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“Big man, pig man, ha ha charade you are
you well heeled big wheel, ha ha charade you are
and when your hand is on your heart
you’re nearly a good laugh
almost a joker
with your head down in the pig bin
saying ‘Keep on digging’
pig stain on your fat chin
what do you hope to find
down in the pig mine?
You’re nearly a laugh
you’re nearly a laugh

But you’re really a cry
bus stop rat bag, ha ha charade you are
you fucked up old hag, ha ha, charade you are
you radiate cold shafts of broken glass
you’re nearly a good laugh
almost worth a quick grin
you like the feel of steel
you’re hot stuff with a hatpin
and good fun with a hand gun
you’re nearly a laugh
you’re nearly a laugh
but you’re really a cry

Hey you, Whitehouse
ha, ha, charade you are
you house proud town mouse
ha, ha, charade you are
you’re trying to keep our feelings off the street
you’re nearly a real treat
all tight lips and cold feet
and do you feel abused?
You got to stem the evil tide
and keep it all on the inside
Mary you’re nearly a treat
Mary you’re nearly a treat
but you’re really a cry”.

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Pink Floyd, Pigs (Three different ones) – 11:28
(Roger Waters)
Album: Animals (1977)

Brano inserito nella rassegna Lo zoo di InfinitiTesti – Le canzoni dedicate agli animali.

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei Pink Floyd.

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Versioni.

1. Album – 11:28
2. Promotional version – 4:05

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Citazioni.

Pigs (Three Different Ones) è un brano musicale del gruppo musicale britannico Pink Floyd, contenuto nell’album Animals del 1977. Nell’ambito della suite tripartita che costituisce il disco e che divide il genere umano in tre tipologie animali, Dogs, Pigs e Sheep (“cani”, “maiali”, e “pecore”), i “maiali” rappresentano le persone che Roger Waters, principale autore del brano, reputa essere in cima alla scala sociale, i detentori del potere sociale e politico; in grado di manipolare il resto della società per perseguire i propri scopi. Inoltre, Waters ci tiene a specificare come, secondo lui, esistano tre tipi differenti di queste persone (da lì il sottotitolo tra parentesi della canzone: “Three Different Ones“). Anche se non distribuite ufficialmente per la vendita, furono prodotte delle copie promozionali di un 45 giri contenente una versione accorciata della canzone della durata di 4 minuti circa per il mercato brasiliano.
Le tre strofe cantate presenti nella traccia, presentano ognuna un tipo differente di “maiale”, l’identità dei quali è stata oggetto di varie speculazioni. Secondo alcune interpretazioni, il primo verso si riferirebbe agli uomini d’affari in generale, mentre il secondo sarebbe un riferimento indiretto a Margaret Thatcher, all’epoca leader dell’opposizione conservatrice. Non sussistono dubbi invece sulla destinataria del terzo verso di Pigs, chiaramente identificata nella moralizzatrice Mary Whitehouse, che viene nominata e descritta come un “topo di città orgoglioso della propria casa” («house proud town mouse») che “si tiene tutto dentro”.
Nella parte centrale del brano, David Gilmour ricorre all’utilizzo di una talk box per modificare il suono della sua chitarra elettrica così da simulare il grugnito dei porci durante l’assolo. Questa fu la prima volta nella quale i Pink Floyd usarono una talk box per gli effetti. Poiché Waters, l’abituale bassista della band, si occupò di suonare la chitarra ritmica nel brano, Gilmour suonò anche il basso, con il plettro, nel corso di due sincopati assoli allo strumento, uno prima della prima strofa, ed il secondo prima della terza.
L’incisione del brano ebbe luogo tra aprile e maggio 1976 negli studi Britannia Row Studios, Islington, Londra, di proprietà della band. L’abituale durata della canzone quando veniva suonata dal vivo era di circa 17 minuti (con alcune versioni giunte fino a 20 minuti), quindi molto più lunga rispetto alla versione da studio contenuta nell’album (11 minuti e 28 secondi). Le versioni live rispecchiavano principalmente la versione da studio con l’eccezione di alcune notevoli differenze: un assolo di chitarra extra dopo la seconda strofa, l’assolo chitarristico con il talk-box sostituito da un Minimoog, e l’aggiunta di una coda strumentale all’organo Hammond con un crescendo finale e la ripresa dell’assolo di chitarra elettrica contornato da percussioni aggressive. Waters, che cantava sia la versione in studio che dal vivo del pezzo, inoltre spesso aggiungeva il suo caratteristico “urlo” durante le esecuzioni live del tour del 1977. Sempre nel medesimo periodo Waters iniziò ad urlare un numero diverso durante la canzone a ogni concerto. Probabilmente per identificare ogni diversa registrazione bootleg. Durante l’esecuzione della canzone da parte della band nel concerto svoltosi a Montreal il 6 luglio 1977, ebbe luogo un avvenimento storico per il gruppo e i suoi fan. Verso la fine del brano, un esagitato spettatore in prima fila vicino al palco gettò una bottiglia di birra verso Waters facendolo infuriare. Mentre la band continuava a suonare, Waters si avvicinò al fan e gli sputò in faccia. Tale episodio avrebbe fornito a Waters l’ispirazione per il concept del successivo album dei Pink Floyd, The Wall. Nel 1987, nel corso del tour promozionale per il suo album solista Radio K.A.O.S., Roger Waters eseguì una versione più breve di Pigs, contenente solo le prime due strofe e assoli di chitarra più corti, come parte dell’abituale medley di pezzi dei Pink Floyd“.

(Wikipedia, voce Pigs (Three Different Ones))

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Pigs inizia con alcuni grugniti di maiali e un fischio assordante che riecheggiano per qualche secondo, per lasciare il posto all’organo Hammond di Wright che esegue un fraseggio in minore, basato su due accordi, la cui struttura ricorda alcuni preludi di J.S. Bach. Su questo tema si sviluppa un assolo di basso, seguito dagli accordi “pesanti” della chitarra ritmica che apportano un ritmo più sostenuto. Con la batteria fa il suo ingresso anche la voce di Waters, che denuncia i “maiali”, ovvero varie categorie di persone che si “ingrassano” alle spalle degli altri: sfruttatori, uomini d’affari, personalità della politica. Il testo è suddiviso in tre strofe, ognuna delle quali rappresenta una certa categoria di persone (da qui la precisazione nel titolo Three Different Ones, “tre tipi diversi”). L’intero cantato del brano è caratterizzato da toni derisori e dalla grottesca alternanza di versi “urlati” (cantati in modo esageratamente enfatico) e “sussurrati” (cantati quasi sottovoce); entrambe le modalità hanno lo scopo di dipingere lo squallore e la tristezza di questi tre individui che corrisponderebbero a tre famosi personaggi dell’Inghilterra degli anni settanta. La prima strofa non si riferisce a nessuno in particolare, bensì agli imprenditori in genere; alcune voci affermano che vi siano sia espliciti collegamenti con il primo ministro James Callaghan. La seconda parte è indirettamente riferita alla leader dell’opposizione dell’epoca, Margaret Thatcher, nonostante il suo nome non sia menzionato. L’attacco alla Thatcher è sottile: è infatti descritta come “good fun with a hand gun“; le accuse diventano meglio definite quando si parla di lei come “bus stop rat bag” e “fucked up old hag“. La terza strofa cita per nome Mary Whitehouse, una politica che voleva reintrodurre la censura nelle radio, dipingendola come una persona colma di pudore, sessualmente repressa (un “house-proud town mouse“). Questo riferimento ha contribuito a peggiorare l’immagine che la Whitehouse si era fatta dei Pink Floyd, i quali erano da lei considerati promotori dell’uso di droghe. Alcune persone che non conoscevano la Whitehouse interpretarono il verso “Hey you, Whitehouse” come “Hey you, White House“, pensando così che i Pink Floyd volessero attaccare l’opinione pubblica americana.
Dopo le prime due strofe, la scena passa alla chitarra acustica che esegue un tema basato sui due accordi iniziali, durante il quale si possono udire ancora i grugniti dei maiali. Entrano uno ad uno tutti gli strumenti e sul tappeto venutosi a formare in questo modo Gilmour esegue un inquietante assolo di chitarra filtrata con un talk box in modo da assomigliare vagamente a versi animaleschi e grugniti. Al termine dell’assolo, il brano ricomincia con il fraseggio iniziale dell’organo di Wright, su cui ritorna l’assolo di basso. Come all’inizio, la batteria segna l’ingresso della terza strofa cantata, al termine della quale tutti gli strumenti entrano con forza, a supporto del rabbioso assolo di Gilmour che va a sfumare nell’inizio del brano successivo, Sheep“.

(Wikipedia, voce Animals (Pink Floyd))

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