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“Tua madre ce l’ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me.

La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto
quel giorno non avevano fiori, peccato
quel giorno vendevano gazze parlanti.

E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
a dirmi “Ciao come stai ”
insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.

I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po’ strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
“Sono loro stasera i migliori che abbiamo?”.

E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
nell’imbuto di un polsino slacciato
i miei amici ti hanno dato la mano
li accompagno, il loro viaggio porta un po’ più lontano.



E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l’ho già regalato
e lo stesso quei due peli d’elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.

Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi “aiuto” saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati”.

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Fabrizio De André, Giugno ’73 – 3:31
(Fabrizio De André)
Album: Volume 8 (1975)

Brano inserito nella rassegna A year in the life. Le canzoni dedicate agli anni della nostra storia di InfinitiTesti.

Brano inserito nella rassegna My dear month. Le canzoni dedicate ai mesi di InfinitiTesti.

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Citazioni.

“Canzone molto malinconica ed autobiografica, che tratta della fine di un amore. «Questa canzone l’ho scritta per una ragazza di nome Roberta, con la quale ho vissuto due anni, fra la mia prima moglie e la Dori. Tutti credono che sia stata scritta per Dori, invece no» (Fabrizio De André). Lo stile della canzone sembra quasi epistolare, sul modello della celebre canzone Famous Blue Raincoat di Leonard Cohen, che De André tradurrà per Ornella Vanoni col titolo La famosa volpe azzurra.
La narrazione oscilla tra il dolce e l’ironico sull’incapacità del cantautore di stare vicino ad una donna della buona società, dai costumi un po’ mondani e – a tratti – frivoli. Alla fine, dopo i versi ironici sulla madre di lei che storce il naso alla professione del cantautore e a cui De André aveva regalato una gazza parlante con la speranza che le insegnasse almeno a salutarlo, Fabrizio si congeda con dolcezza dal suo amore per seguire gli amici, che lei giudicava ineleganti, perché «il loro viaggio porta un po’ più lontano»”.

(Wikipedia, voce Volume 8)

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