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“When I get to the bottom
I go back to the top of the slide
where I stop and turn and I go for a ride
till I get to the bottom and I see you again
yeah, yeah, yeah
do you don’t you want me to love you
I’m coming down fast but I’m miles above you
tell me tell me come on tell me the answer
you may be a lover but you ain’t no dancer

Helter skelter
helter skelter
helter skelter, yeah

Will you, won’t you want me to make you
I’m coming down fast but don’t let me break you
tell me tell me tell me the answer
you may be a lover but you ain’t no dancer

Look out, helter skelter
helter skelter
helter skelter, yeah
look out cause here she comes

When I get to the bottom
I go back to the top of the slide
where I stop and I turn and I go for a ride
till I get to the bottom and I see you again
yeah, yeah, yeah

Well do you, don’t you want me to make you
I’m coming down fast but don’t let me break you
tell me tell me tell me the answer
you may be a lover but you ain’t no dancer

Look out, helter skelter
helter skelter
helter skelter
look out, helter Skelter
she’s coming down fast
yes she is, yes she is
coming down fast…”

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Traduzione.

“Quando arrivo in fondo
torno in cima allo scivolo
dove mi fermo e mi volto
e parto per un giro
finché non arrivo in fondo
e ti vedo di nuovo
sì, sì, sì
vuoi o non vuoi che ti ami?

Mi precipito giù
ma sono miglia sopra di te
Dimmi dimmi dimmi
avanti dimmi la risposta
forse sai amare ma non sai ballare

Scivolo a spirale, scivolo a spirale
scivolo a spirale, sì

Bene vuoi o non vuoi
che te lo faccia fare
mi precipito giù
ma non lasciare che ti spezzi
dimmi dimmi dimmi
avanti dimmi la risposta
forse sai amare ma non sai ballare

Attenzione, scivolo a spirale
scivolo a spirale
scivolo a spirale
attenzione perché lei sta arrivando

Quando arrivo in fondo
torno in cima allo scivolo
dove mi fermo e mi volto
e parto per un giro
finché non arrivo in fondo
e ti vedo di nuovo
sì, sì, sì

Bene vuoi o non vuoi
che te lo faccia fare
mi precipito giù
ma non lasciare che ti spezzi
Dimmi dimmi dimmi
avanti dimmi la risposta
forse sai amare ma non sai ballare

Attenzione, scivolo a spirale
scivolo a spirale
scivolo a spirale
attenzione, scivolo a spirale
lei sta precipitando giù
sì, è così, sì, è così
precipitando giù…”.

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Beatles, Helter Skelter – 4:29
(John Lennon, Paul McCartney)
Album: The Beatles (”The White Album”) (1968)

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Citazioni.

