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“Sì, questa sera è festa grande
noi scendiamo in pista subito
e se vuoi divertirti vieni qua
ti terremo tra di noi e ballerai

Finché vedrai
sventolar bandiera gialla
tu saprai che qui si balla
ed il tempo volerà

Saprai quando
c’è bandiera gialla
che la gioventù è bella
e il tuo cuore batterà

Sai quelli che non ci voglion bene
è perché non si ricordano
di esser stati ragazzi giovani
e di aver avuto già la nostra età

Finché vedrai
sventolar bandiera gialla
tu saprai che qui si balla
ed il tempo volerà


Saprai quando c’è
bandiera gialla
che la gioventù è bella
e il tuo cuore batterà

Finché vedrai
sventolar bandiera gialla
tu saprai che qui si balla
ed il tempo volerà

Saprai quando c’è
bandiera gialla
che la gioventù è bella
e il tuo cuore batterà

Siamo noi siamo noi
bandiera gialla
vieni qui che qui si balla
vieni qui che qui si balla
siamo noi bandiera gialla”.

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Gianni Pettenati, Bandiera gialla – 2:28
(Steve Duboff, Artie Kornfeld, Alberto Testa, Nisa)
Album: Gianni Pettenati (1968)
Singolo: “Bandiera gialla / Se mi vuoi così” (1966, Fonit Cetra, SP 1317)
Singolo: “Bandiera gialla / Bandiera gialla (strumentale)” (1983, ZYX Rec, M 512)

Cover del brano The Pied Piper di Crispian St. Peters (1966), scritto da Steve Duboff e Artie Kornfeld.

Brano inserito nella colonna sonora della miniserie televisiva Pietro Mennea – La freccia del Sud (2015), diretto da Ricky Tognazzi, con Michele Riondino, Elena Radonicich, Gianmarco Tognazzi e Lunetta Savino.

Brano inserito nella colonna sonora del film I ragazzi di Bandiera Gialla (1967), diretto da Mariano Laurenti, con Gianni Pettenati e Marisa Sannia.

Brano inserito nella rassegna Colonne Sonore di InfinitiTesti.

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Citazioni.

“Nel 1966 Gianni Pettenati incide Bandiera gialla (versione italiana di The Pied Piper di Artie Kornfeld e Steve Duboff, testo italiano di Alberto Testa e Nisa): “Bandiera gialla all’inizio non mi piaceva, perché era una canzoncina, io ero abituato a cantare su tre ottave e mezzo, invece Bandiera gialla aveva un paio di note… Ovviamente non mi diede inizialmente grandi soddisfazioni, fu un grandissimo successo sì, e quindi l’ho accettata di buon cuore, però dire che l’abbia follemente amata non è la verità”.
Il testo italiano è ispirato alla trasmissione radiofonica Bandiera Gialla condotta da Gianni Boncompagni e Renzo Arbore in onda il sabato pomeriggio alle 17,40 e preregistrato nei giorni precedenti negli studi Rai di via Asiago a Roma. Lo slogan di apertura della trasmissione era: “vietato a tutti i maggiori degli anni 18, questo programma è rigorosamente riservato ai giovanissimi…” La trasmissione, ideata da Luciano Rispoli e Maurizio Costanzo, andò in onda dal 1965 al 1970, la prima ideazione del programma fu di Boncompagni, che propose il titolo Sound (“suono” in inglese), richiamando le origini angloamericane della musica giovane allora all’avanguardia. La dirigenza RAI cambiò il titolo in Bandiera gialla collegando tali generi musicali, all’epoca ancora pressoché banditi dalla radio italiana, al simbolo della quarantena per epidemia, appunto la bandiera gialla. Ogni puntata presentava quattro gruppi di tre canzoni pubblicate di recente o ancora inedite sul mercato italiano, che venivano votate da un pubblico di ragazzi tramite delle bandierine gialle. Il brano che in ciascuna terna otteneva più voti entrava tra i finalisti, e il vincitore assoluto tra i quattro finalisti veniva proclamato Disco giallo. Il pubblico era una giuria di quaranta minorenni, di cui i tre quarti ospiti fissi, selezionati fra i frequentatori del Piper Club e alcuni figli di dirigenti RAI, e i rimanenti scelti di volta in volta tra gli aspiranti che si presentavano agli studi. Era un pubblico selezionato perché non si trattava solo di spettatori passivi, ma protagonisti essi stessi dell’animazione, gridando, cantando, e sebbene fosse solo un programma radiofonico, abbigliandosi alla moda beat e ballando. Alcuni dei ragazzi erano anche personaggi noti o lo divennero successivamente: Mita Medici, Giuliana Valci, Renato Zero, Giancarlo Magalli, Valeria Ciangottini, Donatella Turri e, appunto, Gianni Pettenati, che, in gara nel 1966 con questo brano, ottiene la sua consacrazione. La sigla originaria, T-Bird, era eseguita da Rocky Roberts accompagnato dal suo gruppo, gli Airedales (il brano è stato poi inciso anche in cover dai New Dada di Maurizio Arcieri). Gli ascolti radiofonici vanno a gonfie vele e Bandiera gialla diventa marchio di qualità: nei negozi di dischi per la prima volta appare sul alcuni 45 giri una bandierina che certifica la vittoria settimanale ottenuta da quella canzone durante la trasmissione radiofonica assurta, nel frattempo, a tempio della nuova musica nazionale ed internazionale. Bandiera gialla è stato un successo internazionale, ha venduto oltre 10 milioni di copie, questo nome è stato scelto per una discoteca di Rimini, per l’omonimo album di Ivan Cattaneo e per una trasmissione televisiva di Red Ronnie.
Bandiera Gialla ispira anche un film del 1967 I ragazzi di Bandiera Gialla, musicarello diretto dal regista cinematografico Mariano Laurenti con Gianni Pettenati, Marisa Sannia, Fabrizio Moroni, Renata Pacini, Mario Mattoli (il regista appare come comparsa nei panni di un ufficiale medico), Riccardo Garrone, Flora Lillo, Patty Pravo, Rocky Roberts, Airedales, Toni Ucci, Anna Campori, Teodoro Agrimi, Franco Morici, Gianni Boncompagni, Ricky Shayne, Lucio Dalla, Gian Pieretti, Claudio Trionfi, The Primitives, The Sorrows, Gli Idoli, Renato Zero, Equipe 84.
Bandiera gialla incisa sempre nel 1966 da Patty Pravo (brano marchio della famosa discoteca Piper di Roma), è ancora oggi tra i brani musicali italiani più venduti e graditi dal grande pubblico, è il maggiore successo di Pettenati ed è nell’immaginario collettivo, è una delle hit degli anni ’60, quella che maggiormente si identifica nel decennio del boom economico italiano, Bandiera gialla è un brano cult degli anni ’60, una canzone ancora oggi tra i brani musicali italiani più venduti e graditi dal grande pubblico, quella con cui è identificato ancora oggi Pettenati che non riuscirà più a ripetere tale exploit”.

(da Storiaradiotv.it)

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