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“Mio padre aveva un sogno comune
condiviso dalla sua generazione
la mascella al cortile parlava
troppi morti lo hanno tradito
tutta gente che aveva capito.

E il bambino nel cortile sta giocando
tira sassi nel cielo e nel mare
ogni volta che colpisce una stella
chiude gli occhi e si mette a sognare
chiude gli occhi e si mette a volare.

E i cavalli a Salò sono morti di noia
a giocare col nero perdi sempre
Mussolini ha scritto anche poesie
i poeti che strane creature
ogni volta che parlano è una truffa.

Ma mio padre è un ragazzo tranquillo
la mattina legge molti giornali
è convinto di avere delle idee
e suo figlio è una nave pirata
e suo figlio è una nave pirata.

E anche adesso è rimasta una scritta nera
sopra il muro davanti casa mia
dice che il movimento vincerà
il gran capo ha la faccia serena
la cravatta intonata alla camicia.

Ma il bambino nel cortile si è fermato
si è stancato di seguire gli aquiloni
si è seduto tra i ricordi vicini, i rumori lontani
guarda il muro e si guarda le mani
guarda il muro e si guarda le mani
guarda il muro e si guarda le mani”.

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Fabrizio De André, Le storie di ieri – 3:15
(Francesco De Gregori)
Album: Volume 8 (1975)

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Altre versioni.

1. Francesco De GregoriLe storie di ieri (1975, testo)

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Citazioni.

“[De Gregori, parlando di De André] Rimasi quasi un mese a casa sua, facemmo molte canzoni come La cattiva strada, Oceano, Dolce luna, Canzone per l’estate, Amico fragile, scritta solo da lui, e Le storie di ieri che avevo scritto io e di cui lui si era innamorato. Era un pezzo che doveva già finire nel mio disco precedente, ma la casa discografica non me la fece mettere, ‘perché rischi di passare dei guai’ dal momento che parlava di Mussolini. Dicevano che ‘tanto non la passeranno mai in radio’. Fabrizio allora disse ‘la faccio io!’ e la pubblicò nel disco che venne fuori da quel nostro incontro, il suo album Volume 8. Quando la pubblicai anch’io sul mio album, Rimmel, si incazzò pure: ‘Belìn, me lo potevi dire che la facevi, così non la mettevo io!’. ‘Ma io non lo sapevo che l’avrei pubblicata!’: venne infatti sdoganata dalla Rca proprio perché era uscita sul suo disco”.

(Luca Valtorta, Quando Francesco De Gregori andò a stare a casa di Fabrizio De André: “Belìn, vieni a scrivere da me!”, Repubblica, 9 gennaio 2019)

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Le storie di ieri è totalmente scritta e composta da De Gregori, che la inserisce anche nel suo disco Rimmel, sempre del 1975, con lievissime modifiche nel testo. Il brano tratta, con toni lievi ed immagini evocative, un argomento spinoso come la scelta dell’ideologia fascista e la sua trasformazione nel MSI dopo la caduta ufficiale. La canzone, a registrazione già effettuata, venne scartata dalla RCA Italiana, la casa discografica a cui era allora affiliato De Gregori; la registrazione è tuttavia reperibile su bootleg. Questa versione presenta il testo originale del brano in cui è presente un riferimento a Giorgio Almirante (“Almirante ha la faccia serena“). Nel 1974 De Gregori e Fabrizio De André si ritirarono per quasi un mese in Gallura, nella tenuta del cantautore genovese; dalla proficua collaborazione nacque la traduzione italiana di “Desolation Row” di Bob Dylan (“Via della Povertà“), pubblicata lo stesso anno nell’album misto Canzoni, e l’album Volume VIII, nel quale Fabrizio inserì la sua interpretazione di “Le storie di ieri“, la prima ad essere pubblicata. In questa incisione il nome “Almirante” venne sostituito con la locuzione “il gran capo“; vi sono inoltre altre due minime differenze nel testo (“una scritta nera” e “il bambino nel cortile si è fermato“).

