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“There’s a place out on the edge of town sir
risin’ above the factories and the fields
now ever since I was a child
I can remember that mansion on the hill

In the day you can see the children playing
on the road that leads to those gates of hardened steel
steel gates that completely surround sir
the mansion on the hill

At night my daddy’d take me and we’d ride
through the streets of a town so silent and still
park on a back road along the highway side
look up at that mansion on the hill

In the summer all the lights would shine
there’d be music playin’ people laughin’ all the time
me and my sister we’d hide out in the tall corn fields
sit and listen to the mansion on the hill

Tonight down here in Linden Town
I watch the cars rushin’ by home from the mill
there’s a beautiful full moon rising
above the mansion on the hill”.


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Traduzione.

“C’è un posto appena fuori città signore
che si erge sopra le fabbriche e i campi
fin da quando ero un bambino
posso ricordare quella casa sulla collina

Di giorno vedevi i bambini giocare
sulla strada che porta a quei cancelli di duro ferro
cancelli di ferro che circondano completamente
la casa sulla collina

Di notte mio padre mi prendeva
e facevamo un giro attraverso le strade
di una città così silenziosa e immobile
parcheggiava in una strada secondaria accanto all’autostrada
e guardavamo quella casa sulla collina

D’estate tutte le luci avrebbero brillato
e la musica avrebbe suonato
e la gente avrebbe riso tutto il tempo
io e mia sorella ci saremmo nascosti nei campi di grano alto
seduti e attenti a quella casa sulla collina

Stanotte qui giù in Linden Town (1)
io guardo le macchine sfrecciare dalla fabbrica verso casa
c’è una meravigliosa luna piena
che splende sopra la casa sulla collina”.

(Traduzione a cura di Francesco Komd)

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Note.

(1) Linden Town è nel New Jersey, sulla New Jersey Turnpike. Gli operai che tornano a casa potrebbero uscire dallo stabilimento di assemblaggio della General Motors oppure dalla raffineria della Phillips Bayway. (cit. Leonardo Colombati)

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Bruce Springsteen, Mansion on the hill – 4:08
(Bruce Springsteen)
Album: Nebraska (1982)

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Citazioni.

“In Mansion on the hill Springsteen ricorda di quando suo padre lo portava fino alle “cancellate d’acciaio” della “villa sulla collina”, dove “d’estate, tutte le luci erano accese” e “c’era musica e gente che rideva”. Una villa che è facile leggere come metafora della realizzazione del sogno americano, uno status sociale che gli Springsteen potevano solo invidiare. In un saggio del 1983 su “Commonweal”, Frank McConnell ha rilevato in questo brano un’eco della descrizione della villa di Gatsby sulla collina di West Egg e David Wyatt giungerà addirittura a estendere il confronto tra le intere opere di Springsteen e Francis Scott Fitzgerald, analizzando in entrambi la costante presenza della dicotomia sogno/realtà. E’ ancora Springsteen che parla: “Arrivavamo, parcheggiavamo e ci sedevamo. A quel tempo mi sembrava che quel posto fosse così distante e irraggiungibile…”.

(in “Bruce Springsteen – Come un killer sotto il sole“, a cura di Leonardo Colombati, Sironi Editore, 2007, p. 44)

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“La prima canzone scritta per Nebraska è legata anch’essa alla figura paterna e ai ricordi d’infanzia. Durante uno spettacolo allo Shoreline Amphitheatre nel 1986, Springsteen ha raccontato: “Quando ero piccolo, mi capitava di trovarmi in casa con mio padre. Io ero seduto a guardare la televisione, lui entrava e mi diceva: “Verresti a fare un giro in macchina?”. Io rispondevo di sì. Prendevamo l’auto e andavamo a finire regolarmente nello stesso posto, in periferia, davanti a una grande casa bianca. Lui andava sempre là, a quanto ricordo. A quel tempo mi sembrava che quel posto fosse così distante e irraggiungibile. Adesso, quando sogno, certe volte sono fuori e cerco di guardare dentro; certe volte, invece, sono l’uomo che sta all’interno della casa.
La canzone attinge sin dal titolo al brano di Hank Williams A Mansion on the Hill, dove la casa sulla collina è abitata dalla donna che ha lasciato il protagonista dichiarando di poter vivere da sola e senza amore. E’ la tipica “relazione romantica ostacolata dalla differenza di classe”. Anche il testo di Springsteen ha a che fare con il classismo. Nel 1970 Bruce portò la sua ragazza a una riunione di famiglia nella casa di nonno Zerilli, soprannominata la “casa sulla collina”, visibile “tra i gambi di frumento dove il giovane narratore – non invitato – e sua sorella erano soliti ammirare la musica e le luci della villa”. Nonno Antonio “aveva all’attivo tre anni nella marina militare, tre mogli e tre anni a Sing Sing per appropriazione indebita (ma è probabile che si fosse assunto la colpa di un parente). Era finito ad abitare in cima ad un’amena collina verde a Englishtown, nel New Jersey, con i risparmi che aveva messo da parte. […] Da bambino, vedevo quell’umile fattoria come una villa sulla collina, la cittadella del benessere e della cultura”.
Johnny Cash ne ha tratto una cover inserita nell’album tributo Badlands: A Tribute to Bruce Springsteen’s Nebraska (2000)”.

(Leonardo Colombati, Bruce Springsteen – Come un killer sotto il sole, Mondadori, 2018, pp. 508-509)

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