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“The world is treating me bad, misery.

I’m the kind of guy
who never used to cry
the world is treatin’ me bad, misery!

I’ve lost her now for sure
I won’t see her no more
it’s gonna be a drag, misery!

I’ll remember all the little things we’ve done
can’t she see she’ll always be
the only one, only one.

Send her back to me
‘cause everyone can see
without her I will be in misery

I’ll remember all the little things we’ve done
she’ll remember and she’ll miss her
only one, lonely one.

Send her back to me
‘cause everyone can see
without her I will be in misery
in misery, my misery”.

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Traduzione.

“Il mondo mi tratta male, infelicità

Io sono il tipo di persona
che non piange facilmente
il mondo mi tratta male, infelicità

Ormai l’ho sicuramente perduta
non potrò vederla mai più
sarà difficile senza di lei, infelicità

Ricorderò sempre tutte
le piccole cose che abbiamo fatto
come può non capire che sarà
sempre l’unica, l’unica

Riportatela da me
perché chiunque lo può capire
senza di lei io sarò sempre infelice

Ricorderò sempre tutte
le piccole cose che abbiamo fatto
anche lei ricorderà e sentirà la mancanza
del suo solo triste amore

Riportatela da me
perché chiunque lo può capire
senza di lei io sarò sempre infelice
oh, oh nell’infelicità, la mia infelicità”.

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Beatles, Misery – 1:50
(John Lennon, Paul McCartney)
Album: Please please me (1963)

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Citazioni.

“Questo assaggio di romantico vittimismo (“The world is treating me bad, misery” è il significativo verso d’apertura) è per gran parte opera di John Lennon e, come ricorda Tony Bradwell (che al tempo lavorava per Brian Epstein), al resto contribuirono – oltre a Paul – Allan Clarke e Graham Nash, componenti degli Hollies.
Una volta composta, la canzone venne proposta alla sedicenne Helen Shapiro – detta “Vocione” per via della profondità della voce –, che già due anni prima con Please Don’t Treat Me Like a Child era entrata nella Top Ten e con cui i Beatles avrebbero suonato dal vivo come gruppo di spalla nel febbraio successivo. Ma a causa di un equivoco, l’offerta di Misery fu respinta e se ne appropriò il cantante Kenny Lynch che la registrò, pur senza ottenere grande successo. Lynch sarà ricordato come il primo artista fuori dalla cerchia dei Beatles a incidere una canzone scritta dal duo Lennon-McCartney. Registrata dal quartetto su undici nastri l’11 febbraio, fu terminata con una sovraincisione effettuata il 20 dello stesso mese, data in cui George Martin suonò una sezione di pianoforte”.

(Wikipedia, voce Please Please Me (album))

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“Il discreto successo del singolo Love Me Do era stato molto importante per i Beatles anche perché essi si erano imposti per incidere un brano di loro composizione, mentre George Martin spingeva per far loro registrare un brano composto da un autore professionista, How Do You Do It di Mitch Murray. Confortati da questo risultato, i Fab Four ebbero vita facile ad imporre ancora canzoni originali per il loro secondo singolo; tuttavia, la loro carenza di materiale originale restava piuttosto seria, come dimostra il fatto che come lato B di Please Please Me fu scelta una canzone (Ask Me Why) vecchia di un anno e che era già stata lasciata fuori dal primo singolo del gruppo.
Una scorciatoia per la loro consacrazione come autori era quella di far interpretare un loro brano ad un artista più affermato di loro; l’occasione si presentò nel gennaio del 1963, quando i Beatles, appena pubblicato il singolo Please Please Me, condivisero un tour con Helen Shapiro ed altri artisti. Helen Shapiro, allora 16enne, godeva di una forte notorietà in Gran Bretagna grazie anche al fatto di essere stata (a 14 anni e 316 giorni) la più giovane cantante ad aver mai raggiunto la vetta delle classifiche con il singolo You Don’t Know.
I Beatles, che avevano stabilito un buon rapporto con la Shapiro, decisero di scrivere una canzone apposta per lei, e il risultato fu Misery. Sfortunatamente, la canzone non era quel che si dice un capolavoro, e lo staff di Helen rifiutò la canzone. Ciò non impedì comunque a Misery di diventare la prima canzone dei Beatles ad essere interpretata da un altro artista, Kenny Linch (o, se si preferisce, Kenny Linch fu il primo artista a registrare una cover dei Beatles), anch’egli in tour con i Beatles ed Helen Shapiro. La versione di Linch non ottenne comunque risultati di classifica.
Registrata “tanto per far numero” sull’album Please Please Me, la versione dei Beatles è affrontata con evidente mancanza di convinzione, e l’elemento più efficace è senz’altro la sua brevità, che permette di considerare la canzone poco più di uno scherzo autoironico. Con la sua strofa palesemente lennoniana e la sezione a contrasto forse scritta da McCartney, con il suo rifugiarsi nei luoghi comuni del doo-wop (come i la-la-la finali) e le sue caserecce armonizzazioni vocali, Misery è interessante soprattutto come esempio di scrittura non ancora matura dei Beatles; e con i buffi interventi di pianoforte di George Martin – che sembrano aggiunti proprio a ribadire che non si vuole prendere sul serio l’infelicità espressa nel titolo – fu anche la prima canzone dei Beatles ad includere il contributo esecutivo di un musicista esterno al gruppo”.

(Recensione su Welcome to Pepperland)

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