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“Benvenuto il luogo dove
dove tutto è ironia
il luogo dove c’è la vita
e i vari tipi di allegria
dove si nasce
dove si vive sorridendo
dove si soffre senza dar
la colpa al mondo

Benvenuto il luogo delle confusioni
dove i conti non tornano mai
ma non si ha paura delle contraddizioni
dove esiste il caos
ma non come condanna
dove si ride per come è
strana la donna

Benvenuto il luogo dove
il futuro è sempre più precario
benvenuta l’incertezza
di un luogo poco serio
dove esiste ancora
qualche antica forma di allergia
benvenuta l’intolleranza
benvenuta la pazzia

Benvenuto il luogo dove
si crede a tutto
e non si crede affatto
dove sorge la città
delle madri dal corpo perfetto
benvenuta la donna che riflette
tutto su se stessa
benvenuto il luogo
dove tanta gente insieme
non fa massa

Benvenuto il luogo dove
se un tuo pensiero trova compagnia
probabilmente è già il momento
di cambiare idea
il luogo dove l’estetica è importante
e poi malgrado l’ignoranza
tutto è intelligente


Benvenuto il luogo dove
non si prende niente sul serio
dove il rito è superato ma necessario
dove fascismo e comunismo sono vecchi
soprannomi per anziani
dove neanche gli indovini
pensano al domani

Benvenuto il luogo dove
tutto è calcolato
e non funziona niente
e per mettersi d’accordo
si ruba onestamente
dove non c’è un grande
amore per lo Stato
ci si crede poco
e il gusto di sentirsi soli
è così antico

Benvenuto il luogo dove
forse per caso
o forse per fortuna
sembra che muoia
e poi non muore mai
nemmeno la Laguna
dove tutto è melodramma
con un po’ di indignazione
dove diventano leggere
anche le basi americane

Benvenuto il luogo
lungo e stretto con attorno
il mare pieno di regioni
come dovrebbero essere
tutte le nazioni
un luogo pieno di dialetti strani
di sentimenti quasi sconosciuti
dove i poeti
sono nati tutti a Recanati

Benvenuto il luogo dove
dove tutto è ironia
il luogo dove c’è la vita
e i vari tipi di allegria
magari un po’ per non morire
un po’ per celia
il luogo caso strano
sembra proprio l’Italia”.

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Giorgio Gaber, Benvenuto il luogo dove – 5:48
(Giorgio Gaber, Sandro Luporini)
Album: Gaber (1984)
Album: Io se fossi Gaber (1985)

Brano inserito nella rassegna I luoghi del cuore di InfinitiTesti.

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