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“Sitting on a park bench
eyeing little girls with bad intents
snot running down his nose
greasy fingers smearing shabby clothes, hey Aqualung
drying in the cold sun
watching as the frilly panties run, hey Aqualung
feeling like a dead duck
spitting out pieces of his broken luck, oh, Aqualung.

Sun streaking cold
an old man wandering lonely
taking time
the only way he knows
leg hurting bad
as he bends to pick a dog-end
he goes down to the bog
and warms his feet.

Feeling alone
the Army’s up the road
salvation à la mode
and a cup of tea
Aqualung, my friend
don’t you start away uneasy
you poor old sod, you see, it’s only me.

Do you still remember
December’s foggy freeze
when the ice that clings on to your beard
was screaming agony?
And you snatch your rattling last breaths
with deep-sea-diver sounds
and the flowers bloom
like madness in the spring.

Sun streaking cold
an old man wandering lonely
taking time
the only way he knows
leg hurting bad
as he bends to pick a dog-end
he goes down to the bog
and warms his feet

Feeling alone
the Army’s up the road
salvation à la mode
and a cup of tea
Aqualung, my friend
don’t you start away uneasy
you poor old sod, you see, it’s only me

Aqualung, my friend
don’t you start away uneasy
you poor old sod, you see, it’s only me

Sitting on a park bench
eyeing little girls with bad intent
snot running down his nose
greasy fingers smearing shabby clothes
hey Aqualung
drying in the cold sun
watching as the frilly panties run
hey Aqualung
feeling like a dead duck
spitting out pieces of his broken luck
oh Aqualung.

Oh, Aqualung”.

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Traduzione.

“Seduto sulla panchina d’un parco
guarda le ragazzine con brutte intenzioni
mentre gli cola il naso
e si imbratta i vestiti logori con le dita unte
ehi Aqualung (1)
si asciuga al sole freddo
guardando correre le mutandine di pizzo
ehi Aqualung
si sente del tutto inutile (2)
mentre sputa la sua malasorte a pezzi
oh Aqualung.

Freddo dardeggia il sole
un vecchio vaga da solo
passando il tempo
nell’unico modo che sa
la gamba gli fa un male cane
mentre si china per raccogliere una cicca
va giù al pisciatoio (3)
e si scalda un piede.

Si sente solo
l’Esercito della Salvezza è in fondo alla strada
zuccherosa carità alla moda (4)
e una tazza di tè
Aqualung, amico mio
non scappare via agitato
ehi, povero cristo, vedi, sono solo io. (5)

Ti ricordi ancora
la nebbia gelata di dicembre
quando la tua barba ghiacciata
gridava agonia?
E cerchi di afferrare i tuoi ultimi rantoli
che sembrano gorgoglii di un sommozzatore
e i fiori sbocciano
come follia nella primavera

Freddo dardeggia il sole
un vecchio vaga da solo
passando il tempo
nell’unico modo che sa
la gamba gli fa un male cane
mentre si china per raccogliere una cicca
va giù al pisciatoio
e si scalda un piede

Si sente solo
l’Esercito della Salvezza è in fondo alla strada
zuccherosa carità alla moda
e una tazza di tè
Aqualung, amico mio
non scappare via agitato
ehi, povero cristo, vedi, sono solo io.

Aqualung, amico mio,
non scappare via agitato
ehi, povero cristo, vedi, sono solo io.

Seduto sulla panchina d’un parco
guarda le ragazzine con brutte intenzioni
mentre gli cola il naso
e si imbratta i vestiti logori con le dita unte
ehi Aqualung
si asciuga al sole freddo
guardando correre le mutandine di pizzo
ehi Aqualung
si sente del tutto inutile
mentre sputa la sua malasorte a pezzi
oh Aqualung.

Oh, Aqualung”.

(Traduzione e note a cura di Riccardo Venturi, pubblicate sul sito Canzoni contro la guerra)

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Note.

(1) Il motivo per cui il barbone viene chiamato “Aqualung” è specificato chiaramente nel testo: il suo respiro ricorda il gorgoglio di un respiratore artificiale subacqueo, quello che internazionalmente viene chiamato proprio “Aqualung” (“polmone acquatico”). Si tratta addirittura di un marchio depositato.

(2) Le traduzioni italiane consultate si attengono perlopiù alla lettera: “come un’anatra morta”. Ma to be/feel a dead duck significa, come modo di dire, “sentirsi del tutto inutile”.

(3) Anche qui mi allontano dalle traduzioni già esistenti; non riuscivo a capire come mai Aqualung andasse ad un “acquitrino” (pantano, stagno) per scaldarsi il piede. Poiché bog è anche “cesso, latrina, pisciatoio”, mi è venuta in mente l’immagine di chi si piscia sui piedi gelati per scaldarli con l’orina, in mancanza d’acqua calda.

(4) Di conseguenza, il gioco di parole con “salvezza” viene reso con l’equivalente “carità” in italiano. Bisogna tenere anche presente che “à la mode” indica in inglese i pasticcini serviti con il tè delle cinque, da cui la successiva “tazza di tè”; ho tentato di rendere l’idea con la “carità zuccherosa”.

