“Se o senhor não tá lembrado
dá licença de contar
ali onde agora está
este “adifício arto”
era uma casa “véia”
um palacete assobradado
foi aqui seu moço
que eu, Mato Grosso e o Joca
construimos nossa “maloca”

Mas um dia
“nóis” nem pode se “alembrá”
veio os “home” com as ferramenta
e o dono “mandô derrubá”
peguemos todas nossas coisas
e fumos pro meio da rua

“Apreciá” a demolição
que tristeza que “nóis” sentia
cada táuba que caía
doía no coração
Mato Grosso quis gritar
mas em cima eu falei
os “home tá cá” razão
“nóis arranja” outro lugar

Só “se conformemo”
quando o Joca falou
Deus dá o frio conforme o “cobertô”
e hoje “nós pega” a paia
nas grama do jardim
e pra esquecer “nóis cantemos” assim:

Saudosa maloca, maloca querida
dim dim “donde nóis passemo”
os dias feliz de nossa vida

Saudosa maloca, maloca querida
dim dim “donde nóis passemo”
os dias feliz de nossa vida”.

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Traduzione.

“Se lei non lo ricorda
mi permetta di raccontarglielo
lì dove si trova adesso
quel grattacielo
c’era una casa vecchia, con un balcone
fu qui, signore mio
che io, Mato Grosso e Joca
costruimmo la nostra casa

Ma un giorno
non so neppure quando
vennero i tizi con le attrezzature
e il padrone ordinò di abbatterla
prendemmo le nostre cose
e ci ritrovammo in mezzo alla strada

La demolizione valorizza
che tristezza che sentimmo
ogni asse che cadeva
feriva il nostro cuore
Mato Grosso gridò
ma io gli dissi
quei tizi hanno ragione
noi troveremo un altro posto

Ci rassegnammo solo
quando Joca disse
Dio manda il freddo adeguato alla coperta
e per oggi il nostro pagliericcio
sarà l’erba del giardino
e per dimenticare canteremo così:

Nostalgia della vecchia casa, mia cara casa
dove abbiamo trascorso
i giorni felici della nostra vita

Nostalgia della vecchia casa, mia cara casa
dove abbiamo trascorso
i giorni felici della nostra vita”.

(Traduzione a cura di Giuliano Lotti)

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Demônios da Garoa, Saudosa maloca – 2:48
(Adoniran Barbosa)
Album: Saudosa maloca (1955)

Cover dell’omonimo brano di Adoniran Barbosa (1951).

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Riferimenti.

Negli anni ’50 e ’60, la città di S. Paolo è stata interessata da pesanti interventi di riqualificazione urbanistica. Perfino lo storico quartiere di Bixiga ha visto le sue vecchie e caratteristiche case con balcone, venire abbattute per fare posto a edifici moderni. Il testo della canzone si caratterizza per l’uso di termini propri di un ceto sociale umile e non alfabetizzato, da “borgataro” diremmo in Italia, come a far parlare in prima persona un ex residente di quelle vecchie abitazioni. L’utilizzo di questo linguaggio caipira ha comportato il pericolo di fraintendimenti o errori di traduzione.

(Giuliano Lotti, 16 marzo 2016)

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