Gillian Welch – Wrecking Ball (testo e traduzione)


Testo.

“Look out boys, ‘cause I’m a rollin’ stone
That’s what I was when I first left home
I took every secret that I’d ever known
And headed for the wall
Like a wrecking ball

Started down on the road to sin
Playin’ bass under a pseudonym
The days were rough and it’s all quite dim
But my mind cuts through it all
Like a wrecking ball

Oh, just a little Deadhead
Who is watching, who is watching?
I was just a little Deadhead

I won a dollar on a scholarship
Well, I got tired and let my average slip
Then I’s a farmer in the pogonip
Where the weed that I recall
Was like a wrecking ball

I met a lovesick daughter of the San Joaquin
She showed me colors I’d never seen
Drank the bottom out of my canteen
Then left me in the fall
Like a wrecking ball


Standin’ there, in the morning mist
A Jack and Coke at the end of my wrist
Yes, I remember when first we kissed
Though it was nothing at all
Like a wrecking ball

Oh, just a little Deadhead
Who is watching, who is watching?
I was just a little Deadhead

With too much trouble for me to shake
Oh, the weather and the blindin’ ache
Was ridin’ high until the ’89 quake
Hit the Santa Cruz Garden Mall
Like a wrecking ball”.


Traduzione.

“Fate attenzione ragazzi, perché sono una pietra che rotola
Così ero quando ho lasciato casa la prima volta.
Ho preso ogni segreto che io abbia mai saputo
E ho puntato verso il muro
Come una palla da demolizione.

Ho iniziato lungo la strada del peccato,
Suonando il basso sotto uno pseudonimo
I giorni erano duri ed era tutto piuttosto oscuro
Ma la mia mente riesce a farcela
Come una palla da demolizione.

Oh, solo una piccola fan dei Grateful Dead (1)
Chi sta guardando, chi sta guardando?
Ero solo una piccola fan dei Grateful Dead.

Ho vinto un dollaro con una borsa di studio
Beh, mi sono stancata e ho lasciato che la mia media scivolasse.
Poi sono diventato una contadina nel Pogonip, (2)
Dove l’erba che ricordo
Era come una palla da demolizione.

Ho incontrato una figlia di San Joaquin, malata d’amore (3)
Mi ha mostrato colori che non avevo mai visto.
Ha bevuto fino all’ultima goccia dalla mia borraccia
Poi mi ha lasciato in autunno,
Come una palla da demolizione.

In piedi lì, nella nebbia del mattino
Un Jack and Coke all’estremità del mio polso. (4)
Sì, ricordo quando ci siamo baciati per la prima volta
Anche se non è stato per niente
Come una palla da demolizione.

Oh, solo una piccola fan dei Grateful Dead
Chi sta guardando, chi sta guardando?
Ero solo una piccola fan dei Grateful Dead.

Con troppi problemi da affrontare
Oh, il tempo e il dolore accecante
Stavo andando alla grande fino al terremoto dell’89 (5)
Che ha colpito il Santa Cruz Garden Mall (6)
Come una palla da demolizione”.

(Traduzione a cura di Arturo Bandini)


Note.

(1) Deadhead: “fan dei Grateful Dead” è il significato più diffuso e conosciuto. I “Deadheads” erano noti per la loro devozione alla band, seguendola in tour e creando una vera e propria sottocultura.

(2) Il Pogonip è un’area verde protetta di 640 acri (circa 259 ettari) situata nella città di Santa Cruz, in California. È un parco pubblico gestito dalla città di Santa Cruz, noto per i suoi sentieri escursionistici e ciclabili, i boschi di sequoie, le praterie aperte e la variegata flora e fauna.

(3) Si riferisce quasi certamente alla San Joaquin Valley. parte meridionale della Central Valley della California, una vasta regione agricola situata tra la Catena Costiera e la Sierra Nevada. È una delle aree agricole più produttive al mondo, nota per la coltivazione di uva, cotone, frutta a guscio, ortaggi e altri prodotti.