(Wikipedia, voce Volume 8)

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Le storie di ieri è una canzone scritta da Francesco De Gregori e registrata per la prima volta nel 1974, durante sessioni di registrazione dell’album Francesco De Gregori, ma scartata dall’incisione finale dell’LP. Trovò posto l’anno successivo nell’album Volume VIII di Fabrizio De André e, in seguito, nell’album Rimmel, dello stesso De Gregori.
Il brano tratta la scelta dell’ideologia fascista e la sua trasformazione nel MSI dopo la caduta ufficiale. «L’intero brano gioca su un’alternanza di soggetti tra il padre e il figlio, che sono figure simboliche dello ieri e dell’oggi e, sebbene De Gregori canti soprattutto alla prima persona singolare, si tratta di finzione autobiografica. Con il padre si parla del passato fascista, con il bambino si parla del presente minacciato dal neofascismo. Sono “storie di ieri” che si riflettono nell’oggi, analizzate con un evidenziato distacco storico, più che politico: benché l’io lirico dica “mio padre”, al momento di parlare di sé canta in terza persona de “il bambino”» (Antonio Piccolo, La storia siamo noi).
La canzone, a registrazione già effettuata, venne tuttavia scartata dalla RCA, la casa discografica a cui era allora affiliato De Gregori. Questa versione presenta il testo originale del brano in cui è presente un riferimento a Giorgio Almirante (“Almirante ha la faccia serena“). «[Fabrizio] aveva voluto inserire nel suo disco “Le storie di ieri” che la RCA Italiana (la mia casa discografica di allora) si era rifiutata di farmi incidere sulla Pecora» (Francesco De Gregori, 1975).
Nel 1974 De Gregori e Fabrizio De André si ritirarono per quasi un mese in Gallura, nella tenuta del cantautore genovese; dalla proficua collaborazione nacque la traduzione italiana di Desolation Row di Bob Dylan (Via della Povertà), pubblicata lo stesso anno nell’album misto Canzoni, e l’album Volume VIII, nel quale De André inserì la sua interpretazione di Le storie di ieri, la prima ad essere pubblicata. In questa incisione il nome “Almirante” venne sostituito con la locuzione “il gran capo”; vi sono inoltre altre due minime differenze nel testo (“una scritta nera” e “il bambino nel cortile si è fermato”).
È, dopo E fu la notte, la seconda e ultima canzone incisa da Fabrizio De André a non presentare il suo nome tra i crediti. Pochi mesi dopo la pubblicazione di Volume VIII, De Gregori pubblica il disco Rimmel, e al suo interno decide di includere una nuova versione del brano. Questa interpretazione presenta lievi modifiche nel testo rispetto alla prima stesura: la frase “Almirante ha la faccia serena” viene sostituita con “I nuovi capi hanno facce serene“; “Mio padre ha una storia comune” sostituisce “Mio padre aveva un sogno comune“; “troppi morti lo hanno tradito” diventa “troppi morti lo hanno smentito“, mentre i poeti diventano “brutte creature“. In questo arrangiamento il brano è introdotto da un assolo di contrabbasso di Roberto Della Grotta e termina con un assolo di sax del jazzista Mario Schiano, con cui De Gregori collaborerà in seguito.
Nel 1996 il brano fu interpretato da Cristiano De André insieme ai Gang in occasione di Fatto per un mondo migliore, album benefico i cui proventi furono destinati ai progetti dell’ACNUR in ex-Jugoslavia. Nel 2005 gli Yo Yo Mundi la inclusero nel loro spettacolo La Banda Tom e altre storie partigiane dedicato alla resistenza e registrato nell’album Resistenza. Il 22 settembre 2015, all’Arena di Verona, durante il concerto Evento “Rimmel 2015” durante il quale Francesco De Gregori ha festeggiato i quarant’anni dell’album Rimmel, la canzone è stata eseguita dal gruppo L’Orage. Nel 2016 è una delle cover incluse nell’album Perle per porci di Giorgio Canali“.

(Wikipedia, voce Le storie di ieri)

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