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“You sheltered me from harm
kept me warm, you kept me warm
you gave my life to me
set me free, you set me free

Of all the years I ever knew
those finer ones I spent with you

I would give everything I own
give up my life, my heart, my home
I would give everything I own
just to have you back again

You taught me how to cry
I don’t know why, just don’t know why
you told those lies to me
you set me free, you set me free

Of all the years I ever knew
those finer ones I spent with you

I would give everything I own
give up my life, my heart, my home
I would give everything I own
just to have you back again
just to hold you once again

If there’s someone you know
that won’t let you go and taking it all for granted
you may lose them one day, someone take them away
and you don’t hear a word they say

I would give everything I own
give up my life, my heart, my home
I would give everything I own
just to have you back again
just to hold you once again

I would give everything I own
give up my life, my heart, my home
I would give everything I own
just to have you back again
just to hold you once again, once again”.

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Boy George, Everything I own – 3:52
(David Gates)
Album: Sold (1987)

Cover dell’omonimo brano dei Bread (1972).

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Citazioni.

Everything I Own è una canzone scritta da David Gates. Originariamente registrata dalla band dello stesso Gates, i Bread, per il loro album del 1972, Baby, I’m A Want You, il brano è diventato un classico famoso, di cui sono state realizzate numerose cover, sia da artisti solisti che da altri gruppi musicali, tra cui il cantante Jack Jones, Ken Boothe, Olivia Newton-John, Boy George, la boy band degli ‘N Sync, Jude e Rod Stewart. Nonostante la si consideri, spesso, una romantica canzone d’amore, di fatto, si tratta di un omaggio composto da Gates per suo padre, dopo la morte di quest’ultimo. La versione originale di David Gates & Bread ha raggiunto, su formato singolo, il Numero 5 nella classifica americana Billboard Hot 100. La versione di Ken Boothe è arrivata invece fino al Numero 1, nella classifica dei singoli britannica, nel mese di ottobre del 1974, restandovi per tre settimane.
Anche la più recente cover dell’artista anglo-irlandese Boy George ha raggiunto la vetta della medesima classifica, restandoci per due settimane, nel mese di marzo del 1987. Il singolo, che ha rappresentato il primo successo solista per l’ex leader dei Culture Club, è stato, contemporaneamente, Numero 1 anche nella classifica generale europea, sempre per due settimane. Tra l’altro, il Numero 1 inglese di Boy George, è anche entrato nel Guinness dei primati, costituendo uno dei singoli più veloci ad arrivare alla prima posizione, dopo una sola settimana, già trascorsa nelle parti più basse della Top 10 – la settimana dopo l’altissima new entry, il pezzo era già Numero 1. La versione di Boy George prende spunto più dalla successiva cover di Ken Boothe che dall’originale, tanto che ne esiste anche un remix successivo, intitolato proprio «Ken Boothe remix». Il dolce stile reggae del brano ricorda, molto da vicino, il primissimo successo ottenuto da George con il gruppo dei Culture Club, la celebre “Do You Really Want to Hurt Me“.
La cover di Everything I Own, realizzata da Boy George come solista, è uscita su singolo all’epoca dell’arresto del cantante, per possesso di droghe e in relazione alla morte, per overdose, del collega musicista Michael Rudestky, avvenuta proprio nella casa di O’Dowd (il vero nome di Boy), nel quartiere di Hampstead, a Londra. Il fatto che il brano sia rapidamente diventato Numero 1 in Gran Bretagna è sempre stato considerato, da George in primis (come racconta lui stesso nella sua prima autobiografia, Take It Like A Man, del 1995), ma anche da altri, come «un voto di simpatia popolare», per via del fatto che l’artista si era ritrovato a dover fare i conti con l’uso di cocaina, eroina e droghe varie, dopo avere, per anni, duramente pontificato contro di esse, e, soprattutto, perché, a quanto pare, sarebbe stato, secondo chiunque, chiarissimo che si trattava del classico caso di “capro espiatorio”, visto che George era un personaggio di successo estremo, che dava molto fastidio alla stampa e all’opinione pubblica, a causa del suo stile di vita alternativo e, in particolare, del suo look e del suo comportamento asessuato da gender-bender. Nonostante la pubblicità involontaria provocata dalla causa giudiziaria, la canzone è obiettivamente una resa eccellente dell’originale, e una delle sue più popolari cover mai realizzate”.

(Wikipedia, voce Everything I Own)

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