(4) “Jack and Coke” è un cocktail molto popolare, conosciuto anche come “Jack e Cola”. È un highball, ovvero un cocktail composto da una base alcolica e una bevanda analcolica in quantità maggiore.

(5) Si riferisce al terremoto di Loma Prieta, un forte sisma che ha colpito la California settentrionale il 17 ottobre 1989 alle 17:04 ora locale. Ha avuto una magnitudo di 6.9 sulla scala Richter ed ha causato 63 morti, migliaia di feriti e danni stimati in circa sei miliardi di dollari dell’epoca.

(6) Il Santa Cruz Garden Mall era un centro commerciale all’aperto situato nel centro di Santa Cruz, in California. Era un’area pedonale con negozi, ristoranti e spazi pubblici, un punto di ritrovo popolare per la comunità locale. Il terremoto di Loma Prieta del 1989 ha causato danni ingenti al Santa Cruz Garden Mall. Molti degli edifici storici che ospitavano i negozi sono stati gravemente danneggiati o distrutti. Dopo il terremoto, è stato demolito e ricostruito. L’area è stata riprogettata e oggi è conosciuta come Pacific Avenue, che rimane un importante distretto commerciale e di intrattenimento nel centro di Santa Cruz.


Gillian Welch, Wrecking Ball – 4:56
(Gillian Welch, David Rawlings)
Album: Soul Journey (2003)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa di Gillian Welch.

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Significato e citazioni.

“Wrecking Ball” di Gillian Welch, dal suo album del 2003 “Soul Journey“, sembra parlare di quella stessa storia d’amore: un’energia irritabile, isterica ed eccitabile che inevitabilmente viene risucchiata sotto le ruote del suo stesso slancio. Se “Wrecking Ball” di Bruce Springsteen era solida e forte, “Wrecking Ball” di Gillian oscilla fuori controllo. Ci sono note di autobiografia nei testi, ma essenzialmente è una storia di trasferimento a ovest e di esaurimento per la droga; e, come tale, la canzone si inserisce in una più ampia narrativa letteraria americana, qualcosa che Welch è particolarmente abile a fare.

Il ritornello “come una palla da demolizione” che risuona per tutta la canzone si riferisce a un viaggio, una realizzazione; droghe, alcol, una relazione; prima di arrivare finalmente a riferirsi allo scopo letterale dell’oggetto: la distruzione. Ma prima di allora, la storia della canzone è inebriante e romantica, la palla da demolizione un emblema mutevole e donchisciottesco del viaggio agrodolce della narratrice, snocciolato nel ritornello ripetuto con molto più rock e molto più roll di quanto forse ci si sarebbe aspettati da una revivalista alt-country.

“Ho incontrato una figlia innamorata del San Joaquin / mi ha mostrato colori che non avevo mai visto / ha bevuto il fondo della mia borraccia / poi mi ha lasciato in autunno / come una palla da demolizione“, canta Welch.

Parlando dei primi giorni della palla da demolizione a New York City, Byles si appoggia di nuovo allo spettacolo: “la demolizione era una parte evocativa, persino avvincente della scena urbana. I sovrintendenti dei marciapiedi erano sbalorditi dall’audacia in mostra”. Welch fa lo stesso, gettandosi nell’edonismo della California degli anni ’80, prima di crollare nel verso finale: “Stavo volando alto fino al terremoto dell’89 / ha colpito il centro commerciale del giardino di Santa Cruz / come una palla da demolizione“. Cattura il momento all’interno dell’atto di demolizione e distruzione che una palla da demolizione esegue, quando una persona si rende conto che circondarsi di distruzione finisce solo per distruggere te.

