del tuo viso
così, guardami un attimo
perché c’è solo uno spazio vuoto

Ma aspettarti è l’unica cosa che posso fare
ed è quello che devo affrontare
guardami bene un attimo
perché starò ancora qui
e che tu ritorni da me
è contro ogni probabilità
è la possibilità che devo prendermi”.

(Traduzione a cura di Francesco Komd)

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Phil Collins, Against all odds (Take a look at me now) – 3:23
(Phil Collins)
Album: Against all odds: Music from the Original Motion Picture Soundtrack (1984)
Singolo: “Against all odds / The search” (1984)

Brano inserito nella colonna sonora dei film Due vite in gioco (1984, tit. orig. Against all odds) diretto da Taylor Hackford, con Rachel Ward e Jeff Bridges.

Brano inserito nella rassegna Colonne Sonore di InfinitiTesti.

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Citazioni.

Against All Odds (Take a Look at Me Now) è una canzone originariamente scritta e registrata dal cantante inglese Phil Collins, come tema principale per la colonna sonora del film Due vite in gioco. Il brano inizialmente si doveva intitolare How Can You Just Sit There?, e faceva parte delle sessioni di registrazione del primo album da solista di Collins Face Value del 1981, che l’aveva scritta per l’ex moglie. Quando si decise di usare il brano per la colonna sonora di Due vite in gioco, il brano fu prodotto da Arif Mardin. Rob Mounsey suonò il pianoforte ed il basso, mentre Collins interpretò la parte vocale e suonò la batteria. Secondo quanto dichiarò Collins in una intervista del 1985 rilasciata a Dan Neer, il brano fu registrato in due giorni, di cui il primo a New York, ed il secondo a Los Angeles.
Il singolo riuscì ad arrivare alla seconda posizione della classifica dei dischi più venduti nel Regno Unito nel 1984 e divenne il terzo singolo della carriera del cantante in top ten, mentre arrivò fino alla vetta della prestigiosa classifica statunitense Billboard Hot 100, dove vi rimase per tre settimane dal 15 aprile al 5 maggio 1984. Take a Look at Me Now detronizzò Footlose (altra canzone estratta dalla colonna sonora di un film) di Kenny Loggins, ed in seguito lasciò il posto a Hello di Lionel Richie. Si tratta del primo di sei brani di Collins scritte specificatamente per un film, ad entrare nella Billboard Hot 100.
Against All Odds (Take a Look at Me Now) vinse un Grammy Award nella categoria “migliore interpretazione pop maschile”, e fu anche nominata agli Academy Award come migliore canzone. Nella storia degli Academy Awards Collins fu l’unico nominato nella categoria a non essere invitato a cantare la canzone sul palco, rimanendo seduto in platea, mentre Ann Reinking la cantava al suo posto. La sua reazione negativa alla cosa fu immortalata dalle telecamere, e quell’episodio è tutt’oggi considerato uno dei più imbarazzanti nella storia della cerimonia. L’Oscar quell’anno fu assegnato a I Just Called to Say I Love You di Stevie Wonder. La canzone è stata inserita nel greatest hits di Collins pubblicata nel 1998 Hits, ed in seguito anche in Love Songs: A Compilation… Old and New del 2004″.

(Wikipedia, voce Against All Odds (Take a Look at Me Now))

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“Dieci ballate di Robbie Williams messe insieme non valgono quanto questo pezzo di Phil Collins, scritto (con il differente titolo How Can You Just Sit There) nel 1981 per l’album Face Value, ma inciso solo nel 1984 per la colonna sonora del misconosciuto (almeno da noi) film Against All Odds. (…) Il grande successo, però, ha arriso solo a questa canzone di Collins, una delle cose migliori del suo repertorio “lento”: sentimentale ma non melensa, adatta al grande pubblico ma non tanto da far pensare a qualcuno che l’abbia scritta con zaino in spalla, piccozza e ramponi per meglio scalare le alte vette delle classifiche (un po’ come fanno gli autori di Robbie Williams).
Il fatto che il pezzo non sia stato incluso nel successivo album dell’artista (No Jacket Required del 1985) per aiutarne le vendite, la dice lunga su come le logiche discografiche siano cambiate nel corso degli anni. (…) Se Collins riteneva che Against All Odds non fosse adatta ad un album di studio (la prima volta l’aveva scartata perché Face Value, a suo giudizio, conteneva già troppe ballate) lo si accontentava. Oggi, come minimo, ci beccheremmo come bonus la versione standard della canzone, quella strumentale, il remix e chissà che altro. Finendo inevitabilmente per odiarla.
A proposito di altre versioni del pezzo, parliamo di quelle dal vivo: Collins ha puntualmente eseguito Against All Odds nei suoi numerosi tour mondiali, ma l’interpretazione più emozionante rimane quella ascoltata durante il “Live Aid”. Siamo a Londra, il leader del nuovo corso dei Genesis sale sul palco dello stadio di Wembley presentato da Sting e attacca il pezzo al pianoforte. Sbaglia anche una nota, ma poco importa. Senza archi e batteria, è persino meglio. Fosse avvenuto di questi tempi, qualcuno avrebbe fatto partire una base e il buon Phil si sarebbe trovato a duettare con la sua “sezione ritmica” pre-registrata. L’effetto non sarebbe stato lo stesso. Così come non è stato lo stesso quando, nel corso della cerimonia degli Oscar del 1985, l’attrice Ann Reinking ha eseguito in maniera non proprio impeccabile Against All Odds, che aveva ottenuto la nomination come miglior canzone tratta da un film (per la cronaca, vinse l’insopportabile I Just Called To Say I Love You). Collins, presente tra il pubblico, non gradì l’esibizione, tanto che, in tutti i suoi show di quell’anno, si mise ad introdurre il pezzo più o meno con questa frase: “Mi dispiace che Miss Reinking non possa essere qui a cantare Against All Odds per voi. Dovrò cantare io la mia canzone!”.
L’effetto non è stato lo stesso nemmeno quando, nel 1999, Mariah Carey ha ripreso Against All Odds per il suo album Rainbow e, successivamente, con l’aiuto dei Westlife, ha portato il singolo al numero uno della classifica inglese, là dove Collins da solo non era riuscito ad arrivare per un soffio. Ma non è detto che in sei si canti meglio e, difatti, l’originale resta inavvicinabile. In Italia Against All Odds ha successo nei mesi estivi del 1984 e si piazza molto bene in Hit Parade (al numero 3), piegandosi solo al Self Control di Raf e alla Gianna Nannini canzonettara di Fotoromanza. Molto meno brillante il risultato della Carey, piazzatasi tra i primi venti per una sola settimana”.

(Recensione su Hit Parade Italia)

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