Leonard Cohen – Tower of song (testo e traduzione)

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“Well my friends are gone and my hair is grey
I ache in the places where I used to play
and Im crazy for love but I’m not coming on
I’m just paying my rent every day
oh in the tower of song

I said to Hank Williams: how lonely does it get?
Hank Williams hasn’t answered yet
but I hear him coughing all night long
a hundred floors above me
in the tower of song

I was born like this, I had no choice
I was born with the gift of a golden voice
and twenty-seven angels from the great beyond
they tied me to this table right here
in the tower of song

So you can stick your little pins
in that voodoo doll
I’m very sorry, baby
doesn’t look like me at all
I’m standing by the window
where the light is strong
ah they don’t let a woman kill you
not in the tower of song

Now you can say
that I’ve grown bitter
but of this you may be sure
the rich have got their channels
in the bedrooms of the poor
and there’s a mighty judgement coming
but I may be wrong
you see, you hear these funny voices
in the tower of song


I see you standing on the other side
I dont know how the river got so wide
I loved you baby, way back when
and all the bridges are burning
that we might have crossed
but I feel so close to everything that we lost
well never have to lose it again

Now I bid you farewell
I dont know when I’ll be back
there moving us tomorrow
to that tower down the track
but you’ll be hearing from me baby
long after I’m gone
I’ll be speaking to you sweetly
from a window in the tower of song
yeah my friends are gone and my hair is grey
I ache in the places where I used to play
and I’m crazy for love but I’m not coming on
I’m just paying my rent every day
oh in the tower of song”.

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Traduzione.

“I miei amici se ne sono andati
e i miei capelli sono grigi
soffro in quei posti
dove un tempo ero solito giocare
e ho un folle bisogno d’amore
ma non mi faccio avanti
sto solo pagando il mio affitto ogni giorno
nella Torre della Canzone.

Ho chiesto ad Hank Williams
“quanto ci si sente soli?” (1)
Hank Williams non mi ha ancora risposto
ma lo sento tossire tutta la notte
un centinaio di piani sopra di me
nella Torre della Canzone.

Sono nato così, non ho avuto scelta
sono nato con il dono di una voce d’oro
e ventisette angeli dall’Aldilà
mi hanno legato a questo tavolo proprio qui
nella Torre della Canzone.

Così puoi conficcare i tuoi spilli
in quella bambola voodoo
mi dispiace, tesoro
ma non mi assomiglia affatto
me ne sto alla finestra, dove la luce è forte
non permettono che una donna ti uccida
nella Torre della Canzone.

Ora puoi dire che sono diventato amaro
ma di questo puoi star certa
i ricchi hanno i loro mezzi
per entrare nelle camere da letto dei poveri
e arriverà il giorno del giudizio
ma posso anche sbagliarmi
sai, si sentono queste buffe voci
nella Torre della Canzone.

Ti vedo stare sull’altra riva
non so come mai il fiume si sia ingrossato
ti amavo, tesoro, molto tempo fa
e tutti i ponti che avremmo potuto attraversare
sono in fiamme
ma mi sento così vicino
a tutto quello che abbiamo perso
non dovremo mai perderlo di nuovo

Adesso ti dico addio
non so quando ritornerò
ci spostano domani
in quella torre in fondo al binario
ma avrai mie notizie, tesoro
molto dopo che me sarò andato
ti parlerò con dolcezza
da una finestra nella Torre della Canzone.

Sì, i miei amici se ne sono andati
ed i miei capelli sono grigi
soffro in quei posti
dove un tempo ero solito giocare
e ho un folle bisogno d’amore
ma non mi faccio avanti
sto solo pagando il mio affitto ogni giorno
nella Torre della Canzone”.

(Traduzione a cura di Francesco Komd)

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Note.

(1) Hank Williams è stato un celebre cantautore statunitense, icona della country music e del rock ‘n’ roll dagli anni Trenta agli anni Cinquanta. Scomparso nel 1953, ha avuto un grande riscontro discografico (12 volte al primo posto nella U.S.A. Hot Country Singles & Tracks), con brani celebri come Cold cold heart, Lovesick blues, I’m so lonesome I could cry e Jambalaya (On the Bayou). Ebbe una vita personale molto travagliata, con problemi di alcolismo, dipendenza da droghe e varie disavventure sentimentali.

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Leonard Cohen, Tower of song – 5:37
(Leonard Cohen, Jennifer Warnes)
Album: I’m your man (1988)

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Cover.

1. Willie NelsonTower of Song (2022, testo e traduzione)

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Citazioni.

Tower Of Song è il punto focale dell’album, quello in cui l’autore cerca di “avanzare un’affermazione definitiva a proposito dell’eroica impresa artigianale” della composizione. Abbozzata nei primi anni ’80 con il titolo di “Raise My Voice In Song“, la canzone esprime la necessità, per l’artista che invecchia, “di trascendere i propri fallimenti manifestandosi come cantante e come autore”. Il pezzo era stato quasi dimenticato ma una sera, a Montreal, Cohen lo completò di getto, convocò un tecnico del suono e lo registrò in una volta sola suonando un sintetizzatore giocattolo. Jennifer Warnes aggiunse alcune parti vocali dopodiché Cohen tentò qualche “riparazione”, resa peraltro difficile dall’utilizzo di un registratore a sole due piste. Dapprincipio la qualità sonora venne giudicata scadente e la melodia debole. Fu Jennifer Warnes a “dare un senso alla canzone e a collocarla nella prospettiva ironica che le si confaceva; qui la sua collaborazione è risultata davvero decisiva”, ricordò Cohen nel 1994. “Jennifer ha fatto per me cose meravigliose, ma questa è stata la più stupefacente. Il suo intervento un po’ doo-wop ha illuminato il pezzo di luce nuova”. Il testo ha un’apertura classicamente coheniana, meditativa e al tempo stesso ironica che aggiorna l’autoritratto dell’artista: “Ecco, gli amici se ne sono andati / e i capelli sono grigi. / Ho dei dolori / lì dove un tempo suonavo. / E sono pazzo d’amore / ma non mi accendo più. / Pago solo l’affitto tutti i giorni nella Torre della Canzone”.

(Ira B. Nadel, Una Vita di Leonard Cohen, Giunti, 2011, pag. 257-258)

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“La voce di Cohen, come quella di Dylan, era da tempo oggetto di prese in giro e imitazioni. In Tower Of Song l’argomento era affrontato con impassibile ironia: “Sono nato così, / non ho avuto scelta, / sono nato con il dono / di un’ugola d’oro”. In concerto, urla e applausi salutavano immancabilmente la dichiarazione”.

(Ira B. Nadel, Una Vita di Leonard Cohen, Giunti, 2011, pag. 259)

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