Prima delle palle da demolizione, gli edifici venivano demoliti in un modo molto meno efficiente. Vale a dire, venivano smontati pezzo per pezzo da operai noti come “baristi”. Enormi strutture, smontate da piedi di porco, picconi, mani e poi, il più delle volte, recuperate, riciclate, riutilizzate, rimesse in funzione. Byles scrive: “gli infissi e gli elettrodomestici venivano venduti; i montanti in legno e le pavimentazioni venivano sollevati, accuratamente rimossi i chiodi e legati in fasci per il riutilizzo; e i mattoni puliti da personaggi diabolici che potevano staccare la malta da 5.000 mattoni al giorno. Laborioso, sì. Sprecone, no. Era un modo elegante di demolire”.

La palla da demolizione ha messo queste persone fuori dal lavoro con la sua efficienza brutale, ma la triste ironia dell’industrializzazione è che è un ciclo infinito di obsolescenza, come evidenziato nel thread del forum su DHS Diecast. Il posto della palla nell’obsolescenza industriale, tuttavia, contribuisce anche al mito dell’oggetto: è notevole per la sua assenza proprio perché la sua assenza lascia un buco così grande. Inoltre, la sua scomparsa aiuta a creare una cristallizzazione della sua metafora: una cosa grande colpisce un’altra cosa grande e l’altra cosa grande si sbriciola. Quando viene utilizzata in una canzone, il cantante e l’ascoltatore sono invariabilmente la cosa che si sbriciola.

(Bring on Your Wrecking Balls, di Harry Harris, The Rumpus, 15 febbraio 2018)


“Wrecking Ball” si è rivelato un titolo di canzone piuttosto popolare negli anni a venire, utilizzato da artisti disparati come Bruce Springsteen e Miley Cyrus. Ma la Welch ci è arrivata per prima, e ha realizzato un innegabile classico del genere Americana. […]

Con “Wrecking Ball“, la Welch sta essenzialmente raccontando la storia dei suoi giorni al college in California. Guarda indietro a tutto con un tocco di amorevole nostalgia, che di solito è ciò che deriva dalla retrospettiva di un tempo lontano ormai passato. Ma c’è anche la sensazione che, anche se non avrebbe rinunciato a quelle esperienze, c’era una spericolatezza in esse che avrebbe potuto facilmente raggiungerla.

Definendosi una “pietra rotolante” all’inizio della canzone, specifica rapidamente cosa ha fatto per rappresentare quell’idioma logoro: “Ho preso ogni segreto che avessi mai conosciuto / E mi sono diretta verso il muro / Come una palla da demolizione“. In altre parole, il comportamento autodistruttivo era una decisione consapevole, necessaria per scoprire chi fosse.

La Welch parla sia delle sue prime esperienze musicali sia degli eccessi in cui si è abbandonata in quei giorni inebrianti. Anche se afferma, “I giorni erano difficili ed è tutto abbastanza confuso”, in realtà penetra quella foschia con le intuizioni dei testi. Suggerisce che l’istruzione era l’ultima delle sue preoccupazioni: “Una figlia decaduta con una borsa di studio / Mi sono stancata e ho lasciato che la mia media scivolasse“.

Allude all’uso di droghe e alcol (un Jack e Coca alla fine del mio polso, ricorda memorabilmente). Ma arriva anche a un punto in cui queste distrazioni non sono più sufficienti, un disastro naturale la scuote da esso: “Con troppi problemi per me da scrollarmi di dosso / Oh, il tempo e il dolore accecante / Stavo volando alto fino al terremoto dell’89“.

La metafora di “Wrecking Ball” è appropriata, perché il periodo di tempo sembra rappresentare per lei la distruzione delle sue inibizioni, delle sue insicurezze e delle aspettative degli altri su di lei. Non raggiungiamo del tutto il punto della sua vita in cui Gillian Welch trova la sua vocazione nella musica roots che avrebbe poi perfezionato. Ma va bene così, perché “Wrecking Ball” è un ricordo rock di un periodo difficile.

(Post-Millennial Classic: Gillian Welch Gets the Opportunity to Rock Out on “Wrecking Ball” di Jim Beviglia, American Songwriter, 11 agosto 2024)


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