(5) Il “poor old sod” del testo originale non dev’essere per forza un “povero vecchio stronzo”, come ho letto in alcune traduzioni. E’ pur vero che “sod” (abbreviazione, ebbene sì, di sodomite) vuol dire sì anche “stronzo”, ma “poor sod” è un più partecipativo “poveraccio, povero cristo”. Mi faceva un po’ strano che Aqualung, dopo essere stato definito “my friend”, passasse ad essere un vecchio stronzo.

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Jethro Tull, Aqualung – 6:38
(Ian Anderson, Jennie Anderson)
Album: Aqualung (1971)

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected]testi.com.

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Citazioni.

Aqualung è probabilmente la più famosa canzone del gruppo britannico rock dei Jethro Tull, pubblicata come prima traccia dell’omonimo album del 1971, e scritta dal leader della band, Ian Anderson, in collaborazione con la sua prima moglie, Jennie Franks. La registrazione originale dura 6 minuti e 32 secondi. L’assolo di chitarra di Martin Barre all’interno del pezzo è uno dei più noti ed apprezzati nella storia del rock mondiale, così come il riff iniziale entrambi eseguiti utilizzando una Gibson Les Paul Junior del 1958.
Secondo quanto sostenuto dallo stesso Anderson, l’idea di questa canzone venne dopo che egli vide una fotografia scattata dalla moglie a Londra che ritraeva un clochard. La canzone descrive Aqualung, un senzatetto sporco e pedofilo. Tuttavia, quella descritta è solo la vista di uno dei tanti passanti. Nei versi due e tre, si rivela la verità su Aqualung: egli è semplicemente un vecchio solo, malato e sofferente, di cui nessuno si preoccupa. Guardando Aqualung come un disgustoso pedofilo, i passanti si sentono giustificati per non aiutarlo”.

(Wikipedia, voce Aqualung (brano musicale))

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“C’è sempre un certo imbarazzo quando nel sito compaiono pezzi come questo, che fanno parte di più storie. Della storia del progressive, di cui è uno dei brani più famosi; della storia del rock intero, e forse un po’ anche della storia della musica del XX secolo. Quando, il 19 marzo 1971, i Jethro Tull (che così si chiamavano dal nome di un pioniere dell’agricoltura moderna) incisero questo brano di Ian Anderson e di sua moglie Jennie Franks all’interno dell’omonimo concept album, la storia la fecero sul serio; senza contare che l’assolo di chitarra di Martin Barre al suo interno è, da solo, uno dei capisaldi del rock mondiale. Insomma, l’imbarazzo promana dalla possibilità che, vedendolo qui nel sito, qualcuno abbia a pensare: Eccoli che arrivano, questi. Scoprono “Aqualung” e ce lo vogliono spiegare o, come dicono sempre, “proporre”.
Solo che i brani rock progressive, e specialmente quelli di tale fatta, divenendo pezzi di storia hanno, a volte, offuscato le loro parole; nell’ascoltare della musica di grossa levatura (perché sarà bene ricordare che, nel remoto futuro, questa sarà considerata musica classica del XX secolo) si scordano le storie che ne sono alla base. Me ne sono ricordato qualche giorno fa incontrandolo, Aqualung, in pieno centro di Firenze, città d’arte. Verso le tre del pomeriggio dormiva tra i suoi stracci su due pezzi di cartone, in via del Melarancio, circondato da schifezze di ogni genere, nella nicchia d’un muro tra i turisti e i cittadini che passavano senza nemmeno farci caso. Un relitto umano tra i tanti, nel puzzo e nell’indifferenza; brutto e sporco. E, magari, anche cattivo come Aqualung, che fa il maiale con le ragazzine e maledice iddio tra le varie “istituzioni benefiche” più o meno alla moda. Si dice che Ian Anderson abbia scritto questo brano, e l’intero album, dopo che aveva visto una foto scattata dalla moglie che ritraeva un clochard; ne tirò fuori dei testi cattivi, dissonanti, senza romanticismo alcuno, andando a scavare nella rovina umana.
E nella rovina di una società intera, che non si è certamente arrestata. Così, passando davanti ad un uomo che dormiva per la strada, è andata a finire che questa canzone mi è venuta quasi automaticamente alla mente. Non che sia migliore degli altri che passavano senza accorgersene; avere un semplice pensiero non serve a nulla, non cambia nulla. Forse, anzi, diventa soltanto il pretesto per parlare di una canzone, per quanto bella che sia. E’ successo poi che, un paio di giorni fa, io abbia parlato di una casa dove si nasconde Aqualung e la sua vita che non ci dev’essere; così nasce tutto questo. Però attenti, attente tutte. Aqualung lo possiamo diventare tutti, senza nessuna eccezione. Nessuno è immune, nessuno è perdonato; lo aveva capito lo stesso Ian Anderson, al quale dovette mettersi in moto qualcosa nella disassatura che aveva dentro. E, così, nella storica copertina dell’album, Aqualung ha le sue esatte sembianze”.

(Riccardo Venturi, dal sito Canzoni contro la guerra)

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Brano proposto da: Arturo Bandini e Francesco Komd
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Segretaria di Redazione: Arianna Russo ([email protected])

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