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“Ti en glicea tu si nifta ti en oria
c’evò e plonno penseonta se sena
c’ettu – ‘mpì’s ti fenestra – ssu agapimu
tis kardia – mmu su nifto ti ppena.

Evò panta se sena penseo
jatì sena, fisxi – mmu ‘gapò
ce pu pao pu sirno pu steo
‘s ti kardia panta sena vastò.

Evò panta se sena penseo
jatì sena, fisxi – mmu ‘gapò
ce pu pao pu sirno pu steo
‘s ti kardia panta sena vastò.

Kalì nifta se finno ce pao
plaia ‘su ti ‘vo pirta prikò
ma pu pao pu sirno pu steo
‘sti kardìa pu panta sena vastò.

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Traduzione.

“Come è dolce questa notte, come è bella
non dormo pensando a te
dietro alla tua finestra, mio amore
ti apro le pene del mio cuore.

Sempre a te penso
perché te, anima mia, amo
ovunque vada, fugga o sia
è te che porto nel cuore.

Sempre a te penso
perché te, anima mia, amo
ovunque vada, fugga o sia
è te che porto nel cuore.

Buonanotte, ti lascio e fuggo via
dormi tu che io triste parto
ma ovunque vada, fugga o sia
ti porterò sempre nel mio cuore”.

(Traduzione a cura di Flavio Poltronieri)

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Traduzione in inglese.

“How sweet is this night, how beautiful
and I can’t sleep thinking about you
and here in front of your window, my love
I show you the pain of my heart

I always think about you
because I love you, my soul
and everywhere I’ll go, wander and stay
I’ll always take you in my heart

and yet you never loved me, my beauty
and even you had mercy of me
you never opened your beautiful lips
to tell me sweet love words

Stars from up there look at me
and whisper in secret with the moon
and laugh and say me: “to the wind
you throw the songs, they’re lost”

Goodnight! I leave you and flee away
sleep I go away sad
but everywhere I’ll go, wander and stay
I’ll always take you in my heart”.

(Traduzione a cura di Flavio Poltronieri)

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Kalì nifta (Καληνύχτα) – 4:03
(Arrangiamento di Daniele Sepe)
Album: Trasmigrazioni (1996) (AA.VV.)

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Note del traduttore.

La canzone erroneamente è spesso considerata tradizionale della Grecia salentina (che è un’isola linguistica ellenofona in provincia di Lecce, nella Puglia meridionale e consiste attualmente in nove comuni in cui si parla un dialetto neo-greco noto come grecanico). Invece è stata composta in griko antico da Vito Domenico Palumbo (1856-1918), nativo di Calimera e la versione originale reca il titolo di Matinata. Nel testo non sono presenti i famosissimi ritornelli “larilò larilò lalleru…” Questa è la versione proposta nel cd “Trasmigrazioni” edito dal Manifesto nel 1996 e arrangiata da Daniele Sepe, ma ne esistono innumerevoli altre, anche in forma di taranta.

Ho trovato anche due quartine non eseguite in questa versione:

Eppure tu non mi hai mai amato, bella
né mai avesti pietà di me
mai apristi le tue belle labbra
per dirmi dolci parole d’amore!

T’asteràcia pu panu me vlèpune
Ce m’o fengo krifizzu nnomèna
Ce jelù ce mu lèune: ‘ston ànemo
Ta traùdia pelìs, i’chamena.

Le stelle mi guardano dal lassù
e in segreto sussurrano alla luna
ridono e mi dicono: al vento
sono perdute le tue canzoni”.

(Flavio Poltronieri, 17 giugno 2014)

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