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“Pugni chiusi
non ho più speranze
in me c’è la notte più nera

Occhi spenti
nel buio del mondo
per chi è di pietra
come me

Pugni chiusi
per tutto, per sempre
non ha più ragione la vita

La mia salvezza sei tu
sei l’acqua limpida
per me il sole tiepido
sei tu amore
torna torna qui da me

Pugni chiusi
non ho più speranze
in me c’è la notte più nera


Viene l’alba
e un raggio di sole
disegna il tuo viso per me

Mani giunte
tu sei qui con me
e abbraccio la vita con te”.

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I Ribelli, Pugni chiusi – 2:28
(Gianni Dall’Aglio, Luciano Beretta, Ricky Gianco)
Album: I Ribelli (1968)
Album: I Ribelli Live (1988, live)
Album: I Ribelli cantano Adriano (2008)
Singolo: “Pugni chiusi / La follia” (1967)

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Citazioni.

Pugni chiusi è il titolo di un brano di musica leggera musicato su testo di Luciano Beretta da Ricky Gianco e da Gianni Dall’Aglio, batterista del complesso de I Ribelli. Si tratta del primo disco singolo pubblicato dai Ribelli con la nuova casa discografica, la Dischi Ricordi (SRL 10451). Il 45 giri presentava sul lato B La follia, cover della canzone Friday on My Mind del gruppo australiano Easybeats. Forte dell’interpretazione del suo autore, il brano fu portato ulteriormente al successo – e registrato dalla critica come uno dei migliori di quell’anno – al Cantagiro 1967. Raggiunse in settembre il quindicesimo posto nella classifica dei dischi più venduti. Un estratto della loro esibizione è contenuto nel film La più bella coppia del mondo di Camillo Mastrocinque.
Se la linea melodica del brano – impostata su riff fra la ballata ed il blues – è enfatizzata dalla voce di Demetrio Stratos, al tempo cantante del gruppo, poi passato agli Area, il testo è quello tipico di una canzone d’amore: l’interprete canta l’amore perduto, nel buio della notte è impietrito nel suo dolore, stringendo a forza i pugni per lo sconforto; soltanto il ritorno della persona amata potrà restituirgli la pace perduta togliendolo dalle pene d’amore (la mia salvezza sei tu / sei l’acqua limpida per me / il sole tipiedo sei tu / amore / torna, ritorna qui da me).
L’unico rilievo che venne mosso alla canzone fu quello di scarsa originalità nella linea melodica da blues lento, tanto che a parere di certa critica si poteva affermare di essere davanti a una cover non dichiarata di un altro brano di successo, When a Man Loves a Woman, lanciato qualche tempo prima dal cantante statunitense Percy Sledge. In particolare, il suono suadente dell’organo Hammond – quasi un must nella musica pop degli anni Sessanta – che accompagna l’introduzione pare in effetti ricalcare in maniera decisa tanto armonie quanto ritmica del brano di Sledge. Nello sviluppo del brano, l’architettura musicale si discosta via via dall’originale fino ad assumere una connotazione propria pur mantenendosi vicina come impianto sonoro – tanto come atmosfera quanto in termini di linguaggio espressivo – al modello di Sledge. In realtà, Dall’Aglio (che ha sempre sostenuto di avere composto da sé la musica della canzone) ha poi affermato di essere eventualmente ispirato maggiormente al brano di Ray Charles Georgia On My Mind. Va annotato incidentalmente che una critica analoga verrà mossa l’anno successivo, 1968, ad un brano degli Aphrodite’s Child di Demis Roussos, Rain and Tears, accusato di ricalcare in maniera quasi pedissequa il canone in re composto nel XVII secolo dall’abate e musicista tedesco Johann Pachelbel che tanta fortuna avrebbe poi avuto, anche come semplice sottofondo di accompagnamento di molti spot pubblicitari; in realtà il 45 giri degli Aphrodite’s Child riportava, tra gli autori del brano, lo stesso Pachelbel.
Negli anni seguenti la sua pubblicazione, Pugni chiusi è stata incisa o eseguita in concerto – anche come omaggio alla voce di Stratos – da diversi altri cantanti e gruppi, fra cui I Corvi, Iva Zanicchi, Piero Pelù, i Timoria, i Pooh e Francesco Renga, Gianna Nannini“.

(Wikipedia, voce Pugni chiusi/La follia)

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