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“Meu caro amigo me perdoe, por favor
se eu não lhe faço uma visita
mas como agora apareceu um portador
mando notícias nessa fita

Aqui na terra tão jogando futebol
tem muito samba, muito choro e rock’n’roll
uns dias chove, noutros dias bate o sol
mas o que eu quero é lhe dizer
que a coisa aqui tá preta

Muita mutreta pra levar a situação
que a gente vai levando de teimoso e de pirraça
e a gente vai tomando que também sem a cachaça
ninguém segura esse rojão

Meu caro amigo eu não pretendo provocar
nem atiçar suas saudades
mas acontece que não posso me furtar
a lhe contar as novidades

Aqui na terra tão jogando futebol
tem muito samba, muito choro e rock’n’roll
uns dias chove, noutros dias bate o sol
mas o que eu quero é lhe dizer
que a coisa aqui tá preta


É pirueta pra cavar o ganha-pão
que a gente vai cavando só de birra, só de sarro
e a gente vai fumando que, também, sem um cigarro
ninguém segura esse rojão

Meu caro amigo eu quis até telefonar
mas a tarifa não tem graça
eu ando aflito pra fazer você ficar
a par de tudo que se passa

Aqui na terra tão jogando futebol
tem muito samba, muito choro e rock’n’roll
uns dias chove, noutros dias bate o sol
mas o que eu quero é lhe dizer
que a coisa aqui tá preta

Muita careta pra engolir a transação
que a gente tá engolindo cada sapo no caminho
e a gente vai se amando que, também, sem um carinho
ninguém segura esse rojão

Meu caro amigo eu bem queria lhe escrever
mas o correio andou arisco
se me permitem, vou tentar lhe remeter
notícias frescas nesse disco

Aqui na terra tão jogando futebol
tem muito samba, muito choro e rock’n’roll
uns dias chove, noutros dias bate o sol
mas o que eu quero é lhe dizer
que a coisa aqui tá preta

A Marieta manda um beijo para os seus
um beijo na família, na Cecília e nas crianças
o Francis aproveita pra também mandar lembranças
a todo o pessoal
adeus”.

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Traduzione.

“Caro amico perdonami per favore
se non ti faccio una visita
ma siccome è apparso un corriere
mando notizie con questo nastro

Qui da noi si gioca a calcio
c’è molto samba, molto choro e rock’n’roll
in certi giorni piove
in altri batte il sole
ma ciò che voglio dirti
è che la situazione qui è nera

Servono molti sotterfugi
per affrontare la situazione
che sopportiamo per ostinazione e per tigna
e che prendiamo anche senza cachaça (1)
nessuno ne può più di questa vita

Caro amico non intendo provocare
né attizzare la tua nostalgia
ma il fatto è che non posso negarmi
di raccontarti le novità

Qui da noi si gioca a calcio
c’è molto samba, molto choro e rock’n’roll
in certi giorni piove
in altri batte il sole
ma ciò che voglio dirti
è che qui la situazione è nera

Servono acrobazie per cavare il pane quotidiano
che lo strappiamo per caparbietà, raschiando
e fumiamo anche senza sigarette (2)
nessuno ne può più di questa vita

Caro amico volevo anche telefonarti
ma la tariffa è un’indecenza
io mi arrovello per tenerti aggiornato
su tutto ciò che accade

Qui da noi si gioca a calcio
c’è molto samba, molto choro e rock’n’roll
un giorno piove, l’alto batte il sole
ma ciò che voglio dirti
è che qui la situazione è nera

Quante smorfie per ingoiare questi traffici
perché stiamo mangiando tanti rospi
e ci amiamo benché senza affetto (3)
nessuno ne può più di questa vita

Caro amico volevo proprio scriverti
ma la posta è divenuta sospettosa (4)
se permetti, provo a inviarti
notizie fresche con questo disco

Qui da noi si gioca a calcio
c’è molto samba, molto choro e rock’n’roll
un giorno piove, l’alto batte il sole
ma ciò che voglio dirti
è che qui la situazione è nera

Marieta ma un bacio ai tuoi
un bacio alla famiglia, alla Cecília e ai bambini
pure Francis ne approfitta per mandare i suoi saluti
a tutti quanti
addio” (5)

(Traduzione a cura di Giuliano Lotti)

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Note.

(1) Questo verso contiene un gioco di parole basato sul verbo “tomar” (il cui complemento sottinteso è “sotterfugi”), che ha per significato principale “prendere”. Esprime quindi il senso di “dobbiamo prendere” ossia “fare per forza” questi sotterfugi”. Però “tomar“, usato senza complemento, significa anche “bere alcolici” (es. “ele toma demais“, ossia “egli beve troppo”). Ne risulta che la gente “vai tomando“, ossia “beve [alcolici]”, anche senza bere la cachaça, che in Brasile è l’alcolico per antonomasia. L’utilizzo dell’ambiguità semantica di un verbo al fine di causare straniamento, è una delle tipiche magie lessicali dell’autore che ne testimoniano il virtuosismo.

(2) Ancora un gioco di parole simile al precedente: in portoghese il verbo “fumar” assume anche il significato figurato di “infuriarsi”. Ne risulta che “fumiamo anche senza sigarette” è sensato perché all’azione del fumare si sovrappone, sostituendolo, il concetto di infuriarsi.

(3) Non sono le persone che si amano a mancare di affetto, ma è la vita quotidiana, resa tetra e carica d’astio dalla dittatura militare.

(4) Siamo nel periodo del regime militare, la censura vigilava sui media, e anche il servizio postale era “divenuto sospettoso” riguardo l’autore, che dopo alcune traversie dovette espatriare.

(5) Mentre in italiano addio è il saluto per un commiato che si considera definitivo, in portoghese “Adeus” può venire usato al posto del ciao per evidenziare la tristezza causata dal distacco.

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Chico Buarque, Meu caro amigo – 4:22
(Chico Buarque, Francis Hime)
Album: Meus caros amigos (1976)

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Riferimenti.

Meu caro amigo” è una delle numerose canzoni di protesta, scritte da Chico Buarque contro il regime militare instaurato in Brasile dopo il colpo di Stato del 1964. È una lettera in formato musicale, dedicata al grande drammaturgo brasiliano Augusto Boal, di cui l’autore è amico e collaboratore, che all’epoca si trovava in esilio a Lisbona. Anche Chico Buarque dovette espatriare, e nel 1969 si stabilì in Italia. Qui divenne amico di Lucio Dalla, di cui viene spontaneo ricordare la celebre “L’anno che verrà“, affine a “Meu caro amigo“, che fu pubblicata nel 1978, due anni dopo la versione di Chico Buarque. Il choro che viene citato nel testo, è un genere musicale popolare, originario di Rio de Janeiro, a cui appartiene la stessa “Meu caro amigo“, i cui strumenti tipici sono la chitarra, il flauto e il cavaquinho, una sorta di minuscola chitarra a 4 corde.

(Giuliano Lotti, 10 giugno 2014)

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