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“Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai
solo qui tra le mie braccia.

E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l’esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere
anche un po’ di vocazione.

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire
le donne, il tempo ed il governo.

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d’esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l’ombra di un sorriso
tra le braccia della morte.

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.



Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire
“micio bello e bamboccione”.

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire
sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo”.

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Fabrizio De André, La città vecchia – 3:23
(testo: Fabrizio De André; musica: Elvio Monti)
Album: Tutto Fabrizio De André (1966, raccolta)
Album: Canzoni (1974)
Singolo: “La città vecchia / Delitto di paese” (1965)

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Citazioni.

“A ritmo di mazurca, De André racconta frammenti di vita di quello strano popolo dimenticato che vive presso le aree più malfamate della zona del porto di Genova: vecchi ubriachi, prostitute e loro clienti, ladri, assassini e “il tipo strano”, «...quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano». «”Io credo che gli uomini agiscano certe volte indipendentemente dalla loro volontà. Certi atteggiamenti, certi comportamenti sono imperscrutabili. La psicologia ha fatto molto, la psichiatria forse ancora di più, però dell’uomo non sappiamo ancora nulla. Certe volte, insomma, ci sono dei comportamenti anomali che non si riescono a spiegare e quindi io ho sempre pensato che ci sia ben poco merito nella virtù e poca colpa nell’errore, anche perché non ho mai capito bene che cosa sia la virtù e cosa sia l’errore”» (Fabrizio De André). La morale finale è un po’ la summa del pensiero di De André. […] Per il titolo ed il contenuto del brano, De André si era ispirato a La città vecchia, celebre poesia di Umberto Saba ambientata nella zona portuale di Trieste; sebbene la morale finale sia la stessa («la prostituta e marinaio, il vecchio che bestemmia, la femmina che bega […] sono tutte creature della vita e del dolore», dice Saba), vi è tuttavia un enorme divario ideologico: se per Saba «s’agita in esse, come in me, il Signore», per De André quella gente vive «Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi, ha già troppi impegni per scaldare gente d’altri paraggi». Quest’ultima frase è ripresa direttamente da una poesia di Jacques Prévert, “Embrasse moi”, da Histories, 1946: «Le soleil du bon Dieu ne brill’pas de notr’ côté / Il a bien trop à faire dans les riches quartiers» («Il sole del buon Dio non brilla dalle nostre parti / ha già troppo da fare nei quartieri dei ricchi»). La musica è fortemente ricalcata su quella di “Le bistrot” di Georges Brassens (1960). La canzone all’epoca fu anche censurata, per cui i versi originari «... quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia / quella che di notte stabilisce il prezzo della tua gioia» furono sostituiti in via definitiva (anche dunque per le successive versioni in studio e live del brano) con «quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie / quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie». Una prima versione contenente il turpiloquio fu incisa, ma a causa della censura venne ritirata dalla stessa Karim, e ne esistono solo poche e rare copie stampate”.

(Wikipedia, voce La città vecchia/Delitto di paese)

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