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Struttura.

1. Prince Rupert Awakes
2. Bolero: The Peacock’s Tale
3. The Battle of Glass Tears including:
– Dawn Song
– Last Skirmish
– Prince Rupert’s Lament
4. Big Top

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[Prince Rupert Awakes]

“Farewell the temple master’s bells
his kiosk and his black worm seed
courtship solely of his word
with Eden guaranteed
for now Prince Rupert’s tears of glass
make saffron sabbath eyelids bleed
scar the sacred tablet of wax
on which the Lizards feed.


Wake your reason’s hollow vote
wear your blizzard season coat
burn a bridge and burn a boat
stake a Lizard by the throat.

Go Polonius or kneel
the reapers name their harvest dawn
all your tarnished devil’s spoons
will rust beneath our corn
now bears Prince Rupert’s garden roam
across his rain tree shaded lawn
lizard bones become the clay
and there a Swan is born

Wake your reasons’ hollow vote
wear your blizzard season coat
burn a bridge and burn a boat
stake a Lizard by the throat.

Gone soon Piepowder’s moss-weed court
round which upholstered Lizards sold
visions to their leaden flock
of rainbows’ ends and gold
now tales Prince Rupert’s peacock brings
of walls and trumpets thousand fold
prophets chained for burning masks
and reels of dream unrolled…”

[Bolero – The Peacock’s Tale]

(Brano strumentale)

[The Battle Of Glass Tears]

“Night enfolds her cloak of holes
around the river meadow
old moon-light stalks by broken ploughs
hides spokeless wheels in shadow
sentries lean on thorn wood spears
blow on their hands, stare eastwards.

Burnt with dream and taut with fear
dawn’s misty shawl upon them.
three hills apart great armies stir
spit oat and curse as day breaks.
forming lines of horse and steel
by even yards march forward”.

[Big Top]

(Brano strumentale)

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King Crimson, Lizard – 23:15
(Robert Fripp, Peter Sinfield)
Album: Lizard (1970)

Brano inserito nella rassegna Lo zoo di InfinitiTesti – Le canzoni dedicate agli animali.

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Citazioni.

“Il lato B dell’album è ricoperto interamente da Lizard, il pezzo più lungo mai scritto dai King Crimson e unica vera suite della loro carriera, nell’accezione più comune al progressive rock, poiché diviso in numerose sezioni e sottosezioni (negli album precedenti, alcuni titoli ne “includevano” altri senza una netta separazione o successione numerata); il testo narra la storia allegorica del principe Rupert, figura vagamente ispirata al condottiero del ‘600 Rupert del Palatinato nipote di re Giacomo I Stuart. Sinfield colloca il personaggio in un’immaginaria “Battaglia delle lacrime di vetro”, prendendo spunto stavolta dal Brewer’s – dizionario inglese di favolistica e fraseologia arcaica: bolle di vetro ottenute colando vetro fuso in acqua fredda erano chiamate appunto “gocce del Principe Rupert”.
Musicalmente, la suite è una sorta di compendio di stili: spazia dal jazz alla musica classica passando per momenti più vicini al sound degli album precedenti. La sezione d’apertura, Prince Rupert Awakes, è quella in cui compare la voce di Jon Anderson. Il cantato lascia poi il posto a una lunga digressione strumentale intitolata Bolero – The Peacock’s Tale in cui, su un ritmo costante e immutato di bolero (nella variante in 4/4 tipicamente anglosassone) scandito da un rullante si succedono, senza soluzione di continuità: un assolo di tromba, un tema lirico eseguito da Robin Miller all’oboe (palesemente ispirato alla Sonata per flauto e pianoforte in Re maggiore op. 94 di Sergej Prokof’ev), una variazione blues/jazz sugli accordi del tema con tromba e trombone in bella mostra, un ampliamento in forma sinfonica ed infine la ripresa del tema di oboe che apre verso un finale in crescendo. Dawn Song è la seconda parte cantata della suite (e ultima dell’intero disco), interpretata da Haskell nel tono sommesso che caratterizza tutti i suoi interventi sull’album; a seguire, Last Skirmish vede nuovamente in primo piano il tipico uso “sinfonico” del Mellotron, sia nel registro degli archi che in quello degli ottoni, condurre l’insieme verso una sorta di lungo pedale venato di free-jazz. Infine, Prince Rupert’s Lament, unico vero ‘solo’ di chitarra elettrica di Fripp in tutto l’album, accompagnato soltanto da basso e timpani, chiude la macro-sezione dedicata alla “Battaglia delle lacrime di vetro” rappresentando in musica il corteo funebre del protagonista. La breve coda della suite, Big Top, è un lunatico e bizzarro frammento a tempo di valzer, che richiama l’atmosfera da circo descritta nel brano d’apertura, con ancora il Mellotron a tessere l’armonia (a tratti volutamente dissonante) e un rapido scivolare verso il caos, ottenuto grazie alla progressiva accelerazione della riproduzione del nastro che altera gradualmente la tonalità verso l’alto, mentre il volume d’insieme sfuma rapidamente”.

(Wikipedia, voce Lizard (album))

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Direttore: Arturo Bandini ([email protected])
Responsabile Quality: Alessandro Menegaz ([email protected])
Segretaria di Redazione: Arianna Russo ([email protected])

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