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“Quand’ero piccolo
non stavo mica bene
ero anche magrolino
avevo qualche allucinazione
e quando andavo a cena
nel tinello con il tavolo di noce
ci sedevamo tutti
e facevamo il segno della croce

Dopo un po’ che li guardavo
mi si trasformavano
i gesti preparati degli attori
attori consumati che dicono la battuta
e ascoltano l’effetto
ed io ero lì come una comparsa
vivevo la commedia, anzi no la farsa
e chissà perché durante
questa allucinazione
mi veniva sempre in mente
una stranissima canzone

I borghesi son tutti dei porci
più sono grassi più sono lerci
più son lerci e più c’hanno i milioni
i borghesi son tutti…

Quand’ero piccolo
non stavo mica bene
ero anche molto magro
avevo sempre qualche allucinazione
e quando andavo a scuola
mi ricordo di quel vecchio professore
bravissima persona
che parlava in latino ore e ore

Dopo un po’ che lo guardavo
mi si trasformava, sì
la bocca si chiudeva stretta
lo sguardo si bloccava
il colore scompariva
fermo immobile, di pietra, sì
tutto di pietra e io vedevo già
il suo busto davanti ad un’aiuola
con su scritto Professor Malipiero
una vita per la scuola
e chissà perché anche
durante questa allucinazione
mi veniva sempre in mente
una stranissima canzone


I borghesi son tutti dei porci
più sono grassi più sono lerci
più son lerci e più c’hanno i milioni
i borghesi son tutti…

Adesso che son grande
ringrazio il Signore
mi è passato ogni disturbo
senza bisogno neanche del dottore
non sono più ammalato
non capisco cosa mi abbia fatto bene
sono anche un po’ ingrassato
non ho più avuto neanche un’allucinazione

Mio figlio, mio figlio
mi preoccupa un po’
è così magro e poi ha sempre
delle strani allucinazioni
ogni tanto viene lì
mi guarda e canta
canta un canzone stranissima
che io non ho mai sentito

I borghesi son tutti dei porci
più sono grassi e più sono lerci
più son lerci e più c’hanno i milioni
i borghesi son tutti…
mah!”.

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Giorgio Gaber, I borghesi – 4:22
(Giorgio Gaber)
Album: I borghesi (1971)
Album: “Dialogo tra un impegnato e un non so” (1972)

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Citazioni.

“Nelle note del disco le canzoni sono tutte attribuite a Giorgio Gaber (nella ristampa in CD invece alla coppia Gaber – Luporini), tranne Che bella gente, cover di una canzone di Jacques Brel, Ces gens-là, con il testo italiano scritto da Herbert Pagani, e L’uomo sfera, testo di Giuseppe Tarozzi e musica di Gaber. In realtà almeno altri due brani dei Borghesi sono esplicite citazioni di altrettanti successi di Brel (anche se i testi si discostano un poco dai modelli): I borghesi riprende apertamente Les bourgeois, mentre L’amico è costruita sulla melodia di Jef“.

(Wikipedia, voce I borghesi)

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