Helter Skelter è un brano musicale dei Beatles. La canzone fu scritta interamente da Paul McCartney (sebbene porti anche la firma di John Lennon, secondo la convenzione che i due autori rispettarono sempre). Il brano apparve nell’album The Beatles del 1968, noto come White Album (“album bianco”). Essendo stato un tentativo volontario di creare un brano il più sporco e pesante possibile da parte di McCartney, è nota per essere stata un punto chiave nello sviluppo dell’heavy metal, che in essa incluse elementi che si sarebbero sviluppati solo nei decenni successivi, come ad esempio le parti vocali urlate, la chitarra estremamente distorta o il basso dal suono crudo e potente di Lennon. Del brano sono state realizzate numerosissime cover, incluse quelle dei Mötley Crüe, Oasis, U2, Aerosmith e Siouxsie and the Banshees. L’espressione inglese helter skelter indica i grandi scivoli di forma elicoidale dei luna park.
Si tratta di un brano particolarmente insolito per lo stile abituale del quartetto di Liverpool, una traccia violenta, rumorosa e decisamente “hard” rispetto agli standard dell’epoca e dei Beatles stessi. McCartney sostenne di aver avuto l’idea per comporre la canzone leggendo una recensione di un singolo dei The Who, I Can See for Miles, descritto come la canzone “più cattiva e selvaggia mai registrata”, con chitarre distorte, riverberi e voci urlate. La canzone si apre bruscamente con un riff ripetuto di chitarra elettrica molto distorta. Poi inizia la parte vocale di McCartney, aggressiva e a tratti urlata, a cui si unisce, al primo refrain, il resto della strumentazione.
Paul McCartney raccontò di aver tratto ispirazione dalla lettura di un articolo presente su un numero del 1967 della rivista Guitar Player dove c’era un’intervista a Pete Townshend degli Who nella quale egli descriveva l’ultimo singolo della band, I Can See for Miles, come la canzone più rumorosa, selvaggia, e sporca mai registrata. Spinto dalla competizione insita nelle parole di Townshend, McCartney scrisse Helter Skelter con in mente di farne un brano ancora più “duro”. Per il titolo, Paul sfruttò l’ambiguità del termine “helter skelter”, che in lingua inglese può significare sia una “confusione disordinata” sia lo scivolo elicoidale presente nei luna park.
Durante le registrazioni del 18 luglio 1968, fu eseguita una lunga versione della canzone di 27 minuti e 11 secondi ad oggi ancora totalmente inedita. Questa prima versione era piuttosto lenta ed ipnotica, abbastanza “psichedelica”. Di un’altra versione lunga circa 12 minuti incisa nella stessa giornata, è stato ricavato un estratto di 4:37 per l’Anthology 3. La versione poi finita nell’album, registrata il 9 settembre, è il frutto di diciotto versioni di circa cinque minuti ciascuna, e l’ultima fu quella che venne poi scelta. Alla fine dell’esecuzione, Ringo Starr scagliò via le bacchette della batteria, gridando: «I’ve got blisters on my fingers!» (Ho le vesciche alle dita!), esclamazione che fu lasciata nella versione definitiva del brano. La versione mono (originariamente solo sull’LP originale), più corta di circa un minuto, termina alla prima dissolvenza senza la frase finale di Ringo. Inizialmente questa versione mono non fu disponibile negli Stati Uniti poiché gli album registrati in mono erano stati messi fuori commercio. Verso la fine del brano, durante il fade in, si sentono gli assolo di sassofono e di tromba suonati rispettivamente da John Lennon e da Mal Evans, passaggi musicali caotici dato che nessuno dei due sapeva suonare lo strumento. Secondo quanto riferito dal produttore Chris Thomas, presente in studio all’epoca, la sessione del 18 luglio fu particolarmente movimentata: «Mentre Paul stava incidendo la sua parte vocale, George Harrison diede fuoco a un portacenere, se lo mise sulla testa, e corse in giro per lo studio».
Data la sua particolarità nel repertorio dei Beatles e l’indubbio fascino che ne deriva, la canzone è stata reinterpretata da molti artisti nel corso degli anni e celebrata dai critici, incluso Richie Unterberger di Allmusic. Unterberger definì la composizione “uno dei brani rock più feroci e brutali mai realizzati da chiunque” e “straordinaria”. Ian MacDonald fu invece critico verso il brano, definendolo “ridicolo, con McCartney che urlacchia poco convinto contro un muro di feedback”. Il musicologo Alan W. Pollack disse che la canzone avrebbe “spaventato ed inquietato” gli ascoltatori, citando “l’ossessiva natura” e la violenza latente insita in Helter Skelter. Nel corso di un’intervista del 1980, a proposito di Helter Skelter, John Lennon disse: «Quella è Paul completamente… Non ha nulla a che fare con nulla, e men che mai ha che fare con “me”». Il brano è stato inserito alla posizione numero 52 nella lista delle “100 migliori canzoni dei Beatles” della rivista Rolling Stone. Nel marzo 2005, la rivista Q ha classificato Helter Skelter alla posizione numero 5 della sua lista delle “100 Greatest Guitar Tracks”.

Questo brano è anche tristemente noto per il massacro compiuto dalla banda di Charles Manson nella villa del regista Roman Polanski, dove persero la vita sua moglie, Sharon Tate, incinta di otto mesi, ed alcuni invitati. Manson ascoltò questa canzone, e le altre del White Album, e le interpretò come un monito dell’avvicinarsi della guerra di razze. Vide i Beatles come i Quattro Angeli dell’Apocalisse, menzionati nel libro Rivelazione del Nuovo Testamento, e credette che le loro canzoni dicessero a lui e ai suoi seguaci di prepararsi («Look out! cos’ here she comes!»). Manson chiamò questa guerra da lui menzionata proprio “Helter Skelter“. Le parole “HEALTER SKELTER” furono scritte con il sangue di Tate in varie stanze della villa di Polanski. Queste parole vennero inoltre ritrovate in altre case in cui la “famiglia” (il nome della banda di Manson) aveva compiuto stragi”.

(Wikipedia, voce Helter Skelter (The Beatles))

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