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“Harmlessly passing your time in the grassland away
only dimly aware of a certain unease in the air
you better watch out
there may be dogs about
I’ve looked over Jordan, and I have seen
things are not what they seem.

What do you get for pretending the danger’s not real
meek and obedient you follow the leader
down well trodden corridors into the valley of steel
what a surprise!
A look of terminal shock in your eyes
now things are really what they seem
no, this is no bad dream.

The Lord is my shepherd, I shall not want
he makes me down to lie
through pastures green He leadeth me the silent waters by
with bright knives He releaseth my soul.
he maketh me to hang on hooks in high places.
he converteth me to lamb cutlets,
for lo, He hath great power, and great hunger
when cometh the day we lowly ones
through quiet reflection, and great dedication
master the art of karate
lo, we shall rise up
and then we’ll make the bugger’s eyes water.

Bleating and babbling I fell on his neck with a scream
wave upon wave of demented avengers
march cheerfully out of obscurity into the dream.

Have you heard the news?
The dogs are dead!
You better stay home
and do as you’re told
get out of the road if you want to grow old”.



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Pink Floyd, Sheep – 10:20
(Roger Waters)
Album: Animals (1977)

Brano inserito nella rassegna Lo zoo di InfinitiTesti – Le canzoni dedicate agli animali.

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa dei Pink Floyd.

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Citazioni.

“L’intenso assolo finale di Pigs (Three Different Ones) sfuma lentamente in un’atmosfera agreste, dominata dal cinguettio degli uccelli e dal sommesso belare delle pecore, su cui si sviluppa un assolo di piano elettrico Rhodes. Il brano inizia con una descrizione quasi pittorica del tranquillo belare delle pecore, inconsapevoli del pericolo che incombe su loro. Tale pericolo prende corpo nell’incedere del basso che man mano sovrasta le tastiere, e dal clima sempre più cupo che si va a creare. Con l’ingresso della batteria, il quadro viene squarciato bruscamente dall’entrata dell’intera band che tiene un ritmo terzinato e molto incalzante, a simboleggiare l’aspra lotta di classe. Le “pecore” infatti rappresentano le persone più deboli, servili e manipolabili, che hanno bisogno di seguire un leader per sentirsi al sicuro. Waters, pur riconoscendo loro meno colpevolezza rispetto ai “cani” e ai “maiali”, non esita a criticarli, vista la loro cieca sottomissione a qualcun altro.
Il brano contiene anche riferimenti religiosi: la “cecità sociale” delle pecore è paragonata alla fede cieca, come quando le pecore dicono di aver «guardato oltre il Giordano» (verso successivamente ripreso dallo stesso Waters per la canzone The Bravery of Being Out of Range, presente nel suo album solista Amused to Death) e aver visto che «le cose non sono ciò che sembrano».
Dopo due strofe, il cantato e l’intensità della strumentazione si arrestano bruscamente per lasciare il posto ad un inquietante tappeto di note di basso e sintetizzatore, su cui si sviluppano vari tipi di assolo. A circa metà canzone, verso la fine della parte strumentale è possibile ascoltare una voce (estremamente filtrata) recitare delle parole quasi incomprensibili. È un roadie della band che, attraverso un vocoder, recita una versione completamente stravolta del Salmo 23 in cui Dio è raffigurato come un macellaio che accudisce le sue pecore con lo scopo di farne cotolette d’agnello. Nei concerti live la lettura era affidata a Nick Mason. Questa provocatoria trovata, già prevista per The Great Gig in the Sky ma in seguito accantonata, ha trovato reazioni non sempre entusiastiche da parte del pubblico.
Con la ripresa del cantato, le “pecore” si ribellano in massa ai loro sfruttatori, riuscendo finalmente a sconfiggere i “cani”. Tuttavia, nel finale, riprendendo il racconto di Orwell, alcune pecore esultanti dichiarano che i cani sono morti, e intimano alle altre pecore di «restare nelle loro case e fare ciò che viene detto loro», rimarcando come la natura di sottomissione delle pecore non possa mai cambiare. Non appena il cantato si chiude, la tonalità del brano passa in maggiore ed il tutto si chiude con un’energica progressione di accordi eseguiti dalla band al completo, una sorta di allegra marcetta (a rappresentanza del trionfo delle pecore), che va a sfumare nel cinguettio e nel belare iniziale, a rimarcare come la natura di sottomissione delle “pecore” rimanga tale a prescindere dagli eventi e dalle ribellioni sociali.
David Gilmour ha sempre dichiarato di voler riprendere dal vivo la canzone Sheep durante i tour successivi all’uscita di Waters dai Pink Floyd, ma l’esecuzione delle parti vocali, aspre e graffianti, più consone alla voce di Roger Waters, lo ha fatto sempre desistere”.

(Wikipedia, voce Animals (Pink Floyd))

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Brano proposto da: Arturo Bandini e Arianna Russo
Direttore: Arturo Bandini ([email protected])
Responsabile Quality: Alessandro Menegaz ([email protected])
Segretaria di Redazione: Arianna Russo ([email protected])

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