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“E il tempo diventava ieri
e con il tempo non crescevi
eri la mia disperazione
io ti dicevo – Non si fa
insomma un po’ di serietà –
e rispondevi – Sta tranquillo
adesso è presto, adesso no
ma un giorno o l’altro crescerò -.

E tutto quello che volevi
giusto o sbagliato lo prendevi
senza pensarci su un minuto
e poi non obbedivi mai
e combinavi sempre guai
che si trattasse di una gara
un colpo il mondo e un colpo tu
a chi stupiva un po’ di più?

Bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio
bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio
che strano sogno
voltarsi intorno
e non vederti più.

E una domenica i cavalli,
le carte, le scommesse, i sogni
vennero a dirmi: – Lo lasciamo
adesso è grande, adesso sai
non ha bisogno più di noi –
ed io con tutte le parole
che in vita ho scritto, ho pianto e so
non li ho convinti a dire di no.

E a volte un po’ soprapensiero
in qualche foglio in qualche cielo
non riesco a disegnar le stelle
la voglia di vedere te
soltanto il tempo di un caffè
e la tua faccia e l’allegria
ma al bar mi dicono che tu
sei sempre appena andato via.

Bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio
Bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio
che strano sogno
voltarsi intorno
e non vederti più

E a volte penso che io e Sergio
a dirti ciao quel pomeriggio
eravamo un po’ bevuti
e io tiravo mamma in qua
e lui pendeva un po’ di là
vabbé, l’ammetto, si è mancato
si è mancato in serietà
l’avresti fatto pure tu

Bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio
Bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio
che strano sogno
voltarsi intorno
e non vederti più
bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio”.

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Roberto Vecchioni, Per un vecchio bambino – 7:42
(Roberto Vecchioni)
Album: Samarcanda (1977)

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Citazioni.

E’ dedicata da Vecchioni alla memoria di suo padre. È la seconda canzone dedicata al padre dopo L’uomo che si gioca il cielo a dadi, qui il padre è disegnato vecchio nell’anagrafe ma sicuramente giovane, o meglio bambino, nello spirito.

(Wikipedia, voce Samarcanda (album))

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