King Crimson – I talk to the wind (testo)

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“Said the straight man to the late man
where have you been
I’ve been here and I’ve been there
and I’ve been in between.

I talk to the wind
my words are all carried away
I talk to the wind
the wind does not hear
the wind cannot hear.

I’m on the outside looking inside
what do I see
much confusion, disillusion
all around me.

You don’t possess me
don’t impress me
just upset my mind
can’t instruct me or conduct me
just use up my time

I talk to the wind
my words are all carried away
I talk to the wind
the wind does not hear
the wind cannot hear”.


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King Crimson, I talk to the wind – 6:05
(Ian McDonald, Peter Sinfield)
Album: In the Court of the Crimson King (1969)

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Significato e citazioni.

“Terminata la cacofonia del brano precedente, immediato è il contrasto con I Talk to the Wind, che invece è una canzone dolce e tranquilla; il brano è una delicata ballad, a tratti cantata a due voci, e punteggiata dagli interventi del flauto di Ian McDonald, il quale resta in primo piano anche lungo tutta la coda strumentale. Sulla dissolvenza di quest’ultima s’innestano, senza soluzione di continuità, i timpani che introducono il terzo e ultimo brano del lato A. Le parole probabilmente, considerando l’epoca, sono il discorso di un giovane hippie alla società: «you don’t possess me», «can’t instruct me» (“voi non mi possedete”, “non potete istruirmi”). Prima dei King Crimson, il brano era stato registrato già due volte da Giles, Giles & Fripp: una volta cantato da Judy Dyble e l’altra da Peter Giles e Ian McDonald. Entrambe le versioni sono state inserite nel 2001 nell’album The Brondesbury Tapes. Il brano, inoltre, è stato interpretato dal gruppo techno/house degli Opus III nell’album del 1991 Mind Fruit, da Klaus Waldeck nell’album del 2001 The Night Garden, da Judy Dyble nell’album del 2006 The Whorl e da Jordan Rudess nell’album del 2007 The Road Home“.

(Wikipedia, voce In the Court of the Crimson